Campitello è un fatto unitario o una sommatoria di episodi?

Una risposta salomonica è che vi è del vero in entrambe le due letture della conformazione di questa località turistica. Cerchiamo di seguito di spiegare il perché
di Francesco Manfredi Selvaggi
Campitello è un fatto unitario o una sommatoria di episodi? È difficile dare una risposta a questo quesito, il villaggio si è formato progressivamente seppure c’è stato un momento culminante, non nasce di colpo, direbbero i francesi d’emblée, per intero e ciò determina il suo essere il derivato di una certa quantità di storie insediative. Il grosso comunque è il gruppo Montur-Verande un elemento unificante dal punto di vista geografico che tiene insieme i vari episodi edilizi ed è l’area dove sorge il Rifugio la quale è centrale rispetto alle diverse iniziative edificatorie condotte nel tempo. Il polo iniziale, il Rifugio, al quale si è addossato il complesso immobiliare in cui si addensano i principali residence, un albergo e i servizi, è al centro con le sue ali contrapposte, da un lato, i condomini S. Nicola 1 e S. Nicola 2, un hotel e la chiesetta mentre, dall’altro lato, vi è il villaggio EPT e il resort Kristiania.
Il Rifugio che è baricentrico è raggiungibile a piedi grosso modo da ogni punto della località turistica. Con una lettura sincronica dell’organizzazione urbanistica della stazione di sport invernali possiamo dire che siamo di fronte ad una composizione equilibrata e nello stesso tempo diversificata, ogni pezzo dell’insediamento ha una fisionomia distinta. In una visione diacronica non possiamo dire che sia stato un processo di crescita spontanea, poiché il piano regolatore ha controllato lo sviluppo urbanistico. Le varie porzioni della località hanno una definita identità morfologica, non si tratta si sta per dire di case a caso.
Adesso vediamo le differenti unità insediative, anche ora si sta per dire una per una. Il S. Nicola 1 ha una tipologia molto definita e, peraltro, non usuale, quella della gradonatura dei volumi, diametralmente opposta a quella dei residence che stanno nel fulcro dell’agglomerato, il Montur, Le Verande e il Kandahar, i quali invece sono planimetricamente in piano, in due piani differenti, in quello superiore Le Verande e il Kandahar e in quello basale il Montur. Nel posto dove sta il predetto gruppo di fabbricati il terreno ha pendenze assai più accentuate del declivio in cui sorge il S. Nicola 1. Per tale ragione probabilmente si è scelto di non scalettare le unità architettoniche. È da dire, comunque, che se si fosse fatto ricorso a questa soluzione tipologica si sarebbe evitato che il Montur avesse i suoi prospetti posteriori rivolti verso monte, quindi con i vani che affacciano verso questo lato aventi una limitata illuminazione naturale oltre che una visibilità ridotta, la vista è verso il fronte di scavo, lo scavo di sbancamento per livellare il suolo e renderlo così disponibile per l’edificazione.
Ovviamente se l’accoppiata Le Verande-Kandahar si fosse posizionata a mezzacosta e non sul culmine della collinetta sarebbe successa la stessa identica cosa. Hanno in comune il S. Nicola 1 e il terzetto formato da Le Verande, Kandahar e Montur il distanziamento dei corpi di fabbrica, anche il S. Nicola è fatto di più blocchi che qui sono due. Sono “stecche” edilizie distanziate fra loro mediante fasce a verde il quale nel caso del S. Nicola è il prato di ricoprimento di volumetrie sotterranee. Il S. Nicola 1 sta a ovest, il Villaggio EPT a est e ora parliamo di quest’ultimo. Ha lineamenti ben marcati pure il Villaggio EPT nonostante si tratti di un insieme di case isolate, si direbbe un annucleamento abbastanza ordinario, è solo che, è questa particolarità, è totalmente immerso in un bosco. Si distingue dal resto dell’edificato di Campitello inoltre per essere composta da unità monofamiliari e non immobili multiproprietà (nel senso non di alloggi di proprietà condivisa bensì suddiviso tra molteplici proprietari tanti quanti sono i molteplici appartamenti, dunque “seconde case”, non residenze turistiche e ciò è un limite per le prospettive della nostra località di vacanze montana).
Per ciò che adesso ci interessa i residence, i quali più propriamente per quanto evidenziato nella proposizione incidentale, cioè la frase tra parentesi, si dovrebbero denominare condomini, esattamente come le palazzine di città, sono multipiano, oltre che, lo si ripete, multiproprietà, non i due soli piani delle villette. Tali stabili unifamiliari non emergono pertanto dalla massa boscosa. Questa è la fondamentale peculiarità del Villaggio chiamato suggestivamente pure svedese in quanto assomigliante ai nuclei insediativi della Svezia, nazione con una estesa superficie forestata. È tale aspetto il valore maggiore, quello di un aggregato edilizio con un indissolubile legame con il verde. Vale la pena notare che nessuno dei possessori delle abitazioni per villeggiatura si è mai sognato di richiedere che vengano abbattuti gli alberi posizionati nei pressi della loro residenza per le vacanze i quali tolgono luce e impediscono la visione del panorama. Trascorrere un periodo di ferie qui è meglio quando anche le altre casette sono occupate per evitare la sensazione di sentirsi isolati con qualsiasi rumore che rompa il silenzio caratteristico degli ambienti boschivi in grado di procurare qualche apprensione.
In altri termini il villeggiante solitario non è una condizione esistenziale ricorrente qui e del resto neanche fare il vacanziere isolato nei grandi caseggiati per vacanze che rimangono tristemente vuoti fuori stagione. Per il Villaggio EPT non si può parlare di perifericità rispetto al centro del centro di turismo invernale il quale non è assimilabile ad un ordinario insediamento urbano che ha classicamente la periferia. Neanche per Campitello è valido il binomio città-campagna, intorno al polo turistico non vi sono, di certo, campi coltivati bensì un immenso comprensorio naturalistico, se vi è un rapporto tra il circondario naturale e l’entità urbanistica è che il primo funge non, urbanisticamente parlando, da Zona E (agricola) ma F ovvero spazio per il tempo libero per i frequentatori della seconda.
Foto di Francesco Morgillo







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