Cosa prevede il nuovo Programma Operativo Sanitario

Cosa prevede il nuovo Programma Operativo Sanitario

Innanzitutto, il nuovo Programma Operativo (2019-2021) si pone in perfetta continuità con il “Programma Operativo Straordinario 2015-2018” che era stato redatto con lo scopo di raggiungere entro il 2018 il “riequilibrio economico della gestione”.

Il documento era stato approvato in Conferenza Stato-Regioni (Rep. Atti n.155/CSR del 3/08/2016), poi recepito con Decreto del Commissario ad acta (DCA n°52 del 12/09/2016), infine convertito in Legge (L. n°96 del 21/06/2017).

Il POS 2015-2018 si articolava su due categorie di intervento: la prima, in applicazione della normativa nazionale vigente in materia di “riduzione della spesa e disposizioni per le regioni in piano di rientro”; la seconda, di riordino strutturale del Sistema Sanitario Regionale.

In parole povere, l’obiettivo del POS 2015-2018 era quello di ridurre l’enorme voragine debitoria che era stata scavata dal 2001, anno in cui il Governo italiano decide di rendere inattuabile la copertura dei disavanzi attraverso l’indebitamento, assicurando e migliorando il livello qualitativo dell’assistenza in termini di erogazione dei LEA.

Lo stato dell’arte sulla riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale

Preliminarmente, la nuova azione di programmazione si pone prima di tutto il compito di valutare lo “stato dell’arte sulla riorganizzazione e riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale (POS 2015-2018)”.

La Regione Molise, a tal fine, ha implementato un cruscotto di monitoraggio degli adempimenti previsti dal POS costruito sulla base del cronoprogramma allegato al POS 2015-2018.

Dunque, il 78% dell’attività risulterebbe “completata”, mentre il restante 22% risulta “avviata ma non completata” rispetto alla data del monitoraggio.

Obiettivi e strategie di sviluppo del nuovo Piano

Il nuovo Programma avrà come obiettivi la promozione della salute e la prevenzione dei fattori di rischio; il miglioramento della rete di offerta ospedaliera regionale; il potenziamento della rete di offerta territoriale regionale; la predisposizione di una governance dell’assistenza farmaceutica e dei dispositivi medici; l’investimento in risorse umane; maggiori investimenti in infrastrutture e tecnologie; il potenziamento del patrimonio informativo socio-sanitario; il raggiungimento degli obiettivi previsti dal “Percorso attuativo della certificabilità dei bilanci” previsto dalla Regione.

La riorganizzazione della rete dei Servizi Sanitari Regionali

Per quanto concerne la rete ospedaliera, la Regione Molise ha stipulato una convenzione con AGENAS “finalizzata ad assicurare un supporto metodologico alla rimodulazione della rete ospedaliera mediante un’analisi dettagliata della domanda e dell’offerta sanitaria. Obiettivo del Piano sarà quello di riconfigurare la rete ospedaliera regionale nel senso di ridurre l’inappropriatezza sanitaria e l’inadeguatezza organizzativa.

Ciò si tradurrà nella razionalizzazione dei posti letto per acuti, nel potenziamento della rete dei servizi sanitari territoriali, e nell’integrazione Ospedale-Territorio.

Il nuovo Programma parte dalla considerazione dei dati ISTAT sui principali elementi che caratterizzano l’attuale quadro epidemiologico, cioè: invecchiamento della popolazione, riduzione della natalità e dispersione della popolazione sul territorio.

La Regione Molise è dotata di 10 strutture ospedaliere di cui la metà pubbliche. Dei 1057 posti letto, ben 429 sono situati nelle strutture private (40,59%).

L’analisi di produzione degli ospedali regionali (dati 2017), realizzata con la collaborazione di AGENAS, permette una valutazione dell’assistenza ospedaliera secondo diverse dimensioni di performance; in particolare: domanda soddisfatta dal sistema ospedaliero; complessità ed efficienza delle strutture di ricovero e cura; appropriatezza clinica e organizzativa.

Il numero complessivo di ricoveri erogato ai residenti della Regione Molise è pari a circa 36000, per un tasso di ospedalizzazione pari a 156 per 1000 abitanti (media nazionale: 160 per 1000). Per quanto concerne la mobilità passiva, circa 14000 (28%) residenti molisani sono stati ricoverati fuori Regione, di cui circa il 74% in degenza ordinaria e il 26% in degenza diurna. La mobilità passiva riguarda principalmente le acuzie (95%).

Per quanto riguarda i ricoveri erogati da tutte le strutture pubbliche e private, si rilevano circa 50000 ricoveri, di cui circa il 29% erogato per i residenti di altre regioni.

La riqualificazione della rete ospedaliera

Il modello di rete ospedaliera segue le linee già dettate dal POS 2015-2018 ed è basato sull’adozione del sistema Hub e Spoke. L’Hub è stato individuato nell’Ospedale Cardarelli di Campobasso (DEA di 1° livello), il maggiore ospedale pubblico regionale. Gli ospedali Spoke sono localizzati a Termoli e Isernia. L’Ospedale di Agnone, situato nell’area montana della regione, è stato individuato quale presidio di area disagiata. I presìdi spedalieri di Larino e Venefro riconvertiti in Ospedali di Comunità.

L’offerta ospedaliera regionale è completata dalle strutture private accreditate: Fondazione “Giovanni Paolo II” a Campobasso; IRCCS Neuromed a Pozzilli (IS); GEA Medica a vocazione esclusivamente riabilitativa, a Isernia; Casa di cura “Villa Esther” a Bojano (CB); Casa di cura “Villa Maria” a Campobasso.

