XXVI Congresso Nazionale AMCI

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Nota di redazione: riceviamo da Giovanni Sparano e pubblichiamo nel rispetto del pluralismo d’informazione, pur non condividendone i passaggi chiave, sperando di suscitare sempre un dibattito costruttivo.

Nei giorni 23 24 25 marzo dell’anno 2017, ho partecipato al XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), tenutosi ad Ascoli Piceno. Gli incontri e i dibattiti sul tema ”Medicina, Ambiente e Salute”, hanno avuto inizio con una solenne celebrazione eucaristica, presieduta da S.E. il Card. Pietro Parolin, alla presenza dell’assistente ecclesiastico nazionale AMCI, S.E. il Card. Edoardo Menichelli e del vescovo di Ascoli S.E. Giovanni D’Ercole.

E’ seguita la Cerimonia inaugurale cui, oltre al presidente Filippo Maria Boscia e Autorità civili e militari, ha partecipato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Nei tre giorni di incontri e dibattiti, illustri relatori di fama nazionale e internazionale, dovendo ammettere il deterioramento ambientale, etico e culturale del nostro tempo, sulla guida dell’Enciclica “Laudato Si’” promulgata da Papa Francesco, hanno auspicato l’uscita dalla globalizzazione dell’indifferenza, dal modello consumistico e dalla conseguente spirale di autodistruzione nella quale l’umanità sta precipitando e invocato la nascita di una nuova solidarietà universale, indispensabile a  preservare il pianeta in modo responsabile nei confronti delle generazioni future. Il cardinale Edoardo Menichelli  ha invitato a considerare il Creato come il tempio dell’umanità e nostra casa comune e luogo di bellezza che dura e non costa nulla. Di fronte a tanta armonia e bellezza del Creato bisogna esprimere gratitudine e preghiera; bisogna tornare a contemplare il Creato con stupore e meraviglia. Bisogna riconoscere che l’uomo abita in un posto tanto bello senza averlo comprato e, invece di esprimere gratitudine, ne fa commercio e mercato. E’ d’obbligo custodire la casa comune che assicura cibo, acqua e aria, elementi indispensabili alla  vita.

Bisogna ritornare alla sobrietà, con il consumismo sfrenato si sta distruggendo e inquinando tutto e spendendo capitali per cercare di eliminare la spazzatura, a sua volta fonte di inquinamento.  L’odierna società “dell’usa e getta” porta al progressivo aumento dei rifiuti poco o per nulla degradabili o la cui degradazione porta ad accumulo di sostanze nocive. I liquami, provenienti da depositi indiscriminati e, spesso abusivi, di tali rifiuti, portano, come conseguenza, all’inquinamento delle falde acquifere, dei laghi e degli invasi artificiali. E’ necessario  saper coltivare con intelligenza, amore e rispetto il  giardino comune, che ci ospita. Bisogna governare senza dominare, facendo accurata manutenzione di ponti, letti dei fiumi, etc. E’ giusto riconsegnare alle generazioni future campi seminati e non deserti. Il Cardinale ha ribadito con forza la sacralità della vita e del Creato e la mancanza di sapienza e saggezza dell’uomo che, danneggiando l’ambiente, nuoce a se stesso. Il professor Filippo Boscia ha messo in evidenza i pericoli derivanti dalla deriva ideologica del “gender” che porta all’aberrazione contro l’immagine di Dio che si riflette nel maschio e nella femmina, nella loro differenza e complementarietà.

Invocando il principio dell’autodeterminazione e della libertà dell’individuo, le frontiere del maschile e del femminile sono confuse e possono cambiare nella stessa persona e nei diversi periodi della vita: la differenza sessuale non si definisce più in rapporto alla generazione ma in relazione all’interpretazione soggettiva del desiderio sessuale di ciascuno, divenendo in tal modo un orientamento. Ciascuno può scegliere il proprio genere, indipendentemente dal proprio sesso, svincolato da ogni inquadramento e libero di passare attraverso le varie esperienze, prima di scegliere in quale contesto collocarsi o se rimanere come un’entità fluttuante. La cultura individualistica, in nome di una libertà anarchica, porta alla banalizzazione delle prestazioni sessuali. In mancanza di una tutela sociale della famiglia si rischia il suo disfacimento. La tecnologia tende ad assecondare i desideri individualistici con predeterminazione del sesso con selezione degli embrioni. La deriva ideologica può portare alla nascita di identità ibride, di cui è difficile stabilire un confine. Intanto aumenta la sterilità di coppia, che pare sia dovuta in larga misura alle sostanze nocive presenti nell’ambiente. Nell’ultimo ventennio si è verificato un notevole incremento dell’infertilità.

