(Quasi) Tutto quello che so di Sandro Arco

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In anteprima pubblichiamo volentieri un intervento di Stefano Sabelli, fondatore e direttore artistico del Teatro del Loto, riguardante la situazione venitasi a creare nella dirigenza della Fondazione Molise Cultura. La’articolo sarà pubblicato sul prossimo numero de Il Bene Comune.

di Stefano Sabelli

Qualche giorno fa ho letto esterrefatto la nota (http://www.molise5stelle.it/2018/02/04/13222/) del Consigliere regionale Antonio Federico, a proposito della Fondazione Molise Cultura. Riguarda la governance della Fondazione e chi, di quella struttura, pare voglia fare un suo personale “giardino”, agendovi da padre–padrone a scapito della trasparenza richiesta a chi opera in una struttura  pubblica. Se è vero che si sta preparando l’ennesima tavola apparecchiata per il sig. Sandro Arco, questa volta addirittura attraverso un’assunzione a tempo indeterminato nei quadri dirigenziali della Fondazione Molise Cultura, è bene che si rifletta su quanto segue. Da 25 anni il sig. Sandro Arco (oggi già titolare di un vitalizio), opera e ha operato a diverso titolo in ambito culturale in Molise, avendo ricoperto più ruoli pubblici, di rilievo e responsabilità. È stato, infatti, per anni, insieme a Pier Paolo Nagni, referente regionale per l’ATAM, l’Associazione Teatrale Abruzzese Molisana che, dopo 40 anni di esercizio teatrale gestito praticamente in esclusiva in Abruzzo e in Molise, è stata sciolta con un finale poco glorioso, dovendo rispondere a diverse opacità di esercizio (http://www.rete8.it/cronaca/78965961/).

È stato poi Assessore alla Cultura per il centrosinistra al Comune di Campobasso, dunque Assessore alla Cultura della Regione per il centrodestra. Infine, l’allora Presidente Iorio lo mise alla direzione della Fondazione Cultura, incarico confermatogli anche da Paolo Frattura, nonostante egli avesse avuto l’opportunità di avvicendarlo, tramite un bando pubblico da lui stesso voluto, con persone platealmente più qualificate professionalmente (il sig. Arco non essendo nemmeno laureato, per la legge Madia, oggi non potrebbe ricoprire incarichi dirigenziali in Enti pubblici o di derivazione pubblica, com’è la Fondazione Molise Cultura, “in house” della Regione Molise).

Forse, su suggerimento del suo Assessore Pierpaolo Nagni (sodale di Arco fin dai tempi dell’Atam), lo confermò alla direzione della Fondazione Molise Cultura, appena costituita “in house” dalla Regione, su indicazione di Arco medesimo, che aveva disegnato la persona giuridica e il primo statuto della FMC, fintanto ch’era stato Assessore.
Il Presidente Paolo Frattura decise, ad ogni modo, di tenersi Arco in quel ruolo, “scorc’ e tutt”, come ebbe pubblicamente a dire. Anche se poi, probabilmente, si pentì per quella inopinata e impopolare nomina e qualche tempo dopo convocò il sottoscritto insieme ad Adelchi Battista (era il 16 novembre 2015), per chiederci se volevamo accettare i ruoli, rispettivamente di Direttore artistico (io con competenze su tutte le stagioni del Savoia) e di Direttore culturale della Fondazione (Adelchi), lasciando a Sandro Arco solo la Direzione amministrativa della stessa.

Io risposi che, se Adelchi avesse accettato, avendo l’opportunità di controllare in due l’operato di Arco,  avrei accettato a mia volta. Confortato dall’assenso di Adelchi Battista, uscii con lui, da quella riunione (alla quale erano presenti anche Vittorino Facciolla, Mariolga Mogavero e Sabrina Varriano) con l’incarico assegnato!…. Forse, poi, però, qualcuno ha avuto timore che fossimo proprio, io e Adelchi, i responsabili artistici e culturali della Fondazione (troppo liberi e indipendenti nelle scelte artistiche e intellettuali per subire ingerenze da chiunque). Fatto sta che non sapemmo più nulla ufficialmente dell’incarico offertoci, tanto meno ricevemmo anche solo una nota di cortesia a riguardo. Qualcuno (con facilità si può supporre chi) suggerì probabilmente al Presidente di non ratificare più le nostre nomine, che di fatto dividevano in tre il ruolo del Direttore (sia io che Adelchi eravamo risultati, peraltro, idonei per la direzione della Fondazione al bando pubblico voluto da Frattura, insieme al compianto Giorgio Palmieri, a Vincenzo Lombardi e a Ilaria Trivisonno).

