Lotte di classe (e di pelle)

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Ricordate i poveri di una volta? I loro nemici di classe erano i famosi “padroni delle ferriere”, i capitalisti sigaro in bocca e cappello a cilindro, i banchieri pescicani, gli odierni berluscopaperoni. Poi venne una classe operaia organizzata che scioperava compatta contro quelle che oggi si chiamano “disuguaglianze”. Pensavo a questo quando sul web mi sono  casualmente imbattuto nella vignetta qui riprodotta. Sul piatto di destra c’è il classico nababbo dell’iconografia, su quello di sinistra pare intravedere persone a bordo di una barca. Potrebbe essere quella di migranti, magari di pelle poco bianca. Cosa c’entra coi poveri di una volta, con lotta di classe e con l’attuale situazione politica? C’entra, perché l’ondata xenofoba-populista della destra è riuscita, perfino tra i meno abbienti, a confondere il bersaglio: il Nemico da battere non è più l’equivalente del vecchio Padronato ma il nuovo Emigrato e la diseguaglianza sociale è figlia e vittima dell’eguaglianza razziale postulata dalla sinistra. Così il gioco è fatto e quel sacco di dobloni in mano al paperone della vignetta altro non è che il capitale politico di un centrodestra impresentabile (e di un grillismo penosamente trasversale su tutto).

Giuseppe Tabasso9 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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