Cattivi pensieri…

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testata sblog tabasso*Prima gli italiani.
Contro i sovranisti italiani qualcuno ha inventato questo bel calambour: Prima gli eatalyani. (Qualcuno lo spieghi alla Romagnuolo.)

*Quel giallo grillino.
A causa di queste perenni campagne elettorali che fanno buttare tutto in politica, quando sul sito di Ansa Molise è apparso il titolino Allerta gialla subito si è pensato a qualcosa che riguardasse il MoVimento 5 stelle. Invece era solo un avviso della Protezione civile e quel giallo si riferiva soltanto all’imminenza di pessime condizioni meteo.
Come ogni partito che si rispetti anche i 5Stelle hanno dovuto scegliere un colore distintivo che fosse diverso dal rosso dei rossi, dall’azzurro berlusconiano e dal verde leghista. Dunque consiglierei Andrea Greco di depennare dal suo curriculum di ex attore l’aver preso parte a un film girato nella sua Agnone dal titolo Oltre la linea gialla. Potrebbe suonare iettatorio

*La dispar condicio che condanna i telespettatori.
L’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni ha condannato “Molise TV” a trasmettere per 15 giorni un messaggio in cui ammette di aver compiuto una violazione della par condicio. La sanzione, non pecuniaria, è stata comminata perché alla vigilia delle elezioni regionali, l’emittente dell’editore Federico Mandato ha mandato (potenza dei cognomi) in onda per ben 35 ore consecutive un spot elettorale, ovviamente a pagamento, del candidato Donato Toma.
Dinanzi a questa condanna esprimiamo una totale solidarietà per i poveri telespettatori di Molise TV, vere vittime di una doppia ingiustizia.
Mettiamoci nei loro panni: per tre giorni consecutivi hanno dovuto sorbirsi uno spot talmente tambureggiante che se non avessero messo il nome di Toma sulla scheda elettorale avrebbero provato terribili sensi di colpa. Non basta: poi ci si mette pure il Corecom del Molise che impone agli stessi telespettatori il tormentone di una seconda gara di resistenza televisiva e visionare per ben 15 giorni un messaggio che li fa sentire prima colpevoli di aver votato Toma e poi imbecilli per essere cascati nella trappola di una “dispar condicio”. Ora bisogna avere un rispetto sacrale per la par condicio e quindi per il Corecom che la fa rispettare, però vorremo capire se il sig, Mandato ha mandato in onda quello spot perché non ne disponeva di altri a pagamento oppure perché l’ufficio pagamenti di Forza Italia (cioè Berlusconi) gli aveva imposto una “esclusiva”. Ad ogni buon conto, Molise TV si è guadagnata l’entrata nel Guinness dei Primati per aver trasmesso lo spot più lungo della storia della televisione, quindi sarebbe stato più giusto che, invece di emettere una platonica sanzione non pecuniaria, il Corecom avesse stornato gli incassi dello spot per devolverli a beneficio degli eroici telespettatori.

*Uno vale uno.
Si, va bene, uno vale uno ma quanto vale la Panda a metano sulla quale circolava l’on. Antonio Federico rispetto alla Jaguar che il Presidente del Consiglio (sperimentale) Giuseppe Conte ha dovuto lasciare in garage?

Giuseppe Tabasso46 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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