Avere 20 anni in quel giugno 1946

di Giuseppe Tabasso
Quando noi ragazzi uscimmo da macerie di guerra stremati dal cibo scarso, rimbambiti da una dittatura grottesca e portatrice di lutti, eravamo premoderni, provinciali, poco istruiti e per nulla smaliziati. Una sublime ebbrezza di avvenire ci rendeva tuttavia stupefatti e desiderosi di conoscere, di sapere e di vivere il mondo che cambiava in uno stato di grazia oggi ignoto ai nostri figli e nipoti.
Poi arrivarono gli storici giorni del voto per la Costituente e per la scelta tra Monarchia o Repubblica. Su 28 milioni di aventi diritto i votanti furono 25 milioni. Ben 13 milioni, più della metà, erano donne che votavano per la prima volta sentendosi pari agli uomini.
Da Roma in giù prevalsero i fautori della permanenza di un Re, da Roma in sù chi preferiva un Presidente.
In Molise ben 7 votanti su 10 si dichiararono per la Monarchia. Mio padre fu tra questi per non dare un dispiacere a mia madre che versò lacrime inconsolabili quando il 13 di quel fatidico giugno l’ultimo Re d’Italia sloggiò dal Quirinale.
Avevo vent’anni, uno in meno per votare, ma da giorni ero impegnatissimo insieme ai pochi ma appassionati repubblicani. Qualcuno lo riferì quasi scandalizzato a mio padre, che però se la cavò con un “ma sai, sono ragazzi…”.
Riuscii a nascondere a mia madre che facevo da galoppino elettorale alla buonanima di Nicola Todisco (padre di Vittoria) che era il solido punto di riferimento molisano del partito di La Malfa e di Cipriano Facchinetti (fuoruscito campobassano che partecipò a un attentato contro Mussolini).
Che bella strana fortuna essere repubblicano dopo 80 anni

Giuseppe Tabasso384 Posts

(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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