In definitiva, però, io vorrei oggi chiedere ai molisani, e ai giovani soprattutto, se ce n’è anche solo uno che pensi che Arco abbia operato per il bene e il progresso collettivo e professionale del Teatro e della Cultura in Molise, e se ci ha messo del suo per favorire nuova occupazione e migliori condizioni di lavoro per i lavoratori dello spettacolo e della conoscenza che operano in Molise, con talento e professionalità riconosciuta.

Non dico che avrebbe dovuto metterci soldi propri per costruire un Teatro come ho fatto (magari scioccamente) io, nel progettare e realizzare, soprattutto a mie spese, il LOTO, ma che so…, che avesse almeno promosso una legge, una norma, funzionale alla produzione e al riconoscimento professionale del lavoro teatrale o artistico in Molise. Che avesse anche solo fatto da catalizzatore d’idee e talenti, favorendone l’integrazione e il dinamismo, riunendone così forze e competenze, per aprire nuovi mercati alle attività artistiche prodotte nella regione.

Se – accidenti – avesse almeno promosso anche solo una cosa, una sola cosa, bella per gli altri …investendoci un po’, ma giusto un po’, del suo… Lo conosco da 25 anni, ma a me davvero risulta difficile pensare che Sandro Arco possa essere menzionato, per qualcosa di simile! Conosco Arco (e con lui Nagni) dal 1994 e se lo ricordo per qualcosa, è per aver sempre preso iniziative atte al raggiungimento di posizioni di prestigio personale, che ne perpetuassero il potere “locale”! Un’attività, si “pubblica” ma vissuta davvero senza gloria… avendo sventolato sempre molte e diverse bandiere!
Anzi, a dire la verità, per qualcos’altro, lo ricordo!

Lo ricordo, ad esempio – ai tempi dell’ATAM ma anche dopo – come il più strenuo e tenace oppositore alla nascita di un possibile Teatro Stabile del Molise, come pure di un Centro di produzione regionale riconosciuto, fatto e creato da professionalità molisane, che probabilmente temeva – forse a ragione! – lo avrebbero messo da parte.
Lo ricordo per aver sempre sminuito, facendo finta di ignorarla, qualunque attività indipendente e di successo potesse nascere, esterna e lontana dalle sue ingerenze. Lo ricordo come chi ha sempre mirato, soprattutto in ambito teatrale, a stringere rapporti piuttosto con soggetti esterni al Molise, verso cui accreditarsi come unico interlocutore istituzionale, piuttosto che adoperarsi per favorire le realtà professionistiche locali.

Così come lo ricordo sempre piuttosto infastidito, al pari dei suoi soci in ATAM, per il successo inconfutabile delle prime Primavere Teatrali e delle successive stagioni da me gestite al Savoia, che un’aria tutta nuova avevano portato per la fruizione dello spettacolo dal vivo in Molise. Fino all’opportunità, da ultimo, di rimpossessarsi del giocattolo Savoia, per allestirvi, a caro, carissimo prezzo per la Fondazione, le ultime tristi e svilenti stagioni teatrali, realizzate in accordo col suo amico – e vero direttore ombra del nostro principale Teatro – l’attore e produttore siciliano Rosario Coppolino. Eppure, forse, qualche stagione più gloriosa in passato, anche grazie al sottoscritto, il Savoia l’ha certamente vissuta.  Per quanto in quel Teatro – che più di chiunque ho probabilmente contribuito a rilanciare, dopo un oblio trentennale, – io e i miei lavori, grazie ad Arco (oggi in buona compagnia con la Presidentessa della FMC Presutti), da 10 anni, non mettiamo più ufficialmente piede.

Questo, nonostante i successi della Compagnia del LOTO in tutt’Italia e nonostante il nostro, sia l’unico organismo professionale di produzione teatrale mai riconosciuto dal FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) in Molise. Così, mentre “furoreggiavano” al Savoia le molteplici produzioni del Sig. Coppolino, né Arco e tanto meno Antonella Presutti, hanno mai voluto invitare una produzione del LOTO, in una stagione ufficiale del Savoia, relegandoci, durante l’infelice periodo FUS gestito dalla Fondazione, agli… scantinati della ribalta. Come pure mai, per altro, si sono presentati in questi anni, una volta che fosse una volta al LOTO, pur dovendo per compito istituzionale (da reggenti della Fondazione) monitorare le attività artistiche presenti in regione. Eppure forse il LOTO, qualche spettacolo e qualche nome di riguardo in questi 10 anni lo ha presentato. E la nostra compagnia almeno una quindicina di titoli li ha prodotti. Titoli invitati in festival e stagioni in tutt’Italia e anche all’estero, ma interdetti al Savoia!
Forse perché non si vuole accogliere a casa, chi quella casa l’ha costruita! L’etica dei Proci, del resto, c’è da quando Omero la cantò!

