Ossimoro: il teatro in tempo di zona rossa

di Francesco Montano

In occasione della “Giornata Mondiale del Teatro”, il Centro Culturale ex ONMI di Campobasso, in collaborazione con alcuni attori e operatori culturali del territorio, organizza “OSSIMORO”: una rassegna teatrale senza pubblico, tipicamente parte integrante dello spettacolo dal vivo.

Per definizione il teatro necessita del pubblico, come elemento fondamentale perché la scena possa vivere; eppure sappiamo bene che l’accesso ai teatri è chiuso da tempo e il surrogato dell’arte scenica è nella versione audiovisiva di molti spettacoli.

È stato così, nel corso di quest’anno di pandemia, per le grandi opere liriche, per gli spettacoli teatrali e per i concerti, ma certamente non è la stessa cosa! Ci si pone la domanda: se uno spettacolo va in scena, con tutte le sue peculiarità, con gli interpreti, i costumi e il trucco di scena, le luci e l’audio, ma non c’è nessuno ad ascoltare, si può davvero definire teatro? Il riferimento è al dilemma proposto dal filosofo George Berkeley: se un albero cade in una foresta e non c’è nessuno ad ascoltarne il rumore, si può davvero sostenere che faccia rumore?

Nessuno in sala, al contrario di ciò che dovrebbe essere il teatro… è qui l’ossimoro che dà il nome alla manifestazione. L’evento prevede sei spettacoli silenziosi, nel rispetto delle indicazioni normative, visto che nessuno oltre l’attore coinvolto sarà nel teatro. Un attore per volta a rappresentare il desiderio del mondo dell’arte di continuare a respirare, pur rispettando le indicazioni sanitarie.

Gli amanti del teatro e gli operatori del settore non vedono l’ora di rimettere piede in sala e anche la giornata del teatro del 27 marzo non porterà alcuna novità in tal senso. Chi ha il proprio motivo d’essere nello spettacolo dal vivo, tuttavia, non può rinunciare a una giornata dal profondo significato simbolico ed è per questo che si terrà a Campobasso, al Centro Culturale ex ONMI la rassegna “Ossimoro”.

La manifestazione, promossa da INCAS Produzioni con il sostegno delle associazioni del Centro Culturale ex ONMI (Thelonious Monk, Malatesta, Blowup cafè, Monkey’s Island), Simposio Ripa, l’associazione ACT e Cargo vedrà alcuni attori andare in scena alla sala Alphaville da soli, senza pubblico.
Questi gli spettacoli che saranno presentati davanti alla platea vuota:

. “La fine del mondo. Anzi no” con Marco Caldoro
. “Il sergentello” liberamente tratto da Signora Ava con Francesco Vitale
. “Sul Virginian” da Novecento con Michele Di Cillo
. “La vedova Goldoni” con Barbara Petti
. “La rivelazione di Fedra” con Diego Florio
. “Jam at Monk” con Marco Mancini, Luca Di Muzio, Nicola Cordisco e Alberto Romano

Francesco Montano71 Posts

Nato a Campobasso nel 1984, laurea in Antropologia Culturale alla Sapienza. Collaboratore dal 2015. Ricerche a Lima, Roma e Campobasso. Pubblicazione relativa alla ricerca a Roma per la prevenzione e lo studio dei fenomeni di aggressività e bullismo: “la visione dei mondi nell’infanzia: rappresentazioni sociali bambine correlate alla costruzione della salute”; dal titolo: Narrazioni dall’infanzia su salute, corpo e amicizia. Ricerche etnografiche in tre scuole romane. Progetto realizzato grazie al contributo economico dell’istituto Montecelio, agenzia regionale per la comunicazione e la formazione; publicato a Roma nel 2009. Presentazione relativa alla ricerca a Lima: “Ananias: lotta all’abbandono scolastico mediante un programma di diagnosi e rieducazione per bambini/e con problemi di apprendimento”, realizzato dal CIES, in collaborazione con l’associazione peruviana Amigos de Villa, dipartimento di storia, culture, religioni – università degli studi di Roma “La Sapienza” e cofinanziato dal ministero Affari Esteri – DGCS e dalla regione Lazio. Roma 2012.

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