Dopo voto (1)/ Salvini vince in Italia, l’Italia perde in Europa e ora tocca a noi recitare il Rosario

nell'articoloCome Mussolini che minacciò di rompere le reni alla Grecia, San Matteo Salvini ha giurato di farlo all’Europa, Rosario alla mano. Ora però pare che siano i mercati a minacciare di rompere le reni all’Italia a colpi di spread. Per il leader del Carroccio non c’è problema, lui ha sempre detto che a colazione non mangia pane e spread. Perciò ora toccherà agli italiani recitare il Rosario partendo dal suo implorante incipit:

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Non ci resta dunque che affidarci alla clemenza del Signore, che non è certo cinico come i mercati. Ma non possiamo nemmeno fidarci della politica che ha le sue leggi e dinamiche a dispetto di chi scambia il Rosario per uno scaccia malocchio.

Fine della parabola. Torniamo alla inesorabile realtà della politica guardando all’inequivocabile risultato finale del boom leghista. Piaccia o non piaccia Matteo Salvini è diventato decisamente forte in Patria, ma altrettanto debole in Europa. E’ oggi il capofila del sovranisti, anzi ha fatto di un Paese fondatore dell’Unione Europa come l’Italia, la mecca dei sovranisti. Il suo successo li ha galvanizzati ma i risultati finali del voto tolgono loro ogni speranza perché la maggioranza è in mano agli europeisti. Salvini ha sicuramente vinto in Italia, ma all’Italia ha fatto perdere la faccia in Europa e purtroppo ne pagheremo quanto prima le conseguenze in termini di isolamento, di rappresentanza e di benessere.

In mano a Salvini rimane solo una terribile arma di ricatto in tasca: se crolla l’Italia crolla tutta l’Unione Europea. E non è detto che non rientri nei suoi reconditi disegni. Con tanti saluti sia noi che gli abbiamo votato contro che ai poveri elettori caduti nella trappola del Rosario.

O Signore, vieni presto in nostro aiuto.

Giuseppe Tabasso136 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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