Le lezioni dell’Aquarius/Contraddizioni populiste e audacie femminili

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testata sblog tabassoAccogliendo i 629 migranti banditi da Salvini, il premier socialista spagnolo Sanchez ha fatto quello che non farebbe e non farà mai il premier ungherese Orban (amico e sodale politico di Salvini).

Ora però succede che il Salvini salvato da Sanchez dovrà salvarsi dai suoi sodali politici ungheresi, austriaci, sloveni, polacchi e cechi: davvero un bel pasticcio per lui e per l’Europa. Staremo proprio a vedere come se ne uscirà da questa sfida tra sovranisti e solidaristi. Intanto c’è una cosa sulla quale mi preme in modo particolare attirare l’attenzione: nel nuovo Governo spagnolo le donne sono quasi il doppio degli uomini (ben 11 a 6). Una formazione senza precedenti nemmeno nei paesi scandinavi, al punto che a Madrid qualcuno ha proposto per coerenza di adottare per il CdM la più pertinente denominazione di “Consiglio delle ministre”. Non per farmene un vanto, ma è una soddisfazione per uno che nei mesi scorsi si è (inutilmente e quasi ridicolmente) battuto per un Governo regionale presieduto da una donna nella convinzione che l’apporto femminile sia di per sé indice di cambiamento e di coerenza con i valori del riformismo progressista.  Cito dunque con piacere l’autorevole giornale francese “Le Monde” che, sotto il titolo Le nouveau gouvernement espagnol, un antidote au populisme, ha esaltato la scelta di Madrid per aver messo insieme un «dream team che dovrebbe essere la norma» e aver dato vita a una compagine governativa «risolutamente pro-europea, audacemente femminile e politicamente coerente». Ditemi allora se non viene più che spontaneo pensare che la decisione prontamente assunta dal Governo Sanchez di accogliere l’Aquarius, non dipenda in buona misura non solo dal suo essere “risolutamente pro-europeo” e “politicamente coerente” ma anche “audacemente femminile”.

C’è ancora vita per la sinistra?
Sul “Sole 24 ore” di oggi il prof. Umberto D’Alimonte, uno dei maggiori esperti di flussi elettorali, analizza i risultati delle comunali di domenica scorsa e prende il caso di Guglionesi per dimostrare che “a livello locale il centrosinistra può ancora contare su una rete e su risorse che il M5s non ha”. Lo attesta il dato, scrive, che “il 4 marzo il M5S ha preso alle politiche il 49% dei voti, alle regionali del 22 aprile il 38% e in queste comunali è sceso al 21%. Il tutto nel giro di pochi mesi. E Guglionesi non è un caso isolato. Anzi.” Insomma, dopo Frattura, nel Molise può ancora esserci vita per la sinistra. I neo-sindaci Alfredo Ricci a Venafro, Pino Puchetti a Larino e Mario Bellotti a Guglionesi sono chiara espressione di quella parte politica e due di essi hanno in tasca la tessera del Pd.
Non a caso Paolo Gentiloni ha citato stamane la celebre battuta di Mark Twain: “Spiacente di deludervi ma la notizia della mia morte e fortemente esagerata”.

Giuseppe Tabasso45 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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