Screditate, screditate e noi vi azzeriamo. Firmato: Andrea Greco

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testata sblog tabassoIl Molise è un luogo ideale per capire in piccolo quel che accade in grande. Ora lo spunto ci viene da Andrea Greco che annuncia sul suo profilo Facebook (non sui vituperati giornali) tagli progressivi fino all’azzeramento dei fondi per l’editoria.

Sia ben chiaro: non c’è nulla da eccepire. L’esponente grillino è legittimato dal voto a prendere ogni iniziativa da lui ritenuta giusta. L’ultima è questa: “Smetteremo di sovvenzionare un sistema marcio che, con qualche eccezione, non ha informato il Paese ma lo ha reso ostaggio della disinformazione. Per questo che ogni giorno è buono per screditarci». Libero lui di proporre l’iniziativa, liberi noi di giudicarla minatoria, pericolosa e tale da screditare lo stesso proponente visto che per lui il requiescat dell’editoria molisana non è un cruccio ma addirittura un traguardo. Sempre che Greco non giochi a fare “testuggine”, come chiede Di Maio, per spacciare la storiella, ridicola visti i sondaggi, che il MoVimento sia un fortino assediato da un “sistema marcio”. Questo però ha costretto Greco a commettere l’errore di riconoscere candidamente che l’azzeramento dei fondi non è dovuto a plausibili ragioni amministrative ma ritorsive. Tradotto volgarmente: voi ci discreditate? E noi rispondiamo col Vaffanxxxx incorporato nella V del MoVimento. Sa un po’ di squadrismo ma sempre meglio che l’essere mangiati e vomitati come dalla celebre invettiva di Beppe il Garante.

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Battute a parte, la questione ha un aspetto centrale che investe valori non negoziabili come l’indipendenza e la libertà di stampa. Da tempo nel nostro Paese, e nella nostra Regione, si discute su un opaco sistema delle sovvenzioni che va sicuramente disboscato. Ma una cosa è la sua razionalizzazione, ben altra quella di strozzare una realtà territoriale dove la stampa svolge con difficoltà una specie servizio pubblico che però agonizzerebbe senza un minimo di aiuti. Con il rischio reale che l’esercizio dell’informazione locale cadrebbe definitivamente nelle incontrollabili mani del web. Se è questa l’aria che tira dalle parti della Casaleggio & Associati, non si può che essere allarmati. Ecco perché vanno prese molto sul serio le varie levate di scudi regionali, non ultima la reazione dell’Ordine dei giornalisti (“ci lascia senza parole”).

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Tornando al mancato governatore Greco, lo scorso aprile, all’indomani del voto regionale, egli affermava: “Non siamo contrari al fatto che la Regione sostenga le iniziative editoriali, siamo per il pluralismo dell’informazione e della libertà dei giornalisti, ci impegneremo a regolamentare in modo trasparente ed equo la materia dei finanziamenti alle testate in modo da garantire il diritto dei giornalisti a ricevere un reddito dignitoso e quello dei cittadini di accedere a una informazione attendibile e plurale”.
Parole che Paolo di Lella riportò sul Bene Comune, sotto l’auspice titolo “Bene la prima”. Oggi lo titoleremmo “Male la seconda” a leggere quello che Greco scrive su FB: “smetteremo di sovvenzionare un sistema marcio con qualche eccezione”. Mentre allora, fresco di elezione, affermava: “ci impegneremo di regolamentare una informazione attendibile e plurale”.

Fate caso alle due espressioni qui riportate in neretto poiché rivelatrici di una inquietante cultura politica. Che vuol dire ad esempio “con qualche eccezione”? E’ un’eccezione forse individuata col metro della “vicinanza” al MoVimento? E inoltre: a chi spetterà di grazia decidere se una informazione è attendibile e plurale? A un tribunale del popolo (un popolo ovviamente “nato imparato”)? O si istituirà un comitato di esperti? Esperti in che cosa? E chi li nominerà? Si procederò forse con l’estrazione a sorte preconizzata da Grillo? Dal dott. Greco ci aspetteremmo risposte rassicuranti a riguardo. Altrimenti meriterà l’accusa di analfabetismo istituzionale in materia di contropoteri (come quello che la stampa dovrebbe detenere anche in Molise), nonché il sospetto che l’azzeramento dei fondi sia solo pretesto per calmierare quel “discredito” e mettere in riga editori e giornalisti, vil razza dannata oltre che scandalosamente mal pagata.

Certi sospetti, a rileggere qualche paginetta di storia sull’avvento del fascismo e sull’asservimento della stampa, sono inquietanti.

Giuseppe Tabasso58 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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