Messaggio dall’Oltretomba di un caro estinto politico

salvini di maio

Aiuto! Nella notte tra il 4 e il 5 marzo ho subìto un trapasso esistenziale e politico passando di colpo da esemplare in via d’estinzione allo stato di caro estinto, quello di un “grateful dead” che esala i suoi ultimi bla bla psichedelici. Su questo mio trauma, non mi aspetto di certo comprensione e pietà umana, anzi chi ha sul cuore una foresta di peli grillini e salvini ci riderà beatamente sopra invece di piangerci. Pertanto sono in lutto stretto di me stesso e per elaborarlo in articulo mortis ho una sola alternativa: inviare messaggi nella bottiglia dal mio penoso oltretomba socialdemocratico, europeista e sovranazionale nel quale sono precipitato per sempre. E da questo aldilà dove si può fantasticare di tutto, tenterò quanto meno di provare l’inutile orgoglio di appartenere a una minoranza estinta nel Paese del Populismo, nel lontano e amaro ricordo di minoranze che furono scuole di pensiero.

Postilla. A proposito di “pensiero”, so bene che in questa “democrazia recitativa” (definizione di Emilio Gentile, grande storico italiano e molisano), pronunciare questa parola, antitesi del Vaffa, si rischia di essere additato al pubblico ludibrio come membro dell’odiata casta o spedito nell’appestato girone dei radical chic. Con questo incubo ho trascorso una devastante nottata elettorale, tormentato da visioni di grillini e salvini che espugnavano Bastiglie al suono di Marsigliesi pop suonate dalla Skassakasta, la band dell’ex direttore del quotidiano della Lega Gianluigi Paragone (autore dei memorabili gli editoriali: “In piedi, “Padania!” e “Bossi, Pontida è tua!”). NB. La band è stata disciolta prima che Paragone entrasse a far paste della nuova Kasta.

Giuseppe Tabasso62 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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