Inquinanti sociali e ambientali

inquinamento

Il giorno 22 aprile 2017, nell’Auditorium del Santuario di Castelpetroso (IS), si è tenuto il terzo Convegno regionale dell’AMCI sul tema: “Inquinanti sociali e ambientali”. L’Incontro, promosso dal presidente regionale  Giovanni Sparano, con la collaborazione del presidente della sezione di Campobasso Salvatore Forte e della sezione di Isernia Rita Di Pilla, ha visto la partecipazione di una qualificata e folta platea, rappresentata da autorità religiose, civili, medici, associazioni di volontariato, studenti e cittadini interessati al tema. Oltre ai presidenti dell’Ordine dei medici di Campobasso e di Isernia, erano presenti anche il vicepresidente dell’AMCI del Sud Italia Giuseppe Battimelli e il presidente dell’AMCI della regione Abruzzo Mario Peverini.

Dopo il saluto dei presidenti e l’accurata e dotta introduzione del moderatore Fernando Galluppi, che ha ribadito la necessità di aver cura dell’ambiente, perché sono molte le patologie  collegate al degrado ambientale, ha preso la parola il presidente nazionale Filippo Maria Boscia che, in qualità di specialista delle patologie della sfera sessuale e riproduttiva maschile e femminile, ha richiamato l’attenzione sui danni provocati dagli inquinanti sulla gametogenesi, con conseguenze pesanti sulla funzione riproduttiva.

 Ha rilevato che nell’ultimo ventennio si è verificato un notevole incremento dell’infertilità di coppia. Il numero di coppie incapaci di avere figli è considerevole e probabilmente destinato ad aumentare. Si calcola, ad esempio, che oltre il 20% delle coppie in Italia ha problemi riproduttivi. Secondo alcune indagini, inoltre, oggi in Italia esistono addirittura 3 milioni di uomini che soffrono di deficit di erezione e di problemi sessuali in genere.  Allo stesso tempo, sono anche diminuiti, sia a livello qualitativo che quantitativo, i gameti utili per le varie tecniche di fecondazione in vivo e in vitro. Gli spermatozoi, non solo sono diminuiti di numero, ma posseggono sempre meno capacità fecondante, appaiono in un certo senso più “deboli” rispetto al passato, dotati di minore mobilità e con possibilità inferiori di arrivare a fecondare l’ovulo. Nel liquido spermatico del maschio sono state trovate alte concentrazioni di zinco, rame, cromo, ferro. Si riscontra anche riduzione degli enzimi antiossidanti e del glutatione. Nelle donne sono frequenti turbe ormonali e aumento di casi di endometriosi. Ad abbassare la natalità contribuisce molto anche la limitazione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro a causa della maternità. Il presidente ha concluso la relazione invocando una solidarietà universale e un nuovo umanesimo che metta al centro la persona umana.

E’ seguita la relazione di don Michele Tartaglia che ha messo in risalto la volontà di papa Francesco di denunciare, nella enciclica Laudato Si’,  i rischi che corre il pianeta per il degrado ambientale,  strettamente collegato al degrado sociale. Purtroppo gli sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati dal disinteresse, dall’indifferenza o addirittura dalla negazione della situazione da parte di altri potenti della terra.  Oggi l’interesse economico prevale sul bene comune;  prevalgono gli interessi di gruppi economici che distruggono le fonti di vita. L’essere umano si logora per potersi assicurare  vizi autodistruttivi. La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottostare ai dettami della finanza e della tecnocrazia. La tecnologia deve stare al servizio dei valori e non viceversa. C’è bisogno di giustizia intergenerazionale. Il disastro ecologico è pagato dalle fasce di popolazione più povere del pianeta. Papa Francesco si mette dalla parte dei più poveri che pagano i prezzi più alti dell’inquinamento. La terra e il creato ci sono stati donati e noi dobbiamo custodirli per trasmetterli alle generazioni future. Bisogna incanalare le energie verso uno sviluppo equo e sostenibile. Il papa invoca uno sviluppo umano, dove non ci sia posto per l’attuale consumismo smodato, ma uno stile di vita umile e sobrio che dia  priorità a solidarietà e sussidiarietà, basato su un’amministrazione responsabile della terra e non sul dominio distruttivo di essa. Bisogna che ci sia un dialogo nella politica internazionale  e si ponga fine all’iperconsumismo dei paesi ricchi che porta i paesi poveri ad essere sempre più poveri. Bisogna che ci sia una politica orientata al bene comune e, per cambiare l’arricchimento delle imprese, bisogna che i consumatori si uniscano nel limitare l’acquisto dei loro prodotti.

