La candidatura di Lotito/Attenti a quel lupo travestito da nonna 

Claudio Lotito, laziale e presidente della Lazio, aveva ammesso di non conoscere bene la nostra regione, ma ha vantato una consanguineità col Molise per via di un nonno abruzzese nato ad Amatrice, paese amato che però sta nel Lazio. A 60 anni dal divorzio delle due regioni, è come dichiararsi nipote di un pugliese o di un marchigiano.

Naturalmente la gaffe di spacciarsi molisano usando come surrogato una regione sbagliata, non è sfuggita alla stampa nazionale (titolo di Repubblica: “Il campo basso di Lotito”).
Ma attenzione: Lotito non è un paracadutato qualunque, è un boss del calcio italiano. Avevamo previsto che in cambio di voti sarebbe stato capace di promettere la serie B ai Lupi campobassani. Ha fatto di più: dice che “il Molise deve passare in serie A”. E aggiunge: “Ho portato la Lazio dal rischio fallimento ad alti livelli e la Salernitana dalla serie D alla promozione in A. Ora guarderò il calcio in Molise da appassionato e con occhio competente”.

Che volete, lui è fatto così, da apprendista stregone berlusconiano, vede la politica attraverso il calcio e viceversa. E per lui fare il Lupo travestito da nonna, come ha travestito da molisano suo nonno, è uno scherzetto. Dunque attenti cari rossoblù a non fare i cappuccetti rossi.

Da un’intervista rilasciata a Primo Piano, ci si aspettava almeno un suo straccio di visione sul futuro del Molise, invece ne è uscita la solita tiritera a base di “istanze del territorio da portare avanti”.
Lotito stravede per il termine Territorio: “mi confronterò con quanti vivono il territorio”, “mi metterò in ascolto di chi vive il territorio”, “mi rimboccherò le maniche e farò squadra con i rappresentanti del territorio”. Di quei “rimboccarsi le maniche” non se ne può davvero più, c’è però da temere di quel “fare squadra”.

Tuttavia, visto al di là del nostro orizzonte, il problema finale non è tanto quello dei Lotiti, dei Cesa, dei Tartaglione, sù sù fino a Meloni, Salvini e Berlusconi, ma quello della loro collocazione europea e internazionale. Perché una cosa è certa: votare questi quà significa votare anche per Orban, per Le Pen, per Vox e per Trump.

Un ricordo fuori tema -  Sulla morte e sulla grandezza di Gorbaciov si legge molto in queste ore, mi si consenta però di riferire un piccolo ricordo personale vissuto insieme a Gaetano Scrdocchia nel 1985 a Ginevra dove si svolgeva quel vertice USA-URSS che fu preludio della fine della guerra fredda. Il salone dell’incontro era raggiungibile attraversando due salette, in una delle quali fu installata una telecamera interna a beneficio dei media. Gorbaciov lo ignorava e così, prima di fare il suo ingresso nel salone, andò verso un grande specchio ed estrasse dal taschino un minuscolo pettine per rassettare i suoi pochi capelli. Un gesto da provinciale, tenerissimo, da uno che non si credeva uno Zar.

Giuseppe Tabasso284 Posts

(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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