Rispetto alla rete ospedaliera regionale, si programma un numero complessivo di posti letto pari a 1000 che, in relazione alla popolazione residente in Molise, determina un rapporto di 3,2 posti letto per 1.000 abitanti.

La rete ospedaliera pubblica regionale sarà costituita dagli ospedali: “Cardarelli” di Campobasso (HUB); “S. Timoteo” di Termoli (SPOKE); “Veneziale” di Isernia (SPOKE).

L’Ospedale “Cardarelli” è DEA di 1° livello e HUB della complessiva rete Ospedaliera regionale. Lo stesso presidio è Hub per le patologie tempo-dipendenti con presenza di Stroke Unit di 1° livello (rete ictus), CTZ – trauma team (rete trauma), Emodinamica interventistica h24 e UTIC (rete cardiologica), Neonatologia e TIN (rete neonatologica). È HUB, inoltre, per la patologia neoplastica per la presenza della UOC Oncologia, della BREST UNIT, dei servizi centralizzati di Anatomia patologica e Medicina nucleare e per la prossimità con la Fondazione “GPII”, sede dell’unica radioterapia regionale. L’Ospedale “Cardarelli” deve essere dotato, tra l’altro, della Radiologia interventistica.

Il “Veneziale” è Presidio Ospedaliero di Base. Classificato come SPOKE, è sede di Pronto soccorso dotato di letti di “Osservazione Breve Intensiva” con la presenza di Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità su 24 ore (h 24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. È mantenuto, inoltre, il punto nascita di 1° livello per cui è stata accordata la persistenza in deroga all’Accordo Stato Regioni (16/12/2010) per i Punti Nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti/anno.

Il “S. Timoteo” è Presidio Ospedaliero di Base. Classificato come SPOKE, è sede di Pronto soccorso dotato di letti di “Osservazione Breve Intensiva” con la presenza di Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità su 24 ore (h 24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. È mantenuta, inoltre, la Cardiologia con Emodinamica considerati i rilevanti volumi di attività in tale disciplina. Sono infine previsti accordi di collaborazione con l’Azienda sanitaria “Chieti-Vasto-Lanciano”, in particolare con l’Ospedale “S.Pio” di Vasto, la Stroke Unit, l’Emodinamica e la Traumatologia e il Punto Nascita, con modalità da definire in futuri accordi.

Il Presidio ospedaliero di Agnone deve rappresentare un presìdio sanitario adeguato a rispondere alle esigenze del territorio e caratterizzarsi in percorsi assistenziali specifici, capaci di soddisfare i bisogni sanitari e sociali di un territorio disagiato. La struttura dovrà comprendere: Posti di degenza a basso livello assistenziale e riabilitazione residenziale gestiti prioritariamente dal personale medico ospedaliero già attivo presso l’attuale Presìdio; Punto di Primo Intervento gestito dalla centrale operativa del 118; Postazione avanzata del 118 H24 dotato di ambulanze di tipo A e auto medica; Ambulatorio polispecialistico; Emodialisi; Punto prelievi; Ambulatorio radiografico; Farmacia dei servizi. L’Ospedale “Caracciolo” sarà riconvertito da “Ospedale di zona disagiata” ad Ospedale di Comunità in correlazione con la Casa della salute già esistente.

Al fine di garantire l’emergenza per l’area sarà predisposta un’area di atterraggio per elisoccorso ed elitrasporto.

Gli Ospedali di Comunità già presenti sul territorio sono quelli di Larino e Venafro per i quali è prevista la seguente dotazione: Posti di degenza a basso livello assistenziale e riabilitazione residenziale gestiti dal personale medico; Postazione avanzata del 118 H24 dotato di ambulanze di tipo A e auto medica; Ambulatorio polispecialistico; Emodialisi; Punto prelievi; Ambulatorio radiografico; Farmacia dei servizi.

Le strutture private accreditate

La Fondazione “GPII” e l’IRCCS Neuromed sono dotate di discipline non presenti negli ospedali pubblici.

La FGPII è dotata della disciplina di Cardiochirurgia e partecipa alla rete dell’emergenza cardiologica; il Neuromed partecipa alla rete per la funzione neurochirurgica, con il ruolo nella rete del trauma, per la sola gestione del trauma cranico isolato, e nella rete dell’ictus, per le sole situazioni in cui il trasporto del malato presso la struttura non pregiudichi il rispetto dei tempi di trattamento.

Il ruolo del privato accreditato risulta preminente nell’ottica del completamento del complessivo sistema di offerta della regione, nonché in funzione del recupero della mobilità passiva.

Il progetto di integrazione dell’Ospedale “Cardarelli” presso la struttura FGPII

La Fondazione GPII gestisce a Campobasso una struttura che eroga prestazioni di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale, i cui punti di forza quali-quantitativi sono essenzialmente connessi alle attività nell’ambito delle patologie cardiologiche e oncologiche.

La stessa, da un punto di vista meramente strutturale, è una costruzione moderna e con layout razionale adeguata alla più recente normativa antisismica, antincendio e di sicurezza.

Il progetto di integrazione si caratterizza nella compresenza, nello stesso edificio, pur con spazi autonomi e separati, di due soggetti diversi, con distinte titolarità e soggettività giuridiche e proprie autonomie gestionali. Tale configurazione determina la definizione di un contratto di servizio che possa individuare i corrispettivi dei due soggetti rispetto alle spese sostenute per l’utilizzazione, il funzionamento e la manutenzione sia delle strutture che delle apparecchiature, fermo restando gli oneri previsti dal contratto di fornitura per prestazioni e servizi previsto dal rapporto tra soggetto erogatore accreditato e la Regione Molise.

Paolo Di Lella83 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

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