Fatto sta che con “l’ineluttabile” collaborazione del suo amico e mentore Coppolino, e con il benestare della presidentessa Presutti, al Savoia sono andate in scena stagioni oltre che davvero scadenti (si può dire?!) anche promosse e gestite attraverso contratti e cachet onerosissimi per la Fondazione. Contratti che a me, e non solo a me, appaiono palesemente fuori mercato e soprattutto firmati quasi sempre con determinati e ricorrenti soggetti, ovvero le compagnie che rientrano nella sfera d’influenza e d’ingerenza del sig. Rosario Coppolino, responsabile di Quirino srl, come pure della Compagnia Moliere, dell’Associazione Moliere, referente per Sicilia Teatro e già socio di Agiesse Teatro. Tutte compagnie con cui, guarda caso, la Fondazione ha sottoscritto negli ultimi anni contratti per centinaia di migliaia di euro! Non contento di avere l’esclusiva o quasi sulla ratifica dei contratti teatrali, il sig. Coppolino, in accordo con il sig. Sandro Arco, deve aver immaginato il capolavoro evidente di questa complessa opera molisana, di teatro e marketing.

Visto che, evidentemente, in Fondazione, qualcuno ha ritenuto che 12 professionalità con competenze organizzative già in organico non fossero sufficienti ad espletare tutti i compiti necessari, si è deciso di affidarli con un bando di gara ad un soggetto che assolvesse a compiti di botteghino, Siae, preparazione per la ratifica dei contratti, appalti per servizio hostess (servizi curati per anni al Savoia con diligenza dalla cooperativa Ares di Campobasso). Così, d’improvviso, un dì di maggio del 2016, mentre a Campobasso in un CdA in Fondazione si deliberava la necessità di servirsi di una società a cui affidare le mansioni suddette, a Roma più o meno negli stessi giorni, due nuove imprenditrici, con 1.000 euro di capitale, davano vita alla Multitasking srl, che da lì a qualche mese firmò un paio di contratti con la Fondazione (il primo a luglio superiore ai 30.000 euro, il secondo, più consistente e di validità triennale, a settembre, per circa 270.000 euro (duecentosettantamila).

Le socie fondatrici e operative di questa nuova società di servizio che deve occuparsi anche dei rapporti gestionali della Fondazione, risultano essere l’una la compagna di vita di Coppolino e l’altra l’amministratrice delegata di diverse sue società e compagnie (forse, c’era appena un po’ di conflitto d’interesse…) Adesso però, dopo che anche il Presidente Frattura era stato messo al corrente di questi giochini e, qualche mese fa, Arco era stato ridimensionato nei compiti e nelle mansioni presso la Fondazione, con le ultime note rese pubbliche dal consigliere Federico, abbiamo appreso che il sig. Arco pretende, tramite una procedura di conciliazione, un contratto a tempo indeterminato presso la Fondazione, lamentandosi d’essere addirittura stato vessato professionalmente.

Ora – davvero senza ombra di risentimento personale – gli chiedo: signor Arco, ma non ti bastano i compensi decennali percepiti da Amministratore comunale e regionale (incluso un vitalizio già attivo), ottenuti a spese dei contribuenti?
Non ti basta aver operato (male, malissimo) per quasi due quinquenni come Direttore della Fondazione Molise Cultura?
Non ti basta essere stato responsabile dell’Atam, con cui hai cercato in tutti i modi d’impedire che il Molise divenisse una realtà teatralmente evoluta?
Non ti basta aver bruciato professionalmente, per anni, le giuste ambizioni di almeno 3 generazioni di attori, registi e musicisti molisani, a cui il tuo operato ha lasciato davvero “le scorcie” mentre tu preparavi la tavola imbandita per i tuoi amici siciliani?
Non ti basta aver, di fatto, cancellato l’attività dell’Orchestra Stabile del Molise, e aver gestito poi a tuo parere, attraverso la FMC, i fondi un tempo destinati a quell’importante esperienza artistica e professionale?
Rispondi a queste domande, per favore!
E rispondi pure se non ti basta aver prodotto nulla, ma proprio nulla di costruttivo per il Molise e per chi in Molise avrebbe dovuto ricevere “riguardo” e attenzioni professionali dalle tue “eccellenti” mansioni pubbliche!
E dicci, in ultimo, visto che un posto dove sederti a mangiare certamente abbiamo capito che ce l’hai o te lo trovano, perché non liberi un po’ l’aria e il campo e ci lasci finalmente lavorare con dignità, con passione e in pace, nella nostra terra,  affinché possa essere una terra, almeno per il teatro e le arti, di sviluppo, di nuove idee, lasciando che i talenti sboccino liberamente, pure col diritto di sbagliare, affinché trovino la loro strada, non soffocata, in campo teatrale e culturale, dalla tua protervia, dalla tua ignoranza, dalla tua arroganza?
E soprattutto chiedo, da ultimo, al Presidente Paolo Frattura: ma davvero, alla fine della legislatura, vuol far passare quest’ultima inutile e perniciosa assunzione “a tempo indeterminato”, con cui ci costringerà ancora, nostro malgrado, a confrontarci con questo soggetto, se egli avrà ancora compiti in pianta stabile in Fondazione?

