Una domenica particolare tra Molise e Cremlino

E’ domenica, una di quelle che vorresti svoltartela sognando qualcosa di bello per questa nostra terra.
E’ stata infatti una settimana di brutte notizie. La sanità rischia di fare il botto, subisce tagli e chiusure, i medici sono scarsi. Le tasse sono al massimo e i servizi al minimo. Il carovita si mangiagli stipendi e le banche se ne vanno via. Però si pensa a un “Osservatorio sulla desertificazione bancaria”, sorvolando sulla desertificazione dei punti nascita.
Il Molise, tradito e isolato, sarà senza treni fino al gennaio del 1926 e tutti i collegamenti con Roma e Napoli saranno sospesi. Il Ministero delle infrastrutture e trasporti (e dell’inerzia) raddoppiare la Trignina è un’utopia e decine di sindaci incazzati neri assalgono Salvini mentre per lui c’è solo Scilla e Cariddi.
E la politica? Migliaia di giovani molisani sensibili ai massacri di Gaza si fanno sentire ad alta voce nelle piazze, ma i governanti non si affacciano manco alla finestra.
Patriciello si fa vedere a Pontida tra la peggio destra, ma è un signor nessuno tra vannacciani e leghisti ultra nordici che non vogliono morire “vannaccizzati” (Attilio Fontana).
Visto allora che i dirigenti di questo nostro Sud emarginato non riescono a inventarsi manco un pezzetto di futuro, ci rimane solo di affidarsi ai sogni.
E per questa domenica mi è frullata in testa un’idea stramba ma al passo con i tempi bellici.
Mi rivolgerò cioè allo Zar Putin per chiedergli di far volare degli aerei russi non più a Nord ma sul meridionale cielo molisano.
Ve lo immaginate cosa succederebbe? Tutti ci cercherebbero sui mappamondi, squadriglie di frecce rosse sorvolerebbero da Campobasso a Termoli e decine di giornalisti stranieri e italiani impazzirebbero per scoprire se nascondiamo ordigni nucleari. Hai voglia a dire che il Molise non esiste.
(ph. by Letteratura Capracottese)
Giuseppe Tabasso383 Posts
(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.




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