Parliamo un po’ di caciocavallo, di Lara e Mara, di Savoia, di Biella e di dove osano le sardine

Meh, bongiorno… così Rosa Socci, regina del chattismo nostrano, apre le sue chiacchierate su FB. Le rubo l’incipit per riprendere a parlare un po’ di politica, dopo tanto ricordare l’amato Fred.

Inizio dalla politica molisana dietro la quale c’è il “solido nulla” (Leopardi) e dove di solido c’è solo il Caciocavallo. Piacque a Berlusconi che sotto elezioni, promise di comprare una casa in “questa regione che non ha nulla da invidiare all’Austria”. Piacque a Di Maio, che sempre sotto elezioni, affermò: “Il Molise è un posto meraviglioso! E non poteva mancare il caciocavallo! Grazie ad Andrea Greco che mi sta facendo scoprire le bellezze e le eccellenze di questa straordinaria regione!”. E perfino il premier Conte, nel lasciare il Molise, disse: “Mi fate andare via senza caciocavallo…”.

Poi però si sa che dietro il sacro Caciocavallo, ci sono interessi grossi, come quelli dell’europarlamentare a vita Aldo Patriciello, vero dominus-ombra della Regione Molise. In realtà il venafrano, detto il “Berlusconi del Sud”, si trova ora in imbarazzo tra Mara (Carfagna) e Lara (Comi). Tra la partenopea contestatrice del Cav. (per l’osceno allineamento di FI alla Lega sulla Commissione Segre) e l’eurodeputata lombarda oggi agli arresti domiciliari per tangenti e corruzione. Con lei nel 2016 Patriciello presentò in anteprima a Pozzilli il movimento “Siamo Italiani“. Fu un giorno storico: si giunse a dire che era nata la Carta Europea di Pozzilli. Mai però che qualcuno inorridisse per i NO EURO sulle felpe di Salvini.

Tuttavia il nostro è un Paese grandioso e terribile che la sera ti riserva sorpresine inimmaginabili al mattino. Prendete il Comune leghista di Biella che nega la cittadinanza onoraria a Liliana Segre ma la offre a Ezio Greggio il quale (chapeau!) la rifiuta. Sentite la clip del principe Emanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo re d’Italia Umberto IIº: “Buonasera a tutti gli italiani, annuncio ufficialmente il ritorno della Famiglia Reale. In momenti di complessità un Paese ha bisogno di una guida stabile che porti fiducia e che sia da esempio. La Famiglia Reale si pone l’obiettivo di tutelare gli italiani“.

E’ la versione aristocratica di adda venì baffone (e un colpo al cuore di chi pensava di dedicare a Bongusto il Teatro Savoia).

E poi c’è la grande sorpresona: il flash mob delle sardine, che non sono pesci azzurri, poveri ma ricchi di proteine e vitamine B12, B3 e B2, ma persone pacifiche che rispondono in un silenzio gandhiano all’assordante bla bla bla del Truce leghista, che sono portatori sani del proverbio dei nostri padri, “un bel tacer non fu mai scritto” e che in TV uno di loro si è chiesto “dove siamo stati in questi anni?”.

E ora tutta la politica si chiede (non ancora in Molise) dove osano le sardine e non capisce ancora se temerli o amarli. Che la destra li tema è naturale, la sinistra forse meno (sempre che vadano a votare), ma voi, gentile Micaela Fanelli, come state a sardine e a pasta con le acciughe?

Giuseppe Tabasso136 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

0 Comments

Lascia un commento

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password