Le nostre libere idee, i nostri talenti, le nostre giuste ambizioni professionali e di vita, davvero non possono e non devono essere più costrette a confrontarsi e avere rapporti con una Fondazione Molise Cultura “pubblica” (a cui perciò, tutti coloro che operano in campo artistico e culturale nel Molise hanno il diritto, di rapportarsi e riferirsi, per ottenere sinergie e tutele artistiche e professionali) gestita da personaggi inadeguati, perniciosi, che hanno dimostrato di operare senza costrutto e senza progetto per il futuro culturale del Molise e dei numerosi giovani che proprio in quest’ambito ripongono tante e motivate aspettative.

5 Comments

  • Rosario Coppolino Reply

    11 marzo 2018 at 12:26

    Caro Stefano Sabelli, ho rapporti di lavoro con il Molise dal 1994 e fin da allora ho il ricordo di te non come teatrante, ma come un artistoide insoddisfatto e brontolone che protesta continuamente in maniera scomposta e disordinata contro tutti e tutto. Allora c’era l’ATAM da attaccare, e ricordo bene come ti agitavi per trovare proseliti per fare la tua rivoluzione culturale. Ma la cosa invidiabile era (ed è continuata ad essere) che malgrado tutto riuscivi a ottenere delle sovvenzioni dagli enti pubblici territoriali per la realizzazione dei tuoi pittoreschi eventi culturali da te pensati, diretti e interpretati. Tali eventi, dalle modeste qualità artistiche, avevano un unico pregio, quello di coinvolgere gruppi di aspiranti artisti che davano anima e cuore per ben figurare. Poi non importa il fatto che non li pagavi, l’importante per te era fare credere di avere un seguito come santone, guru del teatro, depositario del verbo…
    Le autocelebrazioni e il tuo atteggiamento continuamente bellicoso, sono stati una valida strategia per continuare in tutti questi anni ad ottenere incarichi e contributi pubblici sia dai politici a te vicini, sia da quelli dell’opposta area politica, i quali pur di non sentire le tue invettive preferivano elargire finanziamenti alle tue iniziative e al tuo teatrino che nel frattempo hai realizzato.
    Da qualche tempo però, forse perché a una certa età si fanno delle riflessioni su cosa si è e cosa si è fatto nella propria carriera, sei diventato più aggressivo, intollerante, “rosicone”, tanto che pure i tuoi amici e sostenitori hanno raffreddato i rapporti e allora sfruttando la generale insoddisfazione sociale che anima l’attuale momento storico stai cercando di cavalcare l’onda per trovare una nuova protezione politica che ti possa dare credibilità artistica e professionale e, soprattutto, soldi pubblici senza i quali non riesci ad andare avanti.
    Per cui addosso a Coppolino, il ladro, il mafioso, l’usurpatore… e riparte Don Chisciotte… ma a seguirlo non è rimasto neppure il suo scudiero..
    Caro Sabelli, ti rendi conto che tutto il fango che hai buttato sul mio conto non ti sta servendo a niente? Ti rendi conto che non ti segue più nessuno perché le tue argomentazioni non hanno un briciolo di verità; i presunti illeciti da te denunciati si sono rivelati delle vere e proprie bufale, pettegolezzi che dimostrano soltanto una grande invidia?
    Hanno stufato pure le tue autocelebrazioni con le quali ti proclami artista quotato e affermato, l’unico titolato a rappresentare il teatro molisano professionistico, il capopopolo che combatte contro i nemici della cultura, del teatro, dell’arte, dello sviluppo molisano. Basta!!
    Trova piuttosto il tempo per fare qualcosa di costruttivo per il tuo teatro e per la tua professione.
    Da vent’anni con i miei spettacoli (ne ho prodotti e distribuiti più di 50) giro l’Italia, toccando le principali città italiane e i più importanti Teatri nazionali pubblici e privati; ho rapporti con tutti i circuiti regionali pubblici e privati, da quattro anni gestisco il Teatro Quirino – Vittorio Gassman di Roma (uno dei più importanti e blasonati teatri della capitale e della nazione), sono stato anche giurato in alcuni festival e concorsi di nuova drammaturgia, sono consulente artistico per il Comune di Grosseto, ma delle tue “cose”, dei tuoi “lavori” non c’è traccia… neanche una recita… un reading, una mise en espace… Niente, non ci sei, non sono mai riuscito a trovare traccia di te e dei tuoi “successi” in nessuno dei teatri che negli ultimi venti anni mi è capitato di frequentare.
    Ma forse è per questo che circa dieci anni orsono mi hai voluto incontrare a Roma per chiedermi di distribuire i tuoi spettacolini e di gestire il tuo teatrino di Ferrazzano non ancora sovvenzionato dal MIBACT. Anzi mi proponesti di spostare la sede della compagnia Molise Spettacoli, che io dirigevo, proprio al Loto per fondare un centro di sperimentazione. Non te lo ricordavi? Stranamente, immediatamente dopo al mio garbato rifiuto perché non interessato, è iniziata la guerra contro di me. Che combinazione!!
    E probabilmente non ricordi nemmeno che la Molise Spettacoli dal 2005 è stata la prima compagnia molisana (la prima in assoluto ed unica fino al 2014) ad avere accesso al FUS perché riconosciuta dal MIBACT. Non ricordi forse, ma puoi chiederlo a qualcuno di quelli che ora lavorano con te, che la Molise Spettacoli ha dato opportunità di lavoro a un gran numero di molisani: attori, attrici, scenografi, costumisti, scenotecniche, service, registi, etc. Tutta gente regolarmente pagata e a cui sono stati versati i contributi previdenziali e fiscali. L’unica compagnia che ha portato il nome del Molise in giro per i principali teatri italiani dando valore aggiunto a tutti i molisani impegnati.
    Ma veniamo ai nostri giorni e ai miei presunti loschi affari con la Fondazione Molise Cultura e con Sandro Arco. Caro Sabelli è facile diffamare (e per questo, infatti, come sai, ti ho già querelato) con argomenti falsi e tendenziosi privi di fondamento; vomitare cifre su presunti miei ingiustificati arricchimenti relativamente al Teatro Savoia senza riferire che quei soldi sono serviti per pagare i cachet di compagnie professionistiche primarie, con attori di primo piano del panorama nazionale. A nulla vale il tuo giudizio di valore sulle stagioni, quando quasi tutti gli spettacoli hanno ottenuto il sold out al botteghino riscuotendo il consenso e il gradimento di tutti gli spettatori paganti intervenuti.
    Non faccio loschi affari con nessuno, sono un imprenditore teatrale che intrattiene rapporti con tutte le istituzioni che si occupano di cultura. Con la Fondazione Molise Cultura e con Sandro Arco (con il quale, pensa che sfiga!!, sono amico da oltre venti anni) ho intrattenuto rapporti cristallini e trasparenti: ho proposto e venduto spettacoli di altissimo livello artistico a prezzi assolutamente in linea con quelli di mercato (se non addirittura al di sotto), come dimostrano i contratti stipulati che sono pubblici e verificabili. Sfido chiunque ad analizzare gli atti esistenti per dimostrare degli illeciti!!
    Per finire, un riferimento alla società Multitasking.
    Ci hai provato a disseminare il dubbio, con arroganza e presunzione; hai insinuato falsità sulla regolarità di partecipazione al bando e sul come abbia ottenuto l’incarico, ma tutto non suffragato da alcun fatto: le verifiche e i controlli sugli atti amministrativi non hanno dimostrato alcuna irregolarità. Con scientifica perseveranza stai sistematicamente diffamando e sminuendo la professionalità delle due socie e dei loro collaboratori che con straordinaria dedizione stanno svolgendo un prezioso ruolo per il teatro molisano. Ma quello che è più grave, stai toccando le sfere personali degli interessati in maniera subdola, scorretta e cattiva. E questo è davvero imperdonabile.
    Sono pronto a confrontarmi con chiunque abbia voglia di approfondire i temi trattati.

