Per prendere il treno si deve prendere l’auto

La stazione è quasi un interporto perché si ha il cambio del vettore di trasporto, dalla macchina privata al convoglio ferroviario. La differenza è che qui si tratta di persone, non di merci. Per quanto riguarda queste ultime si segnala la impossibilità del passaggio di treni-merci sulle linee regionali per via della ristrettezza della sezione delle gallerie
di Francesco Manfredi Selvaggi
Si prendano i cittadini di quel vasto comprensorio della cosiddetta campagna campobassana, che va da S. Giovanni in Golfo fino a Campodipietra, rientrante nella Perimetrazione degli Insediamenti Abusivi che vogliano usufruire del trasporto ferroviario: per essi è conveniente prendere il treno se lo spostamento è di oltre 100 chilometri, mentre se è di lunghezza contenuta no. Infatti per un residente della miriade di case sparse per molte delle quali si attende il condono della destinazione urbanistica e, però, abitate stabilmente non è di alcun interesse andare con il treno per mete vicine. Di certo bisogna innanzitutto raggiungere la stazione con l’auto propria in quanto essendo un’agglomerazione edilizia ancora non “sanata” non è servita dai bus e per tale spostamento il tempo piuttosto che la lontananza è considerevole dato il notevole traffico cittadino specie nelle ore di punta, la stazione è nel cuore della città. Tale tempo va aggiunto a quello che impiega il treno per condurti a destinazione. In altri termini si deve sommare il tempo che impiega il treno a quello che si è impiegato per arrivare alla stazione di partenza. Per un percorso breve, mettiamo per andare a Bojano conviene muoversi con la macchina di proprietà sfruttando l’appena inaugurata Tangenziale Nord se si abita nella zona rurale predetta, che lo si ricorda si estende da S. Giovanni in G. a Campodipietra, il più significativo degli Insediamenti Abusivi; da tale arteria che si innesta sulla fondovalle Rivolo si raggiunge in breve la Bifernina e così si giunge nel capoluogo matesino in mezz’ora, diversi minuti di meno che con la combinazione veicolo privato più treno. Ovviamente tale ragionamento non vale per chi è privo di mezzo di trasporto individuale.
L’ubicazione di una delle fermate della Metropolitana Leggera nei pressi del Quartiere CEP che è contiguo alla maggiore delle aree perimetrate come insediamenti abusivi, indicata più volte sopra, scoraggerà un simile modo di fare e incoraggerà il prendere il treno. Lo si sarà capito, le considerazioni espresse sono da ritenersi valide per tutti i circondari caratterizzati da dispersione insediativa, dei quali quello campobassano di cui si è discusso finora è il più esteso, purché rientrino nella, per così dire, sfera di influenza della rete ferroviaria. Lasciamo per un po’ il tema del trasporto passeggeri e passiamo a quello merci. La citata Metropolitana Leggera serve nella sua percorrenza Campochiaro, Guardiaregia e S. Polo, ricadenti nel nucleo industriale questi due ultimi comuni, dove vi è uno scalo-merci mentre nel primo in vicinanza della ferrovia vi è un importante cementificio. Il discorso è questo: ai fini dell’elettrificazione della linea Campobasso-Roma è stato necessario provvedere all’adeguamento delle gallerie ampliandone la sagoma, non tanto però da consentire il passaggio dei carri-merce che trasportano merci voluminose oppure i camion caricati sui convogli ferroviari il che favorirebbe l’intermodalità. Senza l’ingrandimento delle sezioni dei tunnel la funzionalità dei nuclei produttivi rimane limitata. L’unica opera per quanto riguarda i collegamenti ferroviari che è stata fatta per attrarre le industrie ad installarsi qui è la realizzazione di un passante ferroviario nella stazione di S. Polo, ovvero un binario morto, poca cosa quindi, non basta di certo.
Al bivio viario di Guardiaregia che è lì vicino vi è un grande centro di smistamento dei componenti per impianti ad energia eolica, si tratta di logistica avanzata, che potrebbe diventare un interporto specializzato in tale ramo se fosse connesso alla rete ferroviaria; attualmente il vettore utilizzato per trasportare i pezzi dei pali eolici è l’autotreno non il treno. La scarsa appetibilità delle strade ferrate per portare le merci è causata, lo si ripete, dai numerosi trafori che risultano sottodimensionati resi necessari dalla morfologia prevalentemente collinare del territorio molisano. Le nostre prospettive di sviluppo industriale vengono sacrificate da tali “strozzature” nelle comunicazioni. Il vantaggio di avere le rotaie, come succede a S. Polo, che penetrano nelle Zone per l’Industria è in qualche modo limitato, limitato al convogliamento di prodotti finiti e materie prime non eccessivamente ingombranti, ma anche al trasferimento da casa al posto di lavoro della manodopera.
Con la pendolarità dei lavoratori torniamo a parlare del traffico passeggeri. Metropolitana, con o senza l’aggettivo Leggera, è un termine appropriato per questo tratto della Campobasso-Roma poiché esso è connotato da un numero elevato di stazioni (molto superiore a quello che si ha in altre tratte ferroviarie della regione a parità di chilometri di rotaie), seppure lo spazio che intercorre tra la precedente e la successiva è dilatato rispetto a quello che separa le fermate di una metropolitana classica. La notevole quantità di stazioni quando la Metropolitana passa ai piedi del Matese, quindi per metà del suo tragitto, è dovuta alla particolare forma dello stanziamento umano in questo ambito sub-regionale; la ripartizione del popolamento antropico in piccoli comuni, solo Bojano è al di sopra dei 5000 abitanti, è dovuto alla suddivisione del massiccio montuoso dall’alto in basso in strette strisce coincidenti con i perimetri comunali dei borghi matesini. Tanti comuni tante stazioni peraltro equidistanti fra loro come succede nelle metropolitane ordinarie.
La Metropolitana Leggera non viaggia in sede propria bensì sfrutta quella dei treni a lunga percorrenza per Roma o Napoli, dai quali si distingue per il minor quantitativo di carrozze, venendo ad assomigliare a un autobus su rotaie, uno dei tanti. L’autobus è da noi il nerbo del sistema di trasporto collettivo, ha la capienza ottimale per soddisfare la domanda di mobilità, sistema che dovrà includere la Metropolitana Leggera.
ph. Il passaggio a livello di via Mazzini a Campobasso




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