Messaggio dall’Oltretomba di un caro estinto politico

Aiuto! Nella notte tra il 4 e il 5 marzo ho subìto un trapasso esistenziale e politico passando di colpo da esemplare in via d’estinzione allo stato di caro estinto, quello di un “grateful dead” che esala i suoi ultimi bla bla psichedelici. Su questo mio trauma, non mi aspetto di certo comprensione e pietà umana, anzi chi ha sul cuore una foresta di peli grillini e salvini ci riderà beatamente sopra invece di piangerci. Pertanto sono in lutto stretto di me stesso e per elaborarlo in articulo mortis ho una sola alternativa: inviare messaggi nella bottiglia dal mio penoso oltretomba socialdemocratico, europeista e sovranazionale nel quale sono precipitato per sempre. E da questo aldilà dove si può fantasticare di tutto, tenterò quanto meno di provare l’inutile orgoglio di appartenere a una minoranza estinta nel Paese del Populismo, nel lontano e amaro ricordo di minoranze che furono scuole di pensiero.

Postilla. A proposito di “pensiero”, so bene che in questa “democrazia recitativa” (definizione di Emilio Gentile, grande storico italiano e molisano), pronunciare questa parola, antitesi del Vaffa, si rischia di essere additato al pubblico ludibrio come membro dell’odiata casta o spedito nell’appestato girone dei radical chic. Con questo incubo ho trascorso una devastante nottata elettorale, tormentato da visioni di grillini e salvini che espugnavano Bastiglie al suono di Marsigliesi pop suonate dalla Skassakasta, la band dell’ex direttore del quotidiano della Lega Gianluigi Paragone (autore dei memorabili gli editoriali: “In piedi, “Padania!” e “Bossi, Pontida è tua!”). NB. La band è stata disciolta prima che Paragone entrasse a far paste della nuova Kasta.

Giuseppe Tabasso181 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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