  • Paola Pietrangelo Reply

    12 marzo 2018 at 11:57

    Quando le cose si fanno ad arte ed in maniera scientifica diventa difficile evidenziare la regolarità di partecipazione ai bandi e come si ottengono gli incarichi.
    Le verifiche e i controlli sugli atti amministrativi non hanno dimostrato alcuna irregolarità, vero!
    La società invitata a partecipare e’ stata costituita due mesi prima del bando? Vero o falso?
    Sul territorio molisano esistono realtà che lavorano nei servizi a supporto degli eventi culturali da 30 anni e,dopo essere state “sfruttate” per salvare finanziamenti , non sono state invitate a partecipare al bando. Vero o Falso?
    Siete stati bravi. Bravi tutti.
    Bene, bravi, bis!!!
    Un’unica curiosità: come sono stati spesi i 220.00 affidati con il famoso bando?
    Solo curiosità.

  • stefano sabelli Reply

    12 marzo 2018 at 21:39

    Premessa generale (per tutti i lettori): dal momento che tutte le parole utilizzate dal sig. Coppolino sono false, tanto più che nessuna prova documentale o circostanziata è stata data, mi rendo disponibile sin da ora ad un confronto aperto, pubblico e leale in qualunque sede si voglia.
    Per quanto riguarda le proclamate querele, vedremo quali esiti avranno o se piuttosto non serviranno “vivaddio” a fare più luce su ciò che è rimasto di queste faccende ancora oscuro.