Il numero di coppie incapaci di avere figli è considerevole e probabilmente destinato ad aumentare. Si calcola, ad esempio, che oltre il 20% delle coppie in Italia ha problemi riproduttivi. Secondo alcune indagini, inoltre, oggi in Italia esistono addirittura 3 milioni di uomini che soffrono di deficit di erezione e di problemi sessuali in genere. E le cifre sono, sfortunatamente, destinate ad aumentare.  Allo stesso tempo, sono anche diminuiti sia a livello qualitativo che quantitativo i gameti utili per le varie tecniche di fecondazione in vivo e in vitro. Gli spermatozoi non solo sono diminuiti di numero, ma posseggono sempre meno capacità fecondante, appaiono in un certo senso più “deboli” rispetto al passato, dotati di minore mobilità e con possibilità inferiori di arrivare a fecondare l’ovulo. Per tale motivo vengono classificati di qualità “mediocre”. L’inquinamento, oltre ad essere portatore di malattie respiratorie e tumori di vari organi, si rende responsabile anche di un considerevole aumento dei tumori del testicolo e conseguente infertilità. Negli ultimi venti anni il cancro ai testicoli pare essere addirittura raddoppiato, con un rischio fondato di sterilità diffusa per il futuro. L’aumento dei tumori è stato riscontrato perfino nei bambini (seminoma).

Nel liquido spermatico del maschio sono state trovate alte concentrazioni di zinco, rame, cromo, ferro. Si riscontra anche riduzione degli enzimi antiossidanti e del glutatione. Nelle donne si riscontrano turbe ormonali e aumento di casi di endometriosi. Al termine dei lavori l’Assemblea ha approvato la seguente mozione:
“L’AMCI prende coscienza e trasmette la necessità di aver cura dell’ambiente, perché sono molte le patologie che insorgono nell’umanità vivente, molte delle quali connesse al degrado ambientale. Il tempo che stiamo vivendo ha lasciato disperdere parte di quella cultura umanistica che impronta la nostra civiltà, fondata su principi civili prima ancora che cristiani, nel rispetto della dignità e della integrità della persona. A fronte di sempre più preoccupanti situazioni, i medici dell’AMCI riconoscono che l’essere umano è chiamato a ricercare uno sviluppo sostenibile e integrale, che il suo compito è di difendere la casa comune dai pericoli causati dall’inquinamento e dalla speculazione imprenditoriale. L’AMCI auspica rinnovata sapienza e saggezza nella custodia del Creato e della nostra casa comune. La prima responsabilità che essi avvertono è certamente quella di preservare la natura e l’identità umana, difendendo il genoma dall’aggressione di un’industria priva di preoccupazioni etiche e orientata esclusivamente all’utile economico”.

