Sorpresa: ecco i veri “furbetti del bonifico”

I parlamentari a 5 stelle che si son trattenuti un po’ di soldini dalla paga mensile sono stati definiti “anime perse”, “sporca dozzina”, “furbetti del bonifico”. Che manigoldi! Che amara sorpresa! Dinanzi a questo clamoroso tradimento abbiamo provato tutti una forte indignazione.

Ma com’è potuto succedere? Non ci potevo credere, perciò ho cercato di ragionarci sopra a bocce ferme e alla fine sono pervenuto alla conclusione, ancora più clamorosa, che tutta l’esecrazione di cui è stata oggetto la “sporca dozzina” non sarebbe affatto giustificata. Anzi, andando ancora più a fondo, sono arrivato all’inattesa scoperta che quei poveri squattrinati a reddito zero, sono invece i veri e autentici “duri e puri” del MoVimento.  Provate infatti a mettervi nei panni di quei ragazzi allevati a pane e onestà. Essi hanno ingenuamente pensato che imporre l’obbligo di una donazione per poi sbandierarla ogni giorno al puro scopo di ricavarne un bel ritorno elettorale, non fosse esattamente un gesto elegante. Inoltre, da buoni e osservanti cristiani quali sono, non si sono mai scordati del nobilissimo precetto “Fa bene e scordati, fa male e pensaci”.
E’ vero che tra loro sono poi venuti allo scoperto anche dei massoni, ma quelli rispondevano a dettami segreti estranei alle logiche del moVimento. (Del resto, anche la piattaforma Rousseau gestita dalla Casaleggio Associati può dirsi estranea a dettami segreti). Insomma, altro che “anime perse”: sono questi immacolati neofiti della politica ad aver messo a nudo l’anima persa del MoVimento. E per mantenere intatta la loro purezza etica, hanno attuato una coraggiosa, anche se sotterranea, protesta dell’IBAN per denunciare una lampante e demagogica furbata acchiappavoti, oltre tutto perpetrata a spese di poveri e inesperti iscritti e di ignari contribuenti non iscritti.
E’ una sorprendente lezione etico-politica che porta a una conclusione: i veri “furbetti – anzi furbacchioni – del bonifico” si aggirano al vertice del MoVimento.

(Postilla. Di questo tema bollente i candidati pentastellati molisani non si lavino le mani. Fermino quelle dell’Igienista che invita tutti a farlo.)

Giuseppe Tabasso181 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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