Day after Sagra dei Misteri/Come rilanciarla per altri 300 anni

testata sblog tabassoL’edizione 2018 della Sagra dei Misteri è andata oltre le migliori previsioni sotto tutti gli aspetti, culturali, turistici, commerciali e organizzativi. E’ quindi facile prevedere che negli anni a venire l’evento assumerà un rilievo sempre più importante e distintivo per la città in virtù della legge secondo cui “niente ha più successo del successo”. Questa spirale autopropulsiva, che i media contribuiscono a potenziare, comporterà per gli amministratori un impegno specifico in termini di risorse e di nuove idee per la manutenzione di questo municipale fiore all’occhiello, lascito di un grande artista che, grazie all’ingegno messo nei suoi ingegni, continua da tre secoli ad alimentare una tradizione con quel pane speciale lievitato e sfornato dalla cultura e dalla creatività che poi diventa commestibile in termini di volano economico. Sottolineo questo aspetto perché sarebbe opportuno che fin da oggi si pensasse a come mettere al meglio in cantiere l’edizione 2019, arricchendola con eventi collaterali creativi di varia natura.

Perciò non solo contesto chi ha criticato “il cospicuo l’esborso di 300mila euro fatto uscire dalle casse di Palazzo San Giorgio”, ma aggiungo che la prossima amministrazione dovrebbe raddoppiarlo per rilanciare l’edizione prossima e via via quelle successive, visto che quella cosa chiamata Tradizione è strettamente legata a valori identitari, sociali, religiosi e culturali.

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La tradizione e la colomba Melegatti – Che cosa c’entra la tradizione con la famosa colomba Melegatti? C’entra davvero molto se si attribuisce il valore che merita a un piccolo ma sublime episodio di cui è stato protagonista un operaio che da una vita lavorava nella fallita azienda veronese produttrice dal 1894 della mitica colomba pasquale. Dopo la chiusura dell’antica fabbrica dolciaria, si è scoperto che quel vecchio dipendente superava i cancelli chiusi e penetrava di nascosto nel laboratorio per compiere, senza compenso alcuno una operazione apparentemente inutile ma simbolica: mantenere viva la pasta madre. Un gesto che rivela il timore di una irreparabile perdita “materna” e il rifiuto della dissoluzione di un lievito che incarna la vita e il passato.

Postilla* A proposito delle prossime edizioni, mi permetto di inoltrare alla Presidente della Commissione Cultura del Comune di Campobasso, Giovanna Viola, alcuni suggerimenti segnalatemi da sei amiche romane che hanno accolto il mio invito a non perdersi l’evento. Dalla loro prima volta in Molise esse sono tornate entusiaste di tutto – silenzio, verde, gastronomia, e ovviamente dei Misteri (unico neo l’assenza di navette dai parcheggi da me date per certe). Munite di opuscoli e scritti sui “quadri viventi”, esse volevano reperire (anche a pagamento) materiale di ogni genere sul Molise. Allora, gentile presidente Viola, perché oltre alle numerosissime bancarelle, non allestire in futuro dei veri e propri chioschi tematici, magari a cura di case editrici e librerie col supporto finanziario della Regione?

Giuseppe Tabasso136 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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