Prima il Molise, e poi?

Questa storia del “primatismo” diventa sempre più preoccupante dopo l’ennesima strage di studenti americani commessa da un “primatista bianco”. E pensare che il primo primatista è stato proprio Trump con i suoi slogan elettorali: Make America great again e America first.
C’era perciò da aspettarsi che prima o poi arrivasse anche in Italia il festival dei “primatismi” e dei “sovranismi”, parenti stretti di razzismi, xenofobie e neofascismi. E il Molise poteva, nel suo piccolo, rimanere indietro? Certo che no. Qualche giorno fa infatti una nota dell’ANSA iniziava appunto con queste tre righe: <“Prima di tutto il Molise e i molisani”. E’ cominciato così l’incontro con i giornalisti della coalizione di centrodestra che si presenta alle politiche.>

Non ero presente alla conferenza stampa ma ai politici della coalizione primatista avrei rivolto le seguenti domande.
1º) Come spiegherete ai primatisti delle altre regioni questo Prima di tutto il Molise e i molisani?
2º) Come pensate di coniugare senza rivolte cittadine un primatismo a Campobasso e uno a Isernia? E se si scoprisse che i primatisti di Larino hanno goduto precedenze rispetto a quelli di Termoli o di Boiano?
3º) Il vostro slogan promette un surclassamento dei molisani. Varrà anche per i residenti provenienti da altre regioni e da altre nazioni europee? E se varrà anche per loro ma solo per loro, avremo un declassamento automatico degli extraeuropei residenti (migranti inclusi) nel Molise? E in questo caso pensate di attivare un “primatismo nel primatismo”, nel senso di far venire prima quelli pelle bianca e dopo quelli di pelle scura?
Grazie.

Giuseppe Tabasso176 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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