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Una volta erano un tutt'uno. Il braccio e la mente, la mente e il braccio e più di qualcuno, con una battuta che spiega tutto, diceva che non era facile distinguere chi era il braccio e chi la mente...
Michele Iorio e Gianfranco Vitagliano, un amore durato dieci anni. Fianco a fianco, gomito a gomito, insieme in tutte le operazioni importanti. Lui il presidente gli ha affidato deleghe strategiche. La sanità, per un breve periodo, poi a Vitagliano ha consegnato le chiavi della cassa: bilancio, finanze, programmazione. Non è esagerato dire che in questi ultimi anni Gianfranco Vitagliano è stato l'assessore più potente, quello a cui Iorio ha affidato tutte le operazioni più delicate. Alcune di queste vicende sono diventate inchieste giudiziarie nelle quali Michele e Gianfranco risultano coimputati o coindagati.
Il loro rapporto non è sempre stato idilliaco, ci sono stati momenti in cui il rapporto di fiducia sembrava destinato ad incrinarsi, ma poi i due hanno ricominciato a camminare fianco a fianco. L'ultima crisi è di questi giorni e questa volta sembra che il divorzio sia vicino. Il motivo? Come capita in gran parte delle coppie che si separano, la causa è il tradimento. Chi ha tradito chi? Il traditore, in questo caso, sarebbe Gianfranco. Michele Iorio dal suo profilo facebook ha attaccato i "traditori", quelli che gli hanno voltato o gli stanno voltando le spalle. Dichiarazioni che manifestano delusione e risentimento, stati d'animo che non sono da Michele Iorio. Parole che arrivano a distanza di pochi giorni dalle varie interviste ed interventi che Gianfranco Vitagliano ha fatto sui giornali locali oppure on line nei quali ha affermato che lo iorismo è superato e che bisogna guardare oltre, liquidando così l'esperienza politica e amministrativa del presidente della Regione.
Che ora sembra intenzionato a rispondere con gesti clamorosi. Si parla con sempre maggiore insistenza di una imminente rimozione di Gianfranco Vitagliano (e non solo di lui...) dalla giunta regionale con la revoca dell'incarico di assessore. Vitagliano continua a dire che non è un traditore. Nel suo entourage dicono che l'assessore è così e che ha l'unica colpa di dire ciò che anche molti altri "papaveri" del pdl e del centrodestra molisano pensano a proposito del "grande condottiero" che in questi ultimi undici anni ha guidato la barca del centrodestra in Molise. Iorio aspetterà la sentenza del Consiglio di Stato. E se dovesse riuscire a ribaltare il pronunciamento del Tar e a rimanere in sella, il presidente ha pronto un "piano di evacuazione" con molti cambi ed una vera e propria rivoluzione copernicana. Vitagliano, quando qualcuno gli ha prospettato la possibilità che venga sbattuto fuori dall'esecutivo, ha risposto serafico: "E che problema c'è? Per fare politica non bisogna necessariamente stare in giunta".
Il problema per Iorio è se il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar e mandare i molisani a nuove elezioni entro la fine dell'anno. Allora Vitagliano si sentirebbe libero di agire e di lavorare al suo vero obiettivo, quello di vincere la lotta alla successione di Iorio. Perché tutti sanno che il presidente in carica, nel caso di elezioni anticipate, non sarà ricandidato. Iorio spera che in qualche modo si accorpino le regionali alle politiche per poter tentare il grande salto a Roma. Altrimenti, in caso le regionali si tengano prima delle politiche, farà di tutto per essere ricandidato. Ma non sarà facile. Vitagliano ha rotto gli indugi e si è di fatto candidato per guidare il dopo-Iorio. E se nel centrodestra non lo vorranno, l'assessore più potente ha già in mente di traslocare altrove. Nel centro di Casini o di Fini, a condizione che si sganci da Iorio, o addirittura in qualche formazione di centrosinistra. C'è chi non crede, però, alla separazione dei due.
"Hanno condiviso troppe cose, sanno troppe cose l'uno dell'altro, non conviene a nessuno dei due una guerra", questi alcuni dei commenti raccolti nel centrodestra. Intanto dalla sua pagina di facebook Vitagliano risponde indirettamente a Iorio: "Non sono traditore e non ho fatto nulla per meritare l'appellativo. Iorio sbaglia nel pensarlo, se lo pensa, e sbaglia assai nell'affermarlo. Sulla fiducia, sono certo di averla meritata e di averla ancora. Per quello che sono, per quello che faccio e per come lo faccio insieme a lui. Per meritare la fiducia sono convinto non serva la compiacenza. Iorio ed io lo sappiamo bene. Dire sempre si, che tutto va bene - aggiunge Vitagliano -, essere ortodossi a prescindere non é leale, non aiuta a fare le buone cose e, soprattutto, é arte dei cortigiani e pane dei sudditi. Io non sto tra questi. Stanno tra questi quelli che, interpretando male i miei scritti e le mie parole, pensano di compiacere me, plaudendo alle immaginate divisioni o prese di distanza, e di compiacere Iorio, riconfermandogli vicinanza e garantendogli la massima soddisfazione di amici ed elettori che sono convinti che meglio non si potrebbe fare e stare." Tutto sommato, spiega Vitagliano, non è tutta colpa di Iorio. "Ci sono ioristi interessati - scrive -, abituati alla compiacenza ed all'assistenza, pronti ad accaparrarsi il vantaggio, allenati a chiedere - e Iorio dice difficilmente di no -, vicini quando il mare é tranquillo, rapidi nell'allontanarsi quando s'increspa.
E di questi Iorio é vittima!Statene certi, voglio piú bene io a Iorio che quest'ultimi. Io che dico la verità, dico - attacca Vitagliano - e scrivo le cose che non vanno, raccolgo e riporto le lamentele e le insoddisfazioni di tanti, veramente tanti. E siccome, in moltissime occasioni abbiamo avuto modo di parlarne io e il Presidente, mi riesce difficile comprendere la sua meraviglia per le mie esternazioni. Sappiamo tutti e due, e bene, le questioni che ci hanno visto divergere, così come sappiamo bene le tante cose buone che abbiamo fatto, insieme. Qualche volta la divergenza si é composta, in altre occasioni no. Ma nella mia lealtà - dice Vitagliano - sono inflessibile. Quando si vota e si sta in una squadra lo si fa, rispettando ruoli e maggioranza, ed assumendosene le responsabilità. E questo ho sempre fatto! Ed ë per questo che non ho bisogno di giustificarmi, né di avere atteggiamenti privati diversi da quelli pubblici. E se rileggo le interviste e le mie dichiarazioni trovo assoluta coerenza nel mio dire e nel mio fare in tutti e due gli ambiti". Vitagliano non si tira indietro rispetto alla sua posizione attuale: "É vero ho chiesto, e forte, di cambiare.
Sì cambiare, a cominciare dalla squadra, dai comportamenti, dalle scelte piú qualificanti, dalle stanze a noi piú vicine, se rimaniamo in sella. A cambiare, fin dove serve, se si va al voto, per vincere bene e governare alrettanto bene. Questo é quanto!" La parola ora passa agli avvocati... separazione consensuale o con colpa? Divorzio o ritorno di fiamma? |