la variante sul lago di Guardialfiera

lago

A Baveno, sul Lago Maggiore si terrà dal 12 al 16 giugno il Convegno Mondiale intorno viadotti che crollano. L’appello del Centro Studi del Molise a realizzare l’antica variante finalizzata a bypassare il Lago di Guardialfiera

Mauro Crispino, Ordinario al Politecnico di Milano ed esperto di ordinamento scientifico al Ministero delle Infrastrutture, ha ideato il Congresso Mondiale intorno alla manutenzione e prevenzione rischi  sulle grandi strade. Il “WCPMA 2017”, si terrà dal 12 al 16 giugno a Baveno, perla del Lago di Como. Stiamo a segnalare da mesi lo stato di criticità dei viadotti molisani, in particolare di quello che solca per 7 k.m il Lago di Guardialfiera. Abbiamo parlato di inquietudini e di silenzi. E’ stato anche creato il Gruppo Pubblico su “Fb” dentro il quale si sono sversati fiumi di umori, malumori, di paure, da parte di eterogenee folle italiche.

Ma al collettivo grido di dolore, persino il Capo dello Stato è rimasto sordo. Quasi a convincerci di più che – di fatto – lo Stato non esiste. Si è scoperto un incredibile muro di indifferenza politica e istituzionale che oggi  evoca Pirandello, quando faceva monologare al mondo un asserto secondo il quale “la realtà va al di là dell’immaginazione”. E’ sconcertante come si possa restare sordi a tanti stimoli per risvegliare la pace beata  e le oneste responsabilità. Bisogna forse riprendere simbolicamente forche e forconi – come descriveva Jovine – quei forconi cari ai cafoni quando si armavano, così, contro i galantuomini sulle Terre del Sacramento.

Vorremmo balbettare, ora, alle menti di Boveno che il cemento armato invecchia, più o meno come l’essere umana, da sessant’anni in poi, verso la dissoluzione definitiva. E si riproponga perciò, come variante e con procedura d’urgenza, la velocizzazione ed il raddoppio dell’arteria, dal bivio di Lupara all’ex Zuccherificio di Termoli, perforando appena Monte Alfano. Era la saggia intuizione e la decisione di Giuseppe d’Angiolino, già Presidente di tutte le reti viarie italiane, e già finanziata dall’allora Governo Prodi.

Fonte Vincenzo Di Sabato

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