La manifestazione antimigranti indetta dalla destra nel Molise e la disputa reazionaria con il PD

migranti

La manifestazione antimigranti indetta dalla destra nel Molise è solo un “tassello” di una disputa reazionaria ed a tratti grottesca su “ius soli, ius culturae e ius sanguinis” tra il Pd e le destre. Fascisti, leghisti, le destre in generale anche nel Molise, con la complicità della grancassa mediatica fermi all’oscurantismo medievale propagandano lo “Ius sanguinis” contro “l’invasione dei barbari migranti” a cui la legge sullo Ius soli “aprirebbe le porte”. I grillini ritirano il proprio voto favorevole alla “legge sullo ius soli”.

Il PD finge di affermare lo ius soli ma in sintesi e come se dicesse: cari razzisti, leghisti e fascisti, state tranquilli perché il percorso per un’effettiva cittadinanza con i diritti annessi sarà ancora pieno di ostacoli: genitore legalmente in Italia da almeno cinque anni, e se con permesso di soggiorno di un paese NON UE, con un reddito almeno pari all’assegno sociale, con alloggio legalmente idoneo e di un “test di conoscenza” della lingua italiana.

Lo ius culturae, invece è per i minori nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato elementari o medie. Per i nati all’estero che arrivano in Italia fra i 12 e i 18: aver abitato in Italia minimo sei anni e superato un ciclo scolastico. A parte la pretesa sottesa “superiorità culturale rispetto ai barbari da educare” di colonialista memoria da parte di chi va ancora seminando miseria, bombe e terrore in nome della “lotta al terrorismo”, ciò appare grottesco solo che si consideri che ad imporre lo ius cultura è un governo espressione di forze, come il PD, che con la “Buona scuola” hanno smantellato il pluriennale del sistema scolastico italiano, aggravando gli spaventosi dati sull’analfabetismo di ritorno: il 70% degli italiani non è in grado di capire un testo appena letto o appena ascoltato. Verrebbe da dire che stando allo “ius culturale” il 70% degli italiani non supererebbe il test per essere cittadino italiano!

La realtà è che di fronte alla disoccupazione di massa, impoverimento dei lavoratori, enorme aumento della disuguaglianza sociale e perdita di diritti, la classe dei capitalisti, i suoi governi ormai non possono offrire nessuna di uscita progressiva a questi drammi sociali: ognuna di esse sarebbe incompatibile con il capitalismo nell’era della sua crisi. E perciò cercano mantenere il consenso deviando la rabbia sociale su falsi obiettivi, come la “lotta ai migranti”. L’intento è scatenare la guerra tra poveri, speculare sulla crescita di sentimenti razzisti che questa guerra alimenta tra i lavoratori e le classi popolari, perciò produce di risulta lo sviluppo di questo becero populismo reazionario in tutte le sue varianti; renzismo, grillismo e calvinismo; è un prodotto politico della borghesia al potere e si candida al governo in nome degli interessi del grande capitale.

Solo l’unità di tutti gli oppressi, lavoratori italiani e migranti, può creare una società più giusta governata dai lavoratori, in grado di garantire a tutti un lavoro e una vita dignitosa, liberandola dalla dittatura di una minoranza di capitalisti che affama il resto della società. Vale la pena citare qui, in conclusione, oggi nel suo centenario, quella che fu una conquista della Rivoluzione d’Ottobre, che tra le altre cose, contro l’ipocrisia dei regimi borghesi, proclamò solennemente negli articoli 20 e 21 della Costituzione del 1918:

«Articolo 20. Ispirandosi al principio della solidarietà fra il proletariato di tutte le nazioni, la Repubblica Sovietica Federativa Socialista Russa assegna tutti i diritti politici propri dei cittadini russi agli stranieri che risiedono nel territorio della Repubblica russa per lavorare e che appartengono alla classe lavoratrice o a quella dei contadini più poveri che non sfruttano il lavoro altrui: ed autorizza i Soviet locali a riconoscere agli stranieri tali diritti di cittadinanza russi, senza alcuno ostacolo formale. 
Articolo 21. La Repubblica Sovietica Federativa Socialista Russa riconosce il diritto d’asilo a tutti gli stranieri sottoposti a persecuzione per crimini politici e religiosi.»

Fonte Partito Comunista dei Lavoratori sez. Molise

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