Il testimone. Lettera aperta ai giovani di Duronia

Duronia

In occasione delle elezioni amministrative in tanti comuni molisani, per quello che può valere la mia esperienza personale, ho voluto lanciare un messaggio ai giovani, ed a quelli di Duronia (mio paese d’origine) in particolare, per spronarli ad un impegno partecipato, politico e culturale, per la rinascita dei nostri piccoli centri dell’entroterra

Cari ragazzi,
non vi conosco se non di vista, ma conosco bene i vostri cognomi. Voi vi chiamate Berardo, D’Amico, Grieco, Manzo, Morsella, Ricciuto. Ho conosciuto i vostri padri e so da dove venite. Non so dove andrete. Il crudo destino dei giovani di Duronia probabilmente porterà anche voi lontano dal paese, come è successo a tante altre generazioni precedenti alla vostra. Come è successo a me.

A me è successo circa trenta anni fa, ma devo ancora capire che cosa mi riporta sempre al paese. Qualunque cosa io faccia o pensi, la meta è sempre la stessa. Un atavico senso di appartenenza, un rivolo di sicurezza in questo mare burrascoso in cui si è affacciato il mondo del terzo millennio. Eppure, cari ragazzi, è arduo trasmettervi di questo attaccamento la possanza fisica e la dolcezza incantata dell’amore. Forse è un miscuglio di sensazioni più legate al cuore che alla testa.

I sensi legati al ricordo. Il gusto di una fetta di pane fatto in casa bagnato con un goccio di olio di oliva e spolverato da un pizzico di zucchero; l’olfatto di viscere fumanti dei ventri squartati di maiali arsi sui baiardi da secche ginestre; il tatto della calda mano di mamma che mi trascina in chiesa; l’udito dello scalpitare degli zoccoli dell’asino affardellato sul selciato sotto la finestra all’alba; la vista di tanti visi smunti e mocciosi sorridere.

Il tempo ed il tempo dei giochi. La polvere attaccata alla pelle, il vento che ti si porta via, la neve che penetra dai vetri rotti, la grandine sullo zinco della capanna in campagna; le ardue imprese sulle rocce friabili della Civita, di Sant’Mass e d’ r’ M’rcune d’ Laura, i bagni e le scottature al fiume, il nostro mare, la testa sudata sotto l’acqua gelida della Cannella ed i panni stesi sui rovi accanto alla Fonte, sulla strada cha va a Casale; i calci al pallone di cuoio rattoppato con lo spago di Zi R’neste in mezzo alle prime margherite sull’erba del campo a r’ chiane d’ r’ Puzz.

Momenti di un tempo andato. Il Maestro ed i carboni entro “r’ tragnetièll” sotto il banco per riscaldare piedi e mani. La gènt a casa la sera attorno alla cemmenera a bere lo squattone, per placare la sete dopo aver zappato per tutta la giornata. Gli altarini del Corpus Domini con i primi fiori della primavera ed i falò di San Michele con mammuccia che raccontava le filastrocche attorno ai legni ardenti.

Sensazioni e Ricordi legati al paese, giovani di Duronia, che hanno contribuito a formare il mio carattere e ad impregnare la mia struttura culturale. Vi sembrerò antico, ma vi giuro che non ho assaporato mai linfa migliore per garantire energia e freschezza alla mia attività professionale, culturale e civile. Voi vivete oggi il paese e so che non è affatto facile. Il “mio paese” non esiste più, ora esiste il “vostro”. Diversi i lavori, diverse le costumanze, diversi gli approcci sociali e culturali, diverso il tempo libero. Tutto diverso, però nessuna certezza.

Io il “mio paese” l’ho visto morire, voi il “vostro” non l’avete mai visto nascere. Badate, ragazzi, il mio non è pessimismo, ma una banale constatazione di una realtà che a me ferisce il cuore e a voi affievolisce le speranze. Le speranze! la Speranza che non mi ha mai abbandonato, nemmeno ora, in questo tempo in cui sembra tutto perso. Se chiedete ai vostri padri, ai vostri nonni o ai vostri fratelli maggiori vi racconteranno di eventi di impegno culturale, sociale e politico che hanno caratterizzato la vita di Duronia negli ultimi trenta anni, una caratterizzazione “underground” che probabilmente non è mai arrivata in superficie fino ad interessare i vostri occhi o le vostre orecchie.

E’ bene che sappiate che Duronia, il vostro paese, ha prodotto belle energie, come quelle che si riuniscono intorno alla banda cittadina, tanto apprezzate fuori confine quanto neglette dentro. Energie, mosse, ve lo assicuro, da amore viscerale verso il paese ed impegnate per evitargli la morte. Energie, che, per il solo fatto di produrre cultura o impegno civile, sono state puntualmente osteggiate con le armi le più odiose, quali il ricatto e la minaccia. No, non sbarrate gli occhi! Ma quanti Duroniesi, che sono stati giovani prima di voi e tra questi i tanti che prima di voi sono stati costretti ad abbandonare il paese, la Speranza non l’hanno mai persa e nel nome di Essa hanno dovuto subire soprusi ed umiliazioni di ogni genere! Underground.

Se chiedete, vi racconteranno di Pro-Loco, di Archeoclub, di teatro, di convegni culturali e sociali affollatissimi, di iniziative ludiche e folcloriche che hanno coinvolto con pochi spiccioli migliaia di persone in piazza, e poi de “la vianova”, di “cammina, Molise!”. Se chiedete, vi racconteranno dell’impegno politico di queste giovani energie, pronte a sfidare il potere feudale locale imposto al paese da persone sensibili ad alimentare con le sovvenzioni pubbliche solo se stessi ed i propri clan. La storia di Duronia è anche questa, giovani amici. E’ la storia degli ultimi trenta anni. Amministratori che con cinismo hanno stroncato ogni iniziativa culturale e civile, capace di aggregare, con l’intento palese di non far nascere gruppi potenzialmente antagonisti nella gestione politica del comune.

