La Regione tuteli le attività molisane!

di Anna Maria Di Pietro

Intervista con un commerciante di Capracotta

Si unisce al coro del dissenso anche un esercente di Capracotta, secondo cui il Reddito di Residenza Attiva non risolve assolutamente il problema dello spopolamento

Cosa pensa del provvedimento che offre settecento euro al mese a chi decide di prendere residenza e aprire un’attività in un comune molisano con popolazione fino a duemila abitanti?

Non trovo giusta questa misura, perché bisognerebbe tutelare e agevolare i commercianti molisani. Quanto potrà durare una nuova attività, un anno? Poi di sicuro chiudono e se ne vanno. Chi rimane siamo sempre e solo noi. Perché non agevolare noi che da una vita resistiamo nonostante le difficoltà? Se lei venisse in questo momento, nella mia attività non troverebbe nessuno; ci sono giorni in cui non si incassa nulla, nemmeno i soldi dell’energia elettrica utilizzata, ma nonostante tutto continuiamo a offrire un servizio alla popolazione, soprattutto alle persone anziane che non si possono recare altrove. Noi siamo aperti tutto l’anno, chiudiamo solo il giorno di Natale. Tutti questi provvedimenti atti a ripopolare i piccoli paesi sono nulli, perché qui viviamo lo spopolamento giorno per giorno; ragazzi che vanno all’Università, come i miei figli, e non tornano più. Quest’anno sono andati via altri dieci giovani per questioni di studio e di sicuro non torneranno, Cosa tornano a fare?

Non c’è lavoro! Stanno morendo anche i centri più grandi come Campobasso, Isernia, Termoli, figuriamoci i piccoli paesi! Chi dovrebbe venire a Capracotta? Quale attività si potrebbe aprire? Calcolando che l’utenza è poca e si concentra solo nei mesi estivi, resistono solo i negozi di generi alimentari, che pure si fa fatica a mandare avanti. Per il resto, abbiamo Agnone a un quarto d’ora, Isernia a mezz’ora. Se ci unissimo con gli altri comuni non riusciremmo a raggiungere neppure il numero di residenti di un quartiere di Roma. Questa è una realtà difficoltosa e se non si è abituati, è difficile adattarsi, soprattutto quando nevica! Per non parlare delle infrastrutture inesistenti, con strade dissestate e scomode! Nei piccoli paesi stanno chiudendo negozi presenti da anni e vogliono farne aprire altri a gente che viene da fuori. Assurdo!

Lo Stato non ci tutela! Che senso ha incentivare un’attività ex novo e non noi che siamo qua da sempre? Noi abbiamo ancora l’attività perché è a conduzione familiare, ma i nostri figli già hanno scelto altre strade e non porteranno avanti la tradizione di famiglia; i nostri prodotti tipici sono importanti perché valorizzano il territorio. Se l’Italia non cambia e non si mette in testa di rafforzare le attività esistenti, è inutile continuare a mettere carte dentro il mazzo per scartare poi i doppioni! Non abbiamo nessuna agevolazione, paghiamo le tasse come gli altri. Nonostante questo, stiamo qui e resistiamo per far vivere il paese. Non solo ad agosto. Gli aiuti dovrebbero essere per noi!

Anna Maria Di Pietro53 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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