Dis-Appunti d’estate/Al profumo di voto scatta la caccia al seggio mentre Salvini si suicidava

testata sblog tabassoNel nostro immaginario il Ferragosto è sempre stato lo spartiacque tra un prima e un dopo delle sacre ferie italiche. Tanto sacre che giammai la politica avrebbe osato turbare l’incantesimo nazionale. Quest’anno invece un ministro da spiaggia sbronzo di sondaggi ha rotto l’incantesimo (lui direbbe “rotto le palle”) al grido di “prima la Lega, poi gli italiani”. Tutta colpa della “sondocrazia”. “Odio l’estate” cantava Bruno Martino per un amor che faceva “morire di dolor”. Noi potremmo morire di spread e sovranismo.  Commenta il giornalista Alessandro Giuli: “Salvini si è fatto il suo 25 luglio” (defenestrazione di Mussolini).
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Nel Molise il profumo di voto emanato dalla crisi di Governo ha elettrizzato seguaci del Carroccio e ingolosito transfughi. Tutti di corsa a Termoli dove il beach leader ha ripreso il suo tour con la solita reprimenda cafonal ai parlamentari: “alzino il c**o dalla poltrona” (vedi postilla). Racconta <primonumero.it>: “Appena cinque minuti per rispondere ai giornalisti ma le domande scomode vengono agevolmente dribblate, anzi prevenute, perché “devo stare in mezzo alla gente”. Tantissima gente invece accoglie Capitan Fracassa a Cala Sveva tra cartelli e proteste: una giovane pasionaria, Antonia Astore, glie ne canta di tutti i colori e Maria Chimisso (PD) denuncia “conversioni che hanno fulminato i politici nostrani, divenuti claque meridionale del partito padano”. (Nota. “Ci siamo, l’autonomia differenziata è fatta!” ha incautamente dichiarato il governatore veneto Zaia nell’apprendere la caduta del Governo.)
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Così, mentre Salvini si autodefenestrava, scatta una prematura caccia alla candidatura. La stampa segnala la speranzosa presenza di leghisti dell’ultima ora (Tramontano, D’Alessandro, Pascale) e riporta che Salvini, prima di partire per la spiaggia successiva, “ha consumato un veloce spuntino con Toma e Mazzuto”. (Ma che ci faceva Toma? Lo ha inviato Berlusconi? Salterà la quaglia?) Poi in serata va in scena la rappresentazione di un piccolo mondo politico in fibrillazione e già in fila in questua di seggi immaginari. Un’emittente arriva a intervistare l’assessore Mazzuto e a chiedergli: “Lei si sentirebbe pronto per un seggio senatoriale?” Risposta: “Tutto è nelle mani del segretario generale del partito, Io debbo sottostare alle sue decisioni”. Quando si dice l’ubbidienza. Siamo solo al Prologo. Da Enrico De Nicola in poi, nessun Presidente della Repubblica ha mai avuto per interlocutori Arruffapopoli così spregiudicati e privi di galateo istituzionale.
Sergio Mattarella, Santo subito.

*Postilla – “Poltrona”, termine che i populisti usano per indicare un seggio occupato da avversari additati come sanguisughe del popolo. Da 29 anni il Populista si rifiuta di sedere su poltrone di consigliere comunale, eurodeputato e ministro: si limita a lasciarvi il cartello “Occupato”. Ne percepisce gli emolumenti ma non si dimette per timore che sia occupata da una sanguisuga.

Giuseppe Tabasso130 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

1 Comment

  • Carolina Mastrangelo Reply

    19 Agosto 2019 at 13:01

    Il giornalista Tabasso, “sapido” ed efficace come sempre.

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