Le “sliding doors” dell’(af)Fondazione Molise Cultura

articolo 1

di Antonio Ruggieri

Unicamente grazie all’intervento risoluto di una delegazione del M5S composta dal Consigliere regionale Antonio Federico e dai Consiglieri comunali di Campobasso Roberto Gravina e Paola Felice, i cittadini molisani vengono a conoscenza di una vicenda inquietante sotto diversi profili: quella che riguarda Sandro Arco che per effetto della legge regionale n.1 del 30 gennaio 2017 intitolata “Disciplina della Fondazione Molise Cultura” fu licenziato in virtù dell’art.10 del provvedimento, che disponeva la soppressione della figura del direttore del sodalizio e di conseguenza dell’incarico relativo. Arco però non si arrende alla decisione draconiana voluta fortemente da Frattura e ha chiesto di essere reintegrato nelle sue funzioni.

Inopinatamente e plausibilmente ancora con il beneplacido del presidente della Giunta regionale, il 31 agosto scorso il Consiglio d’Amministrazione composto da Antonella Presutti presidente e dai Consiglieri Francesca Carnevale ed Angelo Fratangelo, accoglie la sua richiesta e lo reintegra nei ranghi del sodalizio, questa volta però nel ruolo di coordinatore, con un contratto a tempo determinato che gli consente di prendere parte alle riunioni del CdA, come Consigliere “speciale”(sic) della presidente Presutti. A seguire, Arco chiede il pagamento del “premio di produzione” degli ultimi due anni, il riconoscimento delle ferie non godute e la trasformazione del suo contratto di lavoro a tempo indeterminato. Su queste richieste, proprio oggi, 5 febbraio 2018, è prevista una seduta di conciliazione nell’ambito della quale la Fondazione Molise Cultura dovrà pronunciarsi in merito alle richieste del coordinatore novello, nonché “consigliere speciale”.

Questi i fatti (raccontati per difetto) che avviliscono chi fra difficoltà formidabili e ristrettezze galoppanti si occupa di cultura nella nostra regione. La vicenda poi, ci dice platealmente come la politica funzioni ormai per meccanismi oscuri ed autoreferenziale, se c’è voluto un blitz degli esponenti del M5S per portare alla luce l’iniziativa di un organismo “in house” della Regione, cioè a carico totale ed esclusivo dell’Ente, che nella sostanza contraddice il senso e l’indicazione, addirittura di un suo atto legislativo. La domanda a questo punto sorge irrefrenabile: ma gli altri Consiglieri regionali, quelli d’opposizione soprattutto, dormivano da piedi? E ancora, non si può non rilevare l’enormità dell’impianto e dell’esito della Fondazione Molise Cultura, trasformatasi in un eventificio autoreferenziale, al servizio della politica che comanda, la quale la finanzia e ne nomina la dirigenza.

Le politiche culturali di questa piccola, povera e marginale nostra regione hanno impellente bisogno di un’azione riformatrice che vari finalmente una legge di settore (senza la legge, come si dice, si è fuorilegge) che metta insieme la cultura con il turismo, per noi altrettanto strategico e sacrificato; che trasformi la Fondazione Molise Cultura da organismo “in house” legato mani e piedi alla politica di maggioranza, in una “fondazione di partecipazione” che favorisca l’adesione e il contributo attivo di quanti nei nostri territori pianificano e gestiscono le politiche culturali, di soggetti privati che potrebbero contribuire a finanziarla usufruendo della detrazione prevista per legge e innanzitutto delle fondazioni degli innumerevoli istituti bancari che operano profittevolmente nel Molise. Inoltre, è indispensabile rilanciare e valorizzare il ruolo e la funzione dell’Assessorato alla cultura, ridotto ormai a rappresentanza colorita di una totale assenza di programmazione custodita gelosamente, nel fondo delle sue preoccupazioni, dal presidente della Giunta agli sgoccioli, Paolo di Laura Frattura.

Infine, per evitare che a pagare, in un modo o nell’altro sia comunque il cittadino, è lecito chiedersi se non debba essere il CdA della Fondazione (Presutti, Carnevale e Fratangelo), ognuno per le proprie responsabilità, a rispondere degli esiti di una atto così improvvido come quello di reintegrare Arco, licenziato a seguito di un lungo e serrato dibattito pubblico che aveva portato il Consiglio regionale a decretarne il licenziamento.

Antonio Ruggieri43 Posts

Nato a Ferrazzano (CB) nel 1954. E’ giornalista professionista. Ha collaborato con la rete RAI del Molise. Ha coordinato la riedizione di “Viaggio in Molise” di Francesco Jovine, firmando la post—fazione dell’opera. Ha organizzato e diretto D.I.N.A. (digital is not analog), un festival internazionale dell’attivismo informatico che ha coinvolto le esperienze più interessanti dell’attivismo informatico internazionale (2002). Nel 2004, ha ideato e diretto un progetto che ha portato alla realizzazione della prima “radio on line” d’istituto; il progetto si è aggiudicato il primo premio del prestigioso concorso “centoscuole” indetto dalla Fondazione San Paolo di Torino. Ha ideato e diretto quattro edizioni dello SMOC (salone molisano della comunicazione), dal 2007 al 2011. Dal 2005 al 2009 ha diretto il quotidiano telematico Megachip.info fondato da Giulietto Chiesa. E’ stato Direttore responsabile di Cometa, trimestrale di critica della comunicazione (2009—2010). E’ Direttore responsabile del mensile culturale “il Bene Comune”, senza soluzione di continuità, dall’esordio della rivista (ottobre 2001) fino ad oggi. BIBLIOGRAFIA Il Male rosa, libro d’arte in serigrafia, (1980); Cafoni e galantuomini nel Molise fra brigantaggio e questione meridionale, edizioni Il Rinoceronte (1984); Molise contro Molise, Nocera editore (1997); I giovani e il capardozio, Nocera editore (2001).

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