CLIPS di Giuseppe Tabasso

VaccinarSi – Calato il sipario sul micidiale 2020, usciamo tutti ammaccati da una storica e indecente annata. Ora però, dopo tante attese e ”cornavirus”, arriva una salvifica operazione epocale senza precedenti: la vaccinazione.
Bisognerà raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge e dovranno vaccinarsi almeno un’ottantina italiani su cento. Tuttavia il prof.Antonio Ferro, emerito fondatore del sito VaccinarSi, teme un pericolosissimo aumento dei movimenti anti vaccinali, particolarmente attivi in rete dove si rispolverano vecchie bufale.

Poi ci si mettono anche pezzi di media gossip che danno irresponsabile spazio a irresponsabili show girl in cerca di visibilità le quali annunciano “io non mi vaccinerò”, come se la popolarità equivalesse a competenza e Heather Parisi avesse una qualche credibilità scientifica.

Si sa del resto che il negazionismo ha un feeling di destra. Donald Trump dice che si vaccinerà «a tempo debito» e il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, ripete che non si vaccinerà, anche se la Corte Suprema di Brasilia ha confermato che la vaccinazione può essere resa obbligatoria. E in Italia? Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono più tiepidi. Non dicono che non si vaccineranno, ma che “sentiranno il parere del medico”. Classica e furbesca strizzatina d’occhio agli scettici.

Il fatto è che la salvezza o è collettiva o è impossibile. Però se l’astensione di una quarantina di italiani su cento compromette la sopravvivenza di migliaia e migliaia di cittadini e della loro economia, allora non c’è democrazia e libertà che tenga. Chi si vaccina va dotato di un distintivo di riconoscimento, chi si rifiuta andrebbe rinchiusi in quarantene a vita .

I doni di Donato – Il presidente della Giunta regionale, Donato Toma, ha rivolto ai molisani un discorsetto natalizio che è parso ispirato non tanto a Babbo Natale ma al famoso dottor Dulcamara, quello che promette l’elisir d’amore al popolo: “Udite, udite, o rustici”.
“Spero – ha dichiarato Toma – di poter tornare il prossimo Natale con due buone notizie: il virus è un lontano ricordo e la Regione Molise ha avuto gli stanziamenti europei che meritava. Questi sono i regali che, modestamente, da amministratore, spero di poter donare a tutti i miei corregionali”.
In effetti i doni di Donato, sono quelli del Recovery fund che egli arriva a definire “grande occasione da non perdere”. Poi, per non sembrare troppo europeista, rassicura i sovranisti della sua maggioranza e aggiunge: “anche se saremo costretti a cedere ulteriore sovranità nazionale all’Unione europea”. Per dirla in francese: “fotte e chiagne”.

Giuseppe Tabasso224 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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