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Autore: Roberto Colella
Anno: 2009
La guerra non è una partita di rugby anche se l'ovale delle bombe viaggia veloce leggero sulle linee avversarie superando mari, cieli, montagne. La guerra non è una partita di rugby anche se i prigionieri se ne stanno aggrappati alla rete di metallo che delimita i campi di concentramento come fossero spettatori allo stadio. La guerra non è una partita di rugby anche se molti politici vorrebbero farlo cradere! Perchè in guerra il gioco è nell'uccidere e l'essere ucciso corrispondere all'epitaffio di una condizion d'essere senza scelta. La guerra è la guerra. La trattazione che ne fa Roberto Colella è ampia, dettagliata, acuta, allo stesso modo le riflessioni sulla essenza della guerra nella storia dell'uomo ed a cui in un certo senso mi riferisco; se nelle sue pagine viva è l'indignazione per i funesti criminali bombardamenti Alleati su Termoli, Venafro, Isernia (che nascevano almeno dal discusso impianto strategico di interrompere le comunicazioni tirreno adriatiche), esacerbata diventa la collera in Colella quando ripercorre i fatti ininghiottibili della violenza su Castelnuovo al Volturno: distrutto solo per realizzare un documentario di propaganda da proiettare negli Stati Uniti! Dalla prefazione di Enzo Antonio Cicchino
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