Campanile: torre religiosa e anche civica

La torre campanaria di Cantalupo è l’unico elemento architettonico verticale del borgo, ma non è l’unico del territorio comunale perché vi è anche la ciminiera imponente del laterificio. Su una faccia del campanile vi è la lapide con i nomi dei Caduti della Grande Guerra

di Francesco Manfredi-Selvaggi

Iniziamo dicendo che il campanile affianca la chiesa parrocchiale il che non è una cosa scontata, ad esempio a Campodipietra è distanziato da essa, ed è allineato con la facciata della stessa e pure tale fatto non è la prassi assoluta, vedi le famose chiese romaniche di Campobasso, S. Giorgio e S. Bartolomeo, dove è arretrato rispetto al fronte dell’edificio religioso; a quest’ultimo proposito, quello dell’allineamento della torre campanaria alla parete d’ingresso al luogo di culto, si evidenzia che tale disposizione è obbligatoria quando i campanili sono due, ovviamente uno su un fianco l’altro sull’altro (ripetizione voluta), succede nel Santuario di Castelpetroso come possono riscontrare, vista peraltro la distanza ridotta del sito Mariano, gli abitanti di Cantalupo la frequentazione dei quali del Santuario è, perlappunto, frequente.

C’è da aggiungere che se il campanile è “attaccato” all’architettura chiesastica è staccato da tutto il resto come, del resto, lo è la chiesa; essi vengono a formare un tutt’uno e nel medesimo tempo un isolato urbano a sé stante. Visto che ci siamo, cioè che abbiamo toccato il tema dell’organizzazione urbanistica ci soffermiamo un attimo su questa per accennare al castello che sorgeva proprio di fronte al campanile separato da questo dal tratto finale del percorso che introduce alla piazza De Maio, la cui mole doveva essere evidentemente grossa e, magari, avere una torre difensiva che rivaleggiava nello skyline cittadino con la torre campanaria. È bene fare un ulteriore puntualizzazione in riguardo al rapporto tra campanile e chiesa che è la seguente: l’insieme, per quanto detto in precedenza si può usare anche il termine unità, è fatto tanto altimetricamente quanto planimetricamente, salvo le coperture dei due corpi di fabbrica, da linee e angoli retti, la chiesa ha la pianta rettangolare e il campanile quadrato, non vi sono segmenti curvi né nella chiesa, l’abside non è curvilineo, né nella torre campanaria, configurazione geometrica che, in verità, costituisce per quest’ultima la normalità, l’eccezione è rappresentata nell’area del Matese dal campanile semicircolare della parrocchiale di S. Polo.

Rimanendo nel comprensorio matesino è interessante, perché fa emergere una particolarità significativa, la comparazione in riferimento alla coppia chiesa-campanile con quanto accade a Castelpizzuto dove in comune le due strutture architettoniche appaiono avere il basamento, il campanile distaccandosi dalla struttura ecclesiastica con la quale, lo si ripete, condivide il livello basamentale, dal secondo livello in su mentre a Cantalupo sono anche figurativamente cose indipendenti, per così dire da terra a cielo, nonostante siano, lo si rimarca di nuovo, spalla a spalla. Il campanile, ce lo rivelano i sottili marcapiani, al suo interno ha tre orizzontamenti, vale a dire solai i quali assicurano i collegamenti orizzontali che rendono stabile l’organismo strutturale, non è cioè una torre cava. Al di sopra della cella campanaria, alla quota alla quale è impostato il tetto, conclusa, quindi al di sotto di tale quota, tale terminazione da una fila di archetti ciechi come nelle architetture in stile romanico, è un particolare da apprezzarsi, vi è una serie di colonnine non collegate fra loro a differenza di quanto succede in una balaustra dove sono unite da una ringhiera o da un parapetto in muratura.

Balaustra che non ha ragione di esserci perché non c’è un camminamento che corra intorno al campanile a questa altezza dal suolo; questi pilastrini non li si possono interpretare quali pinnacoli sia perché non sono sufficientemente alti e aguzzi sia perché le guglie stanno di solito negli angoli, non tendono a dar luogo a sequenze. Potrebbero, comunque, essere scambiati per merli, errore cui c’è il rischio che si incorra perché elementi che si addicono appieno ad una torre che, però, qui è campanaria e non difensiva. Il tetto del campanile è di tipo piramidale, non a bulbo o cipolla come quelli bellissimi della Cattedrale e di S. Maria del Parco nella vicina Bojano, il capoluogo di fatto di questo circondario; la predetta piramide, continuando nel raffronto, non è rivestita con piastrelle di ceramica, ma ha l’estradosso costituito da una distesa di conci di pietra a facciavista, lo stesso materiale di cui è fatta la superficie della cella campanaria. La copertura e la cella campanaria unificate dall’utilizzo degli identici blocchetti lapidei nell’estradosso appaiono così come un corpo autonomo, differenziandosi dalla parte sottostante del campanile; si viene, in qualche modo a configurare un tempietto sopraelevato, tempietto perché ha un assetto strutturale puntiforme, nel templio i punti coincidono con le colonne, qui con i pilastri angolari della cella campanaria (certo, sarebbe stato meglio se fossero stati pilastrini).

Oppure lo si può leggere la cella campanaria come una loggetta. Al contrario che nel predetto simil-templietto le facce del campanile, prive di vuoti, per i due primi livelli sono intonacate alla stessa maniera della chiesa e ciò contribuisce ad omogeneizzarne l’aspetto. In definitiva, sono distinguibili due blocchi, l’accoppiata in verticale cella campanaria-copertura e la coppia in orizzontale i due piani inferiori della torre-facciata della chiesa. Più in basso della cella campanaria vi è l’orologio nel lato rivolto verso la piazza e quindi verso il borgo storico e a scendere una lapide in ricordo del rifacimento del campanile nel 1970 da parte della comunità nella sua globalità, cui segue la lastra con i nomi dei Caduti della Grande Guerra. Il precedente restauro della torre campanaria era stato effettuato alla fine del XIX secolo a devozione delle sorelle Rosina, Teresa e Amalia Petrecca come ricordava un’iscrizione poi rimossa.

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