Ha fatto seguito la relazione del dottor Gennaro Barone, presidente dell’ISDE ( Associazione Medici per l’Ambiente). Tale associazione, nata in Italia nell’anno 1989 e a livello internazionale nel 1990, si occupa dell’ambiente in funzione  della salute. L’ISDE sta svolgendo nel Molise una lodevole e intensa attività, con iniziative formative e informative, convegni a partecipazione popolare, incontri e tavole rotonde cui intervengono, con obiettività e rigore scientifico, varie personalità esperte in materia.  Il dottor Barone ha dato inizio alla sua relazione ricordando che il Codice di deontologia medica, all’ art. 5, recita: “Il medico, nel considerare l’ambiente di vita e di lavoro e i livelli di istruzione e di equità sociale quali determinanti fondamentali della salute individuale e collettiva, collabora all’attuazione di idonee politiche educative, di prevenzione e di contrasto alle disuguaglianze alla salute e promuove l’adozione di stili di vita salubri, informando sui principali fattori di rischio. Il medico, sulla base delle conoscenze disponibili, si adopera per una pertinente comunicazione sull’esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale e favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni”.  Il diritto alla salute è quello di vivere sani, non di curarsi; compito del medico non è solo curare ma fare anche una corretta prevenzione. In attesa di unanimità di consensi da parte degli addetti ai lavori e alla promulgazione di regole e limiti certi da rispettare, è  consigliabile attenersi al principio della precauzione esteso alla tutela della salute, contemplato dalla Costituzione: “ Quando un’attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, dovrebbero essere prese misure precauzionali, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite dalla scienza” (Art.15 Dichiarazione di RIO- giugno 1992, ratificato dall’ Unione Europea).

 Il dottor Barone ha interessato la vasta e qualificata platea, riportando dati che mettono in evidenza l’eccesso  di malattie che dipendono dall’inquinamento ambientale:

  • Dal nuovo rapporto Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), risulta che ogni anno 12,6 milioni di persone muoiono per colpa dell’inquinamento. Fattori di rischio ambientali, come l’aria, l’acqua e l’inquinamento del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette, le stesse onde elettromagnetiche, contribuiscono a più di cento malattie e lesioni e causano 1 decesso su 4 sul totale delle morti.  L’ultimo rapporto dell’ U.E. pone l’Italia al primo posto in Europa per morti premature a causa dei livelli di PM2.5 (particolato ultrasottile), ossidi di azoto, ozono.

      Nei bambini, l’incidenza di tumori infantili è più alta in Italia rispetto alle medie europee, sia

      nella fascia di età 0-14 che in quella 0-19.  Dal rapporto dell’ISS (Istituto Superiore Sanità),

      riguardante il SIN Terra dei  Fuochi, è emerso un quadro di criticità  in ambito pediatrico

       meritevole di attenzione :

      Eccessi  di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori, con  eccessi di quelli

     del sistema nervoso centrale nella fascia di età 0-14 anni.

  • Nell’ultimo rapporto dell’ISS sulla situazione di Taranto: eccesso di incidenza di tumori in età pediatrica del 54% rispetto all’atteso regionale e un aumento delle malattie respiratorie.
  • In Italia 35 mila morti e mezzo milione di malati  rappresentano le vittime causate da un ambiente  ricettacolo di molteplici sostanze tossiche disperse nell’aria, nell’acqua e nel terreno e, per conseguenza,  anche nella catena alimentare che, nell’uomo,  è la principale via di esposizione.
  • Esposizione durante la gravidanza a pesticidi organo-fosforici: In EU si perdono ogni anno 13 milioni di punti di QI con 59300 nuovi casi di ritardo mentale. I costi sanitari per l’esposizione ad interferenti endocrini sono esorbitanti. L’Italia è il paese che consuma più pesticidi per ettaro di suolo agricolo con aumento notevole dell’inquinamento delle falde acquifere, superficiali e profonde.
  • Il 75% delle malattie dipende da stili di vita sbagliati (fumo, vita sedentaria, cattive abitudini alimentari) e dall’inquinamento ambientale.