    Nel merito vorrei però, qui, rispondere puntualmente al Sig. Coppolino.

    Dichiari Tu (è d’uopo la lettera maiuscola perché sai non avendo avuto mai rapporti diretti con Te preferirei prendere le distanze), di avere rapporti con il Molise: è lecito dunque conoscere i contratti e i rapporti che Ti legano da più di 24 anni a questa terra. Sei Tu che utilizzi parole come “artistoide” o altro, sfido qualunque uomo del calibro ritieni di essere, all’utilizzo di parole offensive per motivi non meglio specificati.
    E ripeto, sei Tu che dichiari di avere una certa levatura artistica, peccato poi l’utilizzo di strumenti e parole che mal si addicono al prestigio che ritieni di avere.

    Sono per altro inorgoglito dalla Tua invidia nei miei confronti, io invece nei Tuoi non provo alcun sentimento: manca la persona di riferimento. Purtroppo non sei Peter Brook (di lui sì invidio e ho sempre estimato l’arte ma non so nemmeno se tu lo conosca).

    Quando parli di strategia, è evidente che parli di qualcosa a Te noto, perché altrimenti non si spiega il motivo per cui venivi legittimato a contattare gli operatori esistenti sul territorio in nome e per conto della Fondazione Molise Cultura (perdonami ma in funzione di quale contratto? Quale incarico? No, lascia correre! Già hai risposto in modo inconsapevole: lavori in questa terra da oltre venti anni e vanti Tu, non io, amicizie a palazzo).

    Se non c’è nulla da temere, se illeciti sono “presunti” come Tu scrivi, perché sei tanto preoccupato? Dovresti essere tranquillo, no?
    Parli di una Molise Spettacoli dal 2005 riconosciuta come prima compagnia molisana. Bene: io banalmente collegandomi al sito http://www.molisespettacoli.it/chi-siamo.html, vedo (ed inviterei tutti a consultare il sito) che di molisano non c’è nulla se non il nome della regione.
    Risultano invece nomi di persone che non sono nate in Molise, di persone che non hanno mai creato impresa in Molise, di persone che non hanno garantito produzioni con artisti molisani. Quindi mi domando da uomo della strada quale Tu ritieni che io sia (magari lo fossimo davvero tutti): ma di molisano cosa c’è?
    Se fai riferimento ai finanziamenti regionali per diversi spettacoli da Te prodotti, non posso che condividere: sì la Molise (?) Spettacoli ha incassato, e a iosa, risorse dalla Regione Molise. Aspetta… che vorrei verificare gli indirizzi che ci sono sul sito: …oops, sede legale a Campobasso e sede operativa a Roma. Al Tuo buon gusto da uomo d’invidiabile equilibrio, chiarire cosa ha fatto in Molise questa tua associazione.
    O se vuoi lo chiediamo ai molisani, che però non so se ce lo sapranno dire. Perché, sai, pur facendo l’attore e il produttore, nessuno in Molise, fuori da quel palazzo, pare realmente sapere chi sei.
    Te lo chiedi? Lo sai, perché non lo sanno?!

    Forse perché fra i tuoi meriti, c’è soprattutto quello di creare relazioni oscure? Sistemi che magari travasano economie e risorse pubbliche, in modo tutto da chiarire, in e da diverse parti d’Italia? Perché, sai, pare proprio che a te risalgono contemporaneamente: Compagnia Moliere, con sede in Veneto, Associazione Moliere e Quirino srl, con sede a Roma, Sicilia Teatro con sede in Sicilia, senza contare che risulti essere anche socio di soci di Agiesse spettacolo, con sede a Napoli.
    Ma, insomma, quante sigle hai?… Una per Regione? A secondo l’uso e la necessità?

    Una galassia di nomi e reti, indubbiamente importante e di livello nazionale. Ma in fondo a te, con relazioni così diffuse e abituato a platee così prestigiose, a cosa serviva il piccolo e nascosto Molise?

    Io, poi, Ti avrei incontrato a Roma, addirittura a casa mia??? Ah sì?
    E Ti avrei addirittura avanzato delle proposte di collaborazione, per affidare a te il LOTO e la ma Compagnia?
    Beh, la domanda allora è la seguente: come avrebbe mai potuto un uomo della Tua levatura abbassarsi ad incontrare un poveraccio “attorucolo” come me e addirittura recarsi nella sua dimora? Sai dieci anni non sono tanti, peccato io non me ne ricordi affatto! Forse perché impegnato, come sostieni Tu a sbraitare contro tutto e tutti.
    Quindi convengo con Te, veniamo ai nostri giorni, certo la Tua parola contro la mia, ma ovviamente se hai uno straccio di invito, di foto, o altro, eccomi qui: non potrei che convenire su un mio offuscamento dovuto, come dici tu, all’età.
    Io però nel frattempo ho trovato tanti contratti da te sottoscritti con la FMC e prima con la Fondazione Savoia e l’Assessorato alla Cultura della Regione Molise. Tutti intestati a tante delle diverse sigle di cui sopra eppur tutti sottoscritti da un unico legale rappresentante: Rosario Coppolino. Si tratta di omonimia per ogni diverso soggetto?
    Tralascio il commento artistico di quelle produzioni, che in qualche caso ho ahimè anche visto, (non credo che tu possa dire lo stesso, pur denigrandolo, di un mio spettacolo e non perché non fosse diffuso sul territorio nazionale ma appunto perché, figurarsi, non ti saresti mai degnato!). Certo, sarà un caso, ma tutte le produzioni da te comprate, a scatola chiusa, hanno avuto in Molise un unico comune denominatore e sostanziale acquirente: il sig. Sandro Arco e gli Enti da lui diretti.

