26 Maggio/Taccuino elettorale (4)

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Di Maio a Campobasso – Il discorso tenuto nel Capoluogo dal vice presidente del Consiglio ha dimostrato l’ormai acquisita destrezza argomentativa e tribunizia che Luigi Di Maio riesce ad esibire negli interventi televisivi e ad esaltare nelle piazze.

Tuttavia tra i passaggi un po’ troppo sbrigativi del suo discorso, c’è da contestare l’affermazione che “gli aiuti alle famiglie con figli devono avere gli stessi aiuti delle famiglie francesi e tedesche”.

Il sottinteso è chiaro: l’odiata Europa concede privilegi alle odiate Francia e Germania. Pura demagogia, in primo luogo perché gli aiuti alle famiglie non li fissa Bruxelles ma da ogni singolo Paese europeo in proprio; in secondo luogo perché un sano realismo politico consiglierebbe al M5S di non aizzare le folle contro le due nazioni storicamente più forti e decisive dell’Unione Europea, ma di rafforzare il ruolo di un Paese fondatore come il nostro puntando più sulla contrattazione che sulla contrapposizione. Fare il contrario significa avallare un sovranismo leghista senza speranza e far pagare all’Italia il pesante scotto dell’isolamento, comunque vadano le elezioni del 26 maggio.

Un perfetto suicidio elettorale– A corto di argomenti politici, il leghista Roberto De Angelis, uno dei 309 aspiranti consiglieri a Palazzo San Giorgio, ha tentato di sponsorizzarsi a costo zero con una pensata fantastica. Pubblicare la foto riprodotta qui sopra per arruolare i rossoblù a favore della sua elezione. E si è scelto lo slogan: “Insieme si vince”.

“Insieme si vince”? Bella furbata. Certo che De Angelis vincerebbe con un “assist” dei rossoblù, ma è certo che i rossoblù non vincerebbero con l’appoggio di De Angelis. E così il furbetto del calcetto è stato sommerso da cori di proteste per invasione di campo politico. Per giunta Nicola Circelli, che guida il Campobasso Calcio, ha denunciato il disinvolto leghista per uso di immagine coperta da copyright e non utilizzabile a fini elettorali“. Per lo sprovveduto candidato è stato un suicidio politico, ma per i campobassani – uno in meno – è una vicenda a lieto fine.

Giuseppe Tabasso235 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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