A un anno dalla chiusura dell’Italia

di Francesco Vitale

Sembrava impossibile, inimmaginabile, inconcepibile eppure il 9 marzo di un anno fa, in una memorabile conferenza stampa, l’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte impose a tutto il Paese la più dura delle prescrizioni, la chiusura totale.
Un anno durissimo per le attività economiche, per i ristoratori, per le strutture ricettive, per tutti!
Incredibilmente difficile la nuova vita con le restrizioni anche da un punto di vista psicologico: relegati in casa, riducendo all’osso i contatti interpersonali, senza neanche poter dare la mano alle persone che si incontrano, nei rari momenti di uscita.

La pandemia ha dato un colpo durissimo alla cultura, agli spettacoli dal vivo, al teatro, ai cinema…
Speriamo di venir fuori al più presto da questa situazione assurda per tornare alla normalità, che tanto ci manca!
Ma questa pandemia ci ha anche insegnato alcune cose che, se sapremo conservare e sviluppare nell’era post-covid, rappresenteranno un’eredità interessante del corona virus.

Negli ultimi mesi, per esempio, abbiamo imparato tutti a connetterci attraverso le piattaforme online: le videoconferenze ci hanno dato la possibilità di fare incontri (quasi) vis a vis, ottimizzando tempi, costi e consumi ambientali.
L’attenzione all’igiene, poi, non era così radicata, ma incentivare l’uso del sapone e degli igienizzanti non potrà che essere positivo!

Questa straordinaria situazione internazionale ha sviluppato incredibilmente il lavoro a distanza, modalità che potrà offrire un grande sviluppo al sistema economico. Certamente molti settori non potranno mai avere uno sviluppo in questo senso, ma in molti casi lo smart working aprirà nuovi capitoli e nuove opportunità. Sempre più si svilupperà la possibilità di lavorare da casa, a molti chilometri di distanza dal proprio datore di lavoro, con conseguenti vantaggi economici, personali, familiari e sociali.

Una incredibile occasione anche per i territori periferici come il Molise: che sia davvero l’occasione di vedere un’emigrazione di ritorno, che permetterà il ripopolarsi dei piccoli borghi di tanti professionisti che potranno lavorare da qui, per grandi aziende internazionali?
Potrebbe essere una nuova rinascita della provincia… proprio a causa di questo maledetto virus!
Purché nessuno resti indietro e ci si adoperi per sostenere adeguatamente le categorie colpite dalle limitazioni e dalle chiusure.

Francesco Vitale37 Posts

È nato a Campobasso nel 1981. Laureato in Giurisprudenza, è Consulente Finanziario dal 2006 e abilitato all’esercizio della professione forense dal 2008. Opera nel settore culturale sin da giovanissimo con la compagnia teatrale “Maschere Nude - Amici del teatro Pirandelliano” e dal 2012 si occupa di produzioni teatrali e cinematografiche con INCAS Produzioni, fondata con William Mussini e Roberto Faccenda. È autore del libro “Ciak in Molise” (ed. Gump, 2020), in cui affronta il tema delle potenzialità del settore cinematografico in Molise.

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