Come sta la democrazia in Molise? Molto male, grazie

di Giuseppe Tabasso
Con la ben nota competenza dell’analista, Antonello Barone ha atteso i calori agostani per misurare con freddezza il pessimo stato di salute della democrazia molisana. (Vedi “primonumero” )
Ne è uscito un cahier de doleance pieno di doglie rimaste senza risposte e reazioni da parte dell’indifferente potere politico e mediatico, ma in buona parte anche dalla sfiduciata e assente maggioranza dei cittadini.
Visto allora che i repetita iuvant non fanno male, vale la pena di reiterare i punti della sua analisi con una ripassatina a beneficio di chi s’è persa l’elegante strapazzata del giornalista termolese.
*In Calabria un governatore travolto da un’inchiesta sente il dovere di dimettersi? Nel Molise no problem. Per Roberti, moglie e maggioranza, è tutt’apposto. Hic manebus optime.
* Elezioni? Nel Molise vota meno della metà (47,94) degli aventi diritto e l’astensione è destinata ad aumentare.
*Gli indicatori demografici? Un macigno in calo inesorabile mentre il popolo si spopola e invecchia.
*Come stiamo a partecipazione? Male, anzi malissimo, più della metà se ne frega, tanto “non cambia nulla”.
*E il Potere? I detentori sono sempre gli stessi. L’attuale governo è tutto maschile. La sinistra? Convitati di pietra.
*Patriciello? È l’eterno Kingmaker molisano. E l’eterno, ma sconosciuto Europarlamentare. Sfrattato da Tajani si è buttato con la destra estrema di Salvini e Vannacci. La sua lista civica è “Il Molise che vogliamo” (e che non molliamo). Non molla grazie alla sua forza economica e quindi elettorale. Non a caso la squattrinata sinistra non è mai riuscita a farsi uno straccio di giornale.
*E la sfera pubblica? Sentite Antonello: il pluralismo del mercato informativo tende al monologo o all’auto-censura. Poca concorrenza, pochi investimenti, scarsa copertura nazionale delle vicende locali. Non è una colpa ma la fragilità
dell’informazione locale porta alla concentrazione del potere mediatico. In questo contesto un’opinione pubblica davvero libera fa più fatica a formarsi e a pesare sulle scelte dei decisori.
Come dire che insomma finiremo tutti trumpiani.







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