    Tocchi, infatti, per Tua scelta due temi a me cari:
    1) i contratti delle Tue produzioni;
    2) il rapporto d’amicizia con Arco.
    Quanto al secondo non posso che prenderne atto, lo dici Tu stesso: certo che se il Direttore di una Fondazione in house, dunque pubblica, già Assessore alla Cultura regionale attribuisce il 60% degli ingaggi alla stessa persona o a persone direttamente o indirettamente a lui collegate, per oltre dieci anni, sempre quegli uomini della strada a cui Tu, per Tua fortuna non appartieni, si domandano i motivi. Però, ci hai tolto ogni dubbio: sei un Suo amico.
    Quindi a implicita domanda da Te posta, palese risposta da te confermata!

    Quanto al primo: è evidente che i contratti servono per pagare le compagnie e gli attori, lo so talmente tanto bene che Ti posso garantire che ho richiesto alla cara FMC i motivi per cui su circa 100 contratti di ingaggio a compagnie direttamente o indirettamente alla Tua persona collegate tutti, ma dico tutti i contratti prevedevano dei compensi elevatissimi e condizioni contrattuali davvero straordinariamente favorevoli. Contratti per produzioni che magari in un posto fuori dal Molise valevano 5 mentre In Molise, magicamente, venivano acquistate a 12, tanto per dire.
    Infatti, sarebbe bene magari spiegassi come le tue “eccellenti” produzioni, abbiano potuto ottenere, in Molise, cachet sempre superiori, che so: a un Dario Fo, a un Nanni Moretti, a un Nicola Piovani, a una Paola Cortellesi, a un Silvio Orlando, a un Tony Servillo, a un Elio Germano (tutti artisti di poco calibro che, mi sono degnato di far recitare, io, in Molise, al Savoia o nel mio sottoscala teatrale come tu ha definito il LOTO, soprattutto dal momento in cui s’era liberata, per un po’ l’aria dall’ingerenza dell’ATAM e dagli amici dell’ATAM, come Te e Arco).

    Quindi rispetto ai compensi e alla misura in cui gli stessi hanno eroso le risorse pubbliche molisane (e non) non possiamo davvero che confrontare le fonti: e ripeto confrontiamo i dati quando vuoi, magari però pubblicamente. Non vorrei mai essere mittente inconsapevole di un invito per un the a casa mia (tantomeno destinatario di un invito a cena in uno dei tuoi nuovi ristoranti cool).

    Comunque soprattutto sarebbe carino se spiegassi agli operatori molisani come hai ottenuto “da molisano” acquisito – quale a volte ti dichiari da siciliano d’essere – tutti questi sostanziosi cachet (per capirci: fino a prova contraria è molisano chi è nato in questa terra, o vi paga almeno le tasse con le sue aziende e il suo lavoro, meglio ribadirlo, non si sa mia).

    Quanto alle condizioni contrattuali: mi rivolgo a Te come uomo di impresa che dici di essere. A me risulta che i termini di pagamento, il rispetto dei lavoratori assolti, gli strumenti di diffusione utilizzati debbano (per legge, non perché un poveraccio come me lo dice), debbano essere uguali per tutti. Ecco allora mi e Ti domando: come è possibile che ciò non avviene? Non sarà che questa amicizia ventennale è troppo da ventennio, tanto da aver imposto una sorta di minculpop sul Molise?