 Tra le sostanze  considerate cancerogene per l’uomo, Barone ha ricordato: le diossine, il benzene, i  dibenzofurani,  gli idrocarburi policiclici aromatici, l’arsenico, il piombo,  il berillio,  il cromo, il  nichel, il cadmio, l’amianto ed altro.  

Il riscaldamento dell’atmosfera  è senz’altro causa dei disastrosi cambiamenti climatici che stanno flagellando la terra. L’aumento di temperatura incentiva una progressiva tropicalizzazione e desertificazione dell’ambiente. Per ogni grado centigrado di aumento di temperatura, aumenta del 3% la mortalità.  Nella CONFERENZA DI PARIGI   sul clima  (XI- XII 2015) è stato trovato un accordo. Nel 2020 parte il programma di risanamento del pianeta. Il dottor Barone ha ritenuto opportuno precisare che la lotta ai cambiamenti climatici certamente non si fa trivellando la terra o il fondo marino per trovare petrolio. Il Decreto del 3 aprile del MISE(Ministero dello Sviluppo Economico)  ha introdotto modifiche che permettono alle compagnie petrolifere di costruire nuovi pozzi entro  12 miglia dalla costa (smentendo clamorosamente le rassicurazioni del precedente governo).

 L’incenerimento dei rifiuti, che rappresenta la tecnologia meno rispettosa dell’ambiente, perché scoraggia la raccolta differenziata, immette nell’aria sostanze tossiche, riscalda e pone il problema delle ceneri prodotte. Sarebbe auspicabile e giusto la riduzione, il riuso, il  riciclaggio, il recupero dei rifiuti. Bisogna opporsi ad ogni tipo di trattamento dei rifiuti mediante  incenerimento e  favorire piani rifiuti con trattamenti a freddo.

Il presidente dell’ISDE ha concluso l’intervento invitando tutti ad operare insieme per il bene della nostra casa comune e ricordando ai medici che, se il cittadino è responsabile dell’ambiente inquinato, il medico che ignora questo problema, lo è due volte. Ippocrate, in tempi tanto lontani, già raccomandava: “Ricorda che nell’origine di molte malattie, un ruolo importante lo svolge l’ambiente. Bisogna quindi conoscerlo a fondo e rispettarlo “.

L’arcivescovo Bregantini ha concluso l’Incontro, congratulandosi con gli organizzatori ed i relatori per l’alta valenza culturale, etica, emotiva e sociopolitica. Ha ricordato che, se la terra non è un dominio da sfruttare ma un dono, dobbiamo custodirla per trasmetterla alle generazioni future. Nella Bibbia la Terra è indicata come un giardino non come un deserto, è da rispettare come una sposa, non come un’amante. Dall’Incontro bisognava trarre: Consapevolezza, Vigilanza  comune, rispetto quotidiano dei valori.

Da tutte le relazioni è emersa la convinzione che è indispensabile un cambio etico culturale su come affrontare la vita; bisogna sostituire le priorità attuali che privilegiano esclusivamente l’interesse economico e il PIL, con una politica che dia la dovuta importanza allo sviluppo tecnico scientifico sempre tenendo presente il rispetto della dignità della persona umana e la salvaguardia della natura e di tutte le sue creature; occorre da parte di tutti un maggiore rispetto affettivo verso questa terra che stiamo sfruttando e inquinando a ritmo vertiginoso; se non si cambia rotta il futuro dei nostri discendenti è compromesso.

Giovanni Sparano6 Posts

Nato a Caserta l’11/3/1938. Si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università di Napoli in data 21/12/1963. E’ specializzato in Urologia e Nefrologia. Ha fondato e diretto il reparto di Nefrodialisi dell’Ospedale Civile di Campobasso, dove ha rivestito la carica di primario per ventitrè anni (1980-2003). Ha promosso la nascita della dialisi peritoneale a domicilio e di centri dialisi in tutti gli Ospedali della Regione Molise, che ha diretto e coordinato per oltre dieci anni. E’ autore dei libri: Donazione, Prelievi e Trapianti (OMC Campobasso 2008), Nascitadi un reparto (Tipografia l’Economica, settembre 2010), Destinazione Molise (Il Bene Comune, novembre 2010), La Persona e il Creato al centro della Cura (Il Bene Comune, febbraio 2012), Percorsi di Vita (Tipografia L’Economica, gennaio 2013).Dono per Amore (Tipografia l’Economica, settembre 2014). Attualmente è Presidente A.M.C.I. Regione Molise

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