Taccuino elettorale/E ora è il Centrodestra a ritrovarsi la mucca nei corridoio

nell'articoloLa locandina pubblicata qui sopra fa pessima mostra di sé alla stazione di Padova sulla vetrina di un’edicola. L’ho fotografata qualche settimana fa, rischiando di perdere il treno, un po’ per curiosità di mestiere ma anche per un’istintiva reazione nel vedere così canagliescamente attribuito a Salvini il merito (se mai merito sarà) della legge bandiera dei 5 stelle.

A rifletterci, questa locandina che coniuga la pubblicità con la propaganda, è rivelatrice di una infatuazione di massa per il salvinismo che purtroppo verrà smaltita troppo tardi, quando ne patiremo i risultati.

L’anno scorso, in campagna elettorale, i grillini urlavano “Mai con la Lega”: oggi si ritrovano con più responsabilità di governo e meno consensi di quelli del loro alleato-avversario che appicca ogni giorno fuoco amico. E più aumenta il suo consenso, più divorziare da lui diventa politicamente suicida. E intanto gli italiani perdono di vista la vera grande sfida che rischia di ridimensionare al ribasso l’Unione Europea.

Ricordate la famosa reprimenda di Bersani ai Democratici che non vedevano la “mucca nel corridoio”? Ebbene, a guardare quel che accade a Campobasso per la conquista di Palazzo San Giorgio, la simpatica metafora bersaniana non riguarda più Centrosinistra e Movimento 5 stelle, che hanno presentato liste unitarie e non ibride, ma il Centrodestra.

A ben guardare, l’altalenante ascesa e tramonto di Tramontano ha un significato molto chiaro: Toma & C. hanno finalmente realizzato che la mucca salviniana munge in proprio nel loro corridoio e così, per esorcizzarla, procedono in un clima di veleni che ingloba di tutto: destre, popolari, sovranisti, pseudo-europeisti, liste e listarelle. Dunque o vanno allo sbaraglio separati o si presenteranno come un’armata brancaleghista.

Giuseppe Tabasso148 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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