L’appello antidroga a genitori e politici: risponde solo Micaela Fanelli

Basta dare uno sguardo alla sezione “droga” di <primonumero> per rabbrividire dinanzi ai quotidiani disastri che la diffusione del fenomeno combina in una piccola regione come la nostra. Sembra tuttavia che i molisani si turino le orecchie come se il problema fosse di esclusiva pertinenza di magistratura e forse dell’ordine, come se non minacciasse le famiglie e i loro giovani che sono il venti per cento della popolazione ma il cento per cento del nostro futuro.

In una regione dove si stanziano fondi per seggiolini anti abbandono, avevo lanciato in dicembre un appello affinché si affrontasse un tema sottovalutato dalla politica, quello della prevenzione antidroga. Micaela Fanelli è stata l’unica a rispondere. La sua promessa d’impegno merita il nostro ringraziamento, anche come confortante contributo all’utilità del giornalismo.

Trascrivo pari pari la sua mail: “Innanzitutto mi scuso per la tardività della mia risposta, che però non significa scarso interesse nei confronti del suo appello lanciato su il Bene Comune e su Primonumero. Condivido appieno la sua considerazione sulla necessità che genitori non ancora “colpiti” dal cancro della droga si organizzino per costituire gruppi di incontro con finalità di conoscenza e prevenzione del fenomeno….prima che i nostri figli vengano “risucchiati” in questo tunnel senza fondo. Lungo questa strada, sto già lavorando a un finanziamento specifico per strutturare un percorso di sensibilizzazione che coinvolga gli ambiti sociali, le scuole, le associazioni e soprattutto le famiglie. Presenterò questa richiesta di finanziamento nella Commissione sullo studio della criminalità in Molise, presieduta dal Consigliere Vittorino Nola, con la speranza di intercettare l’unanimità di tutti i componenti e farò la stessa cosa in Consiglio dove, in occasione della imminente discussione sul Piano sociale, si potrebbero avanzare azioni dedicate. Nel frattempo, resto aperta a qualsiasi suggerimento su un tema tanto importante, pericoloso, complesso”.

POSTILLA – Il mio appello era rivolto soprattutto ai genitori che NON hanno il problema in casa per sollecitarli a organizzarsi all’insegna dello slogan: Occupati di droga prima che se ne occupino i tuoi figli. Purtroppo l’esito è stato un flop amarissimo. Appena 13 condivisioni su <primonumero>, zero assoluto su il Bene Comune dove di solito un po’ di like li raccolgo. Uno zero sociologicamente rivelatore di come il problema droga sia vissuto e occultato. Come se mettere un like a una chiamata antidroga implicasse una pubblica autodenuncia ad esserne vittima. Che è esattamente il contrario dell’appello.

Giuseppe Tabasso153 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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