L’AMCI si impegna a fare quanto in suo potere per evitare che l’embrione umano venga trasformato nell’ennesimo prodotto in un mondo di mercificazioni; per evitare che le figure genitoriali vengano irresponsabilmente moltiplicate senza alcun rispetto per lo sviluppo psicofisico del bambino; che il genoma subisca pericolose alterazioni o ibridizzazioni. Al contempo, torna a chiedere che la ricerca sul genoma umano sia esclusivamente orientata alla diagnosi e alla terapia delle malattie, ribadendo la sua radicale e categorica opposizione a ogni pratica di selezione eugenetica. L’AMCI ribadisce che ogni pratica medica debba essere portata a compimento in maniera responsabile e rispettosa della dignità del paziente. Fa dunque appello ai colleghi affinchè si diffonda una cultura sana e ponderata dell’alleanza terapeutica – troppo spesso sbilanciata sul pericoloso versante del paternalismo potestativo, ovvero, sull’altrettanto dannoso asservimento del medico ai desideri dei suoi clienti. Infine, sottolinea che il malato non debba mai essere considerato come se fosse un ente astratto scollegato dalla società e dall’ambiente in cui vive. Si adopererà, quindi, quanto è in suo potere perchè i poveri e i bisognosi non vivano abbandonati a loro stessi, e che tutti i malati ottengano sempre il giusto conforto e le informazioni necessarie a comprendere lucidamente la situazione in cui si trovano, in special modo quando sono costretti ad affrontare le più tragiche scelte di fine vita. A tal riguardo, l’AMCI conferma la ferma e categorica opposizione nei confronti dell’accanimento terapeutico e delle pratiche eutanasiche, considerate vera e propria violazione del giuramento ippocratico.

Giovanni Sparano6 Posts

Nato a Caserta l’11/3/1938. Si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università di Napoli in data 21/12/1963. E’ specializzato in Urologia e Nefrologia. Ha fondato e diretto il reparto di Nefrodialisi dell’Ospedale Civile di Campobasso, dove ha rivestito la carica di primario per ventitrè anni (1980-2003). Ha promosso la nascita della dialisi peritoneale a domicilio e di centri dialisi in tutti gli Ospedali della Regione Molise, che ha diretto e coordinato per oltre dieci anni. E’ autore dei libri: Donazione, Prelievi e Trapianti (OMC Campobasso 2008), Nascitadi un reparto (Tipografia l’Economica, settembre 2010), Destinazione Molise (Il Bene Comune, novembre 2010), La Persona e il Creato al centro della Cura (Il Bene Comune, febbraio 2012), Percorsi di Vita (Tipografia L’Economica, gennaio 2013).Dono per Amore (Tipografia l’Economica, settembre 2014). Attualmente è Presidente A.M.C.I. Regione Molise

1 Comment

  • Giovanni Sparano Reply

    6 aprile 2017 at 12:50

    Il prof. Boscia sarà presente a Castelpetroso il giorno 22/4/17 come relatore nel Convegno:” Inquinanti sociali e ambientali” dalle ore 9 alle ore 12 . Con il Patrocinio dell’Arcidiocesi di Campobasso Bojano
    ISDE e Ordine dei Medici di Campobasso ed Isernia

    REGIONE MOLISE

    INQUINANTI SOCIALI ED AMBIENTALI
    “Trasmettiamo ai figli un mondo meno inquinato”

    SAlA CONVEGNI SANTUARIO DI CASTELPETROSO
    sabato 22 aprile 2017 ORE 9

    SALUTI DI BENVENUTO
    Salvatore Forte (Presidente Sezione AMCI Arcidiocesi Campobasso Bojano)
    Rita Di Pilla (Presidente sezione AMCI Diocesi di Isernia)
    Giovanni Sparano ( presidente AMCI Regione Molise)

    INTRODUZIONE AL TEMA
    Fernando Galluppi (Docente di Bioetica Università di Chieti)

    LA RIPRODUZIONE UMANA TRA SCIENZA CULTURA E TECNICA
    Filippo Maria Boscia (Presidente nazionale AMCI- Ginecologo e Andrologo –
    Direttore del dipartimento materno – infantile e fisiopatologia della riproduzione
    umana Università di Bari)

    RIFLESSIONI SULL’ENCICLICA LAUDATO SI’
    Don Michele Tartaglia (Assistente spirituale
    AMCI Arcidiocesi di Campobasso Bojano –
    Parroco della Chiesa Cattedrale di Campobasso)

    MEDICINA SALUTE E AMBIENTE
    Gennaro Barone Presidente ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente)
    Presidente emerito OMC)

    CONCLUSIONI
    S. E. M. Giancarlo Maria Bregantini
    Arcivescovo di Campobasso Bojano

    ORE 12
    BASILICA DELL’ADDOLORATA DI CASTELPETROSO
    Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. M. Giancarlo Maria Bregantini

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