Taccuino elettorale/E ora è il Centrodestra a ritrovarsi la mucca nei corridoio

Salvini

nell'articoloLa locandina pubblicata qui sopra fa pessima mostra di sé alla stazione di Padova sulla vetrina di un’edicola. L’ho fotografata qualche settimana fa, rischiando di perdere il treno, un po’ per curiosità di mestiere ma anche per un’istintiva reazione nel vedere così canagliescamente attribuito a Salvini il merito (se mai merito sarà) della legge bandiera dei 5 stelle.

A rifletterci, questa locandina che coniuga la pubblicità con la propaganda, è rivelatrice di una infatuazione di massa per il salvinismo che purtroppo verrà smaltita troppo tardi, quando ne patiremo i risultati.

L’anno scorso, in campagna elettorale, i grillini urlavano “Mai con la Lega”: oggi si ritrovano con più responsabilità di governo e meno consensi di quelli del loro alleato-avversario che appicca ogni giorno fuoco amico. E più aumenta il suo consenso, più divorziare da lui diventa politicamente suicida. E intanto gli italiani perdono di vista la vera grande sfida che rischia di ridimensionare al ribasso l’Unione Europea.

Ricordate la famosa reprimenda di Bersani ai Democratici che non vedevano la “mucca nel corridoio”? Ebbene, a guardare quel che accade a Campobasso per la conquista di Palazzo San Giorgio, la simpatica metafora bersaniana non riguarda più Centrosinistra e Movimento 5 stelle, che hanno presentato liste unitarie e non ibride, ma il Centrodestra.

A ben guardare, l’altalenante ascesa e tramonto di Tramontano ha un significato molto chiaro: Toma & C. hanno finalmente realizzato che la mucca salviniana munge in proprio nel loro corridoio e così, per esorcizzarla, procedono in un clima di veleni che ingloba di tutto: destre, popolari, sovranisti, pseudo-europeisti, liste e listarelle. Dunque o vanno allo sbaraglio separati o si presenteranno come un’armata brancaleghista.

Giuseppe Tabasso80 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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