E domani Europa /Che non sia un voto a perdere

nell'articoloSi chiama “Ue” una “canzone didattica” di Lorenzo e Michele Baglioni che, in tre minuti, ricorda perché stare nell’Ue ci conviene.

L’obbiettivo non è di raccomandare un partito o un candidato ma, dicono i due estrosi artisti, “una cognizione di causa per rafforzare in tutta Europa il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori che si impegnino per il voto.

Speriamo dunque che quello di domani non sia un voto a perdere. Quando avremo in mano i risultati del voto nazionale sarà interessante capire il rapporto di coerenza tra voto di vicinanza e di lontananza. Dovremo cioè misurare il grado di prossimità e di priorità dell’elettore rispetto ai problemi locali e nazionali, se insomma non perderà di vista l’importanza di quelli sovranazionali europei. Scambiare la lontananza con la vicinanza, potrebbe infatti indurre un europeista a segnare la sua X su una lista anti europeista, o sovranista che dir si voglia. E viceversa.

Esempio: se a Campobasso voti la D’Alessandro, sovranista e leghista, persino suo malgrado, devi essere consapevole che il tuo voto assume di riflesso una precisa valenza antieuropea, come dare una manina al sovranismo. E viceversa se un euroscettico vota Battista. Quanto a Gravina, il riflesso di un voto per lui, sarà opaco e indefinito come l’atteggiamento che il Movimento di Grillo ha sempre avuto nei confronti dell’Europa.

Chiudo dunque questa mia strenua campagna europeista con una breve riflessione sul cosiddetto “primatismo”, quello dei “Prima il Molise”, “Prima Termoli” e “Prima Vattelapesca”. Il primatismo, figlio del sovranismo, è una forma antimoderna di provincialismo. Che per una regione piccola e bisognosa di più vasti orizzonti come la nostra, è quanto di più disastroso e meno augurabile.

Incrociamo allora le dita con l’unica risposta possibile:

“Prima l’Europa”

Giuseppe Tabasso181 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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