Voi, oggi, vivete disincantati il “vostro” paese. I vostri problemi e i vostri sogni vanno oltre come è giusto che sia e vi tenete preparati per l’abbandono. Mai come oggi però Duronia ha bisogno dei suoi giovani. Provate, giovani compaesani, a raccogliere questo accorato messaggio. Provate innanzitutto anche voi ad assaporare la gioia che emana l’affetto per la propria terra e per le proprie radici e provate a pensare agli immani sacrifici che hanno fatto i nostri padri per mantenere in piedi le pietre delle nostre povere case e per far fruttare zolla dopo zolla terre non certe generose. Dovete essere orgogliosi di chi vi ha preceduto e a loro dovete sano rispetto. Provate a riflettere sulle vostre potenzialità culturali, evolute ed inimmaginabili per me giovane come voi solo qualche anno fa, e sui mezzi di formazione e di informazione di cui oggi potete disporre; provate finalmente a capire perché il Paese è in agonia, prendete coscienza e reagite.

Con orgoglio, ma senza rabbia. Riappropriatevi del Paese e fatelo “vostro”, ma per viverci ora e prepararlo per i vostri figli. Noi, i tanti giovani che vi hanno preceduto, la nostra parte l’abbiamo fatta. In questi ultimi trenta anni abbiamo fatto la cosa più importante, abbiamo tenuta accesa la fiammella della Speranza in una notte tenebrosa sconvolta da una tormenta impetuosa. Vi consegniamo quel poco che gelosamente e con tanto impegno siamo riusciti a salvaguardare: la passione culturale, civile e politica. Questa passione dovrà essere il robusto testimone che dovrà spronarvi ad accendere il fuoco della Speranza: fatevi invadere il cuore da essa, la vostra testa farà il resto ed il Paese rinascerà.

Il 26 maggio per Duronia sarà una data storica. E’ il giorno segnato per il rinnovo del Consiglio Comunale, in una situazione politica e sociale per la prima volta del tutto nuova dopo trenta anni. Amministrare un piccolo centro vuol dire segnarne il proprio destino. Sappiate scegliere l’impegno dentro e fuori le liste che vi verranno proposte, siatene i protagonisti se potete. Giovani di Duronia, raccogliete dunque il testimone ed a testa alta cercate di raggiungere tutti i traguardi necessari capaci di ridare anima al Paese che vi ha visto nascere e vuol rinascere insieme a voi.

Domenica 11 a Duronia si vota per il rinnovo del consiglio comunale. Due le liste che si contenderanno la gestione amministrativa del comune per i prossimi cinque anni. Una legata ad un gruppo di amministratori che per più di quaranta anni hanno ininterrottamente amministrato il Comune, l’altra raccolta intorno al malcontento della popolazione per una gestione del comune che dura ormai da troppi anni e che ha portato Duronia, contrariamente agli altri paesi vicini che pure hanno segni di ripresa, ad un decadimento civile, culturale, morale ed economico.

L’articolo che avete appena letto, “Il Testimone”, fu pubblicato su “la vianova”(1), sul numero di marzo 2002, alla vigilia delle elezioni comunali, le uniche, dal 1980, vinte da una lista non legata a Luigi Petracca (2) ed ai suoi successori. Una esperienza durata solo due anni, per un difetto tecnico-amministrativo riscontrato durante lo spoglio delle schede. Da quella data sono passati esattamente ben 15 anni!

Le condizioni economiche, sociali e culturali sono addirittura peggiorate, ma l’anima vigile e sensibile di Duronia, anche in questi anni, è riuscita a produrre risultati a favore del bene comune, come ad esempio le attività della Pro Loco o la creazione di Comitati Civici che sono riusciti a bloccare devastazioni paesaggistiche annunciate (eolico selvaggio e antenne Wind) ed, in alcuni casi, anche iniziate (strada sul Tratturo). La ripubblicazione di questo articolo, dopo tanti anni, vuole essere un appassionato contributo personale alla consapevolezza di un cambiamento possibile, che si aggiunge ai tanti dati, in questi lunghi anni, da me e da tante altre persone.

Che i giovani duroniesi di oggi riflettano su come è il loro paese e su come potrebbe essere, siano liberi di spirito e non abbiamo il timore del confronto. Anche il voto è importante. Viviamo in democrazia ed il voto ci consente di esprimere il nostro consenso o il nostro dissenso. Approfittiamone! Se si vuol contribuire a dare nuovo impulso al paese, più aperto alle pratiche del bene comune che a quelle clientelari, ricordiamoci che la data giusta è l’11 giugno. E che sia di buon auspicio anche la data del 26 maggio, evocata nell’articolo, che comunque segnò 15 anni fa un primo importante segno di cambiamento, anche se durato appena due anni.

Note:
(1). Periodico molisano d’informazione, fondato a Duronia nel 1994, che ha cessato le pubblicazioni nel 2003, dopo un decennio.

(2). Il funzionario della Regione Molise che ha amministrato il comune di Duronia ininterrottamente (tranne la parentesi dal 1975 al 1980) come Sindaco dal 1970 al 2002 e, attraverso suoi prescelti, dal 2004 al 2017.

Fonte Giovanni Germano

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