La polemica sulla Donzella/Se nel 2019 sarà Greta Ferro, nel 2020 la sceglierà Patrizia Mirigliano

Donzella

testata sblog tabassoQuest’anno la trisecolare sfilata dei Misteri è solennizzata da una uscita bis degli Ingegni di Di Zinno e relativa “donzella bis” sul sesto dei tredici Misteri, quello di Sant’Antonio Abate, tra i più ammirati grazie appunto alla “graziosa donzella, angelo e demone che si vezzeggia allo specchio”. In giugno la incarnava una campobassana di origini egiziane, Sarah Khalaf, mentre per l’uscita bis del 2 dicembre la scelta è caduta su una romana, Chiara Rossi, figlia di altomolisani. La sostituzione ha rinfocolato polemiche, perfino politiche, sull’identità delle due prescelte e Rosa Socci, accanita custode della campobassanità, sostiene che i tratti somatici della Donzella sono quelli di una “Sant’Antunara” rappresentata meglio dalla mora Sarah che dalla bionda Chiara. E allora – si chiede – perché non puntare su Greta Ferro, splendida campobassana ormai lanciata nello star system mondiale? E’ una proposta perfetta per dare uno slancio a un evento dai connotati fatalmente turistico-commerciali combinando un fantastico matrimonio tra una campobassanità di quartiere e una di metropoli. Insomma un felice compromesso tra mondanità e tradizione. C’è però un problema. Di certo la salita della Ferro sul sesto Mistero obnubila ulteriormente gli altri dodici, ma questo già avviene: quello che invece conta è che con la lanciatissima Greta si aprirebbe definitivamente una strada obbligata, del resto già intrapresa, verso una strategia seriale di marketing dell’evento tipo Miss Italia. Come dire che dall’anno prossimo in poi toccherà affidare a Patrizia Mirigliani l’elezione di una Miss Donzella. Con buona pace dei “Sant’Antunari”.

Giuseppe Tabasso62 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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