Larino. “La scuola sta per riaprire, ma non abbiamo certezze”. Lo sfogo di un genitore

di Anna Maria Di Pietro

Con la Scuola Elementare Rosano in fase di ristrutturazione per via dell’adeguamento sismico, c’è stato il bisogno di trovare una sede alternativa per lo svolgimento delle lezioni. Bocciata la proposta della minoranza che aveva suggerito, già dopo il sisma 2018, di terminare i lavori della scuola San Leonardo, la scelta è ricaduta sui prefabbricati offerti dalla Caritas dopo il terremoto del 2002, che hanno accolto diverse generazioni di scolari fino al 2013, per poi essere abbandonati quando è stata riaperta la Scuola Novelli. Dopo numerosi incontri con Antonio Vesce, Dirigente scolastico e attuale Vice Sindaco, anche con delega all’Istruzione, i genitori, ad oggi, si trovano in una sorta di limbo, perché, non si sa per quale preciso motivo, le certezze sono venute meno e ora si trovano ad un bivio, completamente spaesati, costretti ad operare una scelta entro il 31 agosto. Ora, visto che i lavori di adeguamento della scuola Rosano, per varie ragioni, non sono ancora ricominciati nonostante le rassicurazioni dell’Assessore al ramo, che durante l’ultimo Consiglio Comunale ne garantiva la ripresa dopo il Ferragosto, abbiamo ascoltato un genitore per comprendere meglio i fatti.

Partendo dall’inizio, ci può illustrare le informazioni e le direttive date dal Dirigente scolastico nei vari incontri con i genitori?
La prima convocazione in merito l’abbiamo ricevuta durante i primi giorni dell’anno. In questa occasione, il Dirigente ci ha illustrato le due opzioni di scelta circa l’iscrizione dei bambini alla classe prima: trenta o quaranta ore settimanali. Sponsorizzando le quaranta ore settimanale, ha detto: “È sempre meglio tenere i bambini a scuola, piuttosto che a casa davanti ai tablet”. Dunque, dimostrando entusiasmo per questo percorso scolastico, e menzionando poco quello delle trenta ore, ha esposto tutti i progetti, di filosofia, musica, matematica e altro, a corredo della settimana corta. Passando alla composizione delle classi, ha detto che avrebbero parlato i numeri, nel senso che, democraticamente, rispetto a quello che i genitori avrebbero scelto per i propri figli, avrebbe vinto la maggioranza. Quindi, i bambini sarebbero stati divisi tra le due scuole, Novelli del centro storico e Rosano del Piano San Leonardo, in base alle preferenze espresse da noi genitori nella preiscrizione.

Dopo la preiscrizione, quindi, siete stati nuovamente convocati…
Sì, e ci ha informati che le classi delle trenta ore settimanali, dopo la scelta dei genitori, erano formate dallo stesso numero di alunni sia alla Novelli che alla Rosano. Il problema nasceva, invece, per gli alunni delle quaranta ore, visto che la maggior parte delle iscrizioni erano ricadute sulla scuola Rosano e, dunque, gli iscritti alla Novelli non erano sufficienti per comporre una classe. Ma il problema non doveva sussistere, visto che durante la prima riunione il Dirigente aveva posto come criterio decisionale la scelta della maggioranza. Così, per ovviare allo sbilanciamento delle iscrizioni, ha, in prima battuta, pensato di riutilizzare lo stradario, ma la soluzione non si è rivelata decisiva, perché avrebbe ricreato la stessa situazione all’inverso. Allora, ha cercato di convincere le famiglie a spostare i bambini alla Novelli.

E poi?
Il 1° luglio si è tenuto un nuovo incontro, ma solo con i genitori che avevano scelto il percorso delle quaranta ore alla Rosano, dove il Dirigente ha detto che la situazione era la seguente: c’erano venti bambini delle quaranta ore alla Rosano e sette alla Novelli e sebbene a lui e alle maestre non piacesse a livello didattico una classe composta solo da sette alunni, avrebbe comunque richiesto di tenerla e fare due classi da dieci alla Rosano. Ha aggiunto: “Questo è un momento storico per Larino, perché dopo tanti anni ci saranno ben cinque classi di prima elementare. Comunque, se qualcuno vuole passare alla Novelli, è ancora in tempo”. In questa occasione, ha anche affermato che i lavori della Rosano stavano andando a rilento, perché la ditta, a causa del covid, non potendo garantire il distanziamento in cantiere, era costretta a far lavorare la metà degli operai a disposizione. Quindi, i bambini avrebbero fatto lezione, ma solo per pochi mesi, nei prefabbricati.

… e lei pensa che sarà per pochi mesi?
Non credo, visto quello che ho letto proprio rispetto a questo. Tra l’altro, i lavori sono ancora fermi. I prefabbricati non rappresentano certo una soluzione ottimale; sono vecchi e non ne conosciamo le condizioni interne, ma alla luce di quanto dichiarato dal Dirigente durante l’ultima Assise, sappiamo che necessitano di qualche intervento. Speriamo abbiano provveduto alla sistemazione delle criticità…

Ma veniamo al punto dolente, quello che ha creato ancor più incertezza…
Il 26 agosto scorso, tutti i genitori degli alunni che hanno scelto le quaranta ore alla Rosano sono stati contattati telefonicamente da una maestra. L’insegnante ha spiegato che il Dirigente invitava nuovamente i genitori a spostare i propri figli alla Novelli. Questo pur di aumentare il numero degli alunni di quella classe per la quale sono giunte solo sette iscrizioni. Insomma, il Dirigente non ha preso una decisione in merito e ha rilanciato la palla ai genitori. Una situazione comoda per non inimicarsi nessuno, ma non molto lungimirante: e se tutti decidessimo di mandare i nostri figli, cioè venti bambini, alla Novelli? Il problema sarebbe all’inverso! Il Dirigente doveva trovare una soluzione definitiva e chiara fin dall’inizio e, certo, non c’era bisogno di mettere in difficoltà venti famiglie a pochi giorni dall’inizio delle lezioni. Chiediamo chiarezza e, soprattutto, che le notizie ci vengano date per iscritto e non in maniera informale con una telefonata. Entro il 31 agosto dobbiamo decidere, ma siamo disorientati e amareggiati per questa situazione che è stata gestita in maniera ondivaga, senza un punto fermo.

Ma la situazione riguarda solo i bambini che andranno in prima elementare?
No, anche quelli di altre classi, e vorremmo capire come verranno accolti tutti in un solo prefabbricato.

Un’ultima domanda. Il Dirigente, durante i vari incontri, ha affrontato anche il problema del trasporto rispetto ai bambini che abitano le varie contrade? Cioè, come si sono organizzati con le nuove norme anti-covid per quanto riguarda il trasporto?
Di questo, sinceramente, non ha mai parlato.

Anna Maria Di Pietro90 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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