    Su Multitasking solo una domanda.
    Dal momento che si tratta di una società ingaggiata a valle di una procedura di gara che richiedeva l’assolvimento delle pratiche FUS; dal momento che la FMC ha rinunciato a quegli stessi contributi FUS per cui richiedeva il supporto, di grazia, cosa fa ora Multitasking?
    Quando parli di “dedizione” al teatro molisano, fai riferimento al fatto che le sue due, e tue socie (diciamo, pure che è solo un caso, infatti, che siano due storiche tue collaboratrici e compagne che si sono aggiudicate qual bando di gara, dove non sono state invitate società che quel lavoro in Molise svolgevano magari da anni), portino a casa Euro 240.000 + iva per il triennio?
    Certo se i cachet, esclusi dai 200 e rotti di cui sopra, sono poi dati alle compagnie, mi spieghi per cosa vengono impiegati dal momento che mancano anche gli oneri FUS?
    Certo pagare le trasferte a chi vive a Roma è dispendioso. Convengo con Te: trattasi di dedizione a fronte dei 70.000 annui donati a tue “collaboratrici che – rimarco le tue parole – con straordinaria dedizione stanno svolgendo un prezioso ruolo per il teatro molisano”.
    Ma per quale Teatro molisano scusa?
    Per la FMC che fa capo alla Fondazione Multitasking Coppolino?

    Aspetto, curioso, il pubblico confronto.

  • Rosario Coppolino Reply

    15 marzo 2018 at 12:10

    Mi spiace vedere quanta agitazione alberga ancora nelle esternazioni che Sabelli continua a pubblicare.
    E’ l’agitazione di chi non ricorda bene le cose (o non le vuole ricordare) e cerca di trovare argomentazioni che possano incontrare il favore di sostenitori che lo incoraggino. Ma non c’è mai nulla di nuovo, sempre le stesse cose, come per autoconvincersene.
    Però la cosa triste è che questa “amnesia”, non gli fa fare una bella figura. Sia perché le bugie non si dicono, e sia perché allora il ruolo di cavaliere senza macchia e senza paura non gli si addice. Certo, in effetti, sono stato sprovveduto…, avrei dovuto mantenere traccia della telefonata che mi fece quando mi convocò a casa sua a Roma , oppure avrei dovuto portare un testimone con me o magari fare un selfie, in modo da avere oggi la prova dell’incontro… ma porca miseria non l’ho fatto… non ci ho pensato che oggi sarebbe stato necessario.
    Ancora con questa storia che non sono molisano… Siamo in Europa, c’è la libera circolazione dei lavoratori negli stati membri e Sabelli invece vuole mettere le barriere per i teatranti “meridionali” alle porte di Venafro. Via questi immigrati siciliani….!
    Certo gli smemorati non ricordano le attività che Molise Spettacoli con il mio contributo ha svolto in questi anni, ma per fortuna è tutto documentato e documentabile. Per anni ho prodotto spettacoli coinvolgendo artisti e operatori della regione, ho organizzato rassegne teatrali estive nei siti archeologici in collaborazione con gli Enti Locali, la Soprintendenza e le organizzazione private, ho allestito spettacoli di giro nazionale con compagnie numerose in vari teatri regionali. Ho dato il mio contributo per lo sviluppo al settore in regione e tutti gli operatori, le strutture ricettive, i ristoranti, le società di servizi coinvolti a vario titolo sono stati regolarmente pagati con tanto di versamenti ENPALS.
    Per gli smemorati, ricordo i nomi di alcuni artisti e operatori del settore di origine molisana che hanno intrattenuto rapporti con il sottoscritto e che probabilmente, con onestà intellettuale possono ricordare chi sono e cosa ho fatto in questi ultimi quindici anni: Magda Galasso, Antono Rampino, Claudia Carlone, Simone Vaio, Paola Cerimele, Diego Florio, Daniela Ialicicco, Chiara Cavaliere, Nicola Macolino, Alessandra Benaduce, Michele Vitale, Francesco Vitale, Giulio Maroncelli, Azzurra De Gregorio, Teresa Sciarretta, Palma Spina, Maria Teresa Spina, Marisa Vecchiarelli, Cristina Pensiero, Laura Quaranta, Francesco Niro, Luciano Rivelli, Gennaro Bonanese per citarne solo alcuni.
    Come ho già detto sono pronto a confrontarmi seriamente con chiunque abbia voglia di approfondire e di capire, con tutti … con tutti tranne che con gli smemorati… quelli no… quelli sono pericolosi… perché chi ha problemi di memoria potrebbe fare confusione, potrebbe sostenere argomenti inesistenti, potrebbe trovare il marcio dove non c’è, essere convinto di avere sgominato la “banda della cantinella” che fa la cresta sui cachet e non rendersi conto invece che si tratta solo di bufale.
    Per concludere ribadisco un concetto fondamentale:
    Da sempre faccio il mio lavoro intrattenendo rapporti con tutte le istituzioni teatrali e culturali italiane senza che questo possa destare disappunto da parte di nessuno, né tanto meno dare adito a loschi pensieri. Il nostro lavoro è fatto di relazioni sociali, di coproduzioni, di collaborazioni, di patrocini senza i quali non si progredisce, non si creano opportunità e si rimane legati al proprio orticello dove crescono sempre le stesse minuscole patate avvizzite.
    Un’ultima precisazione alla Sig.ra Pietrangelo:
    le domande che lei formula nel suo commento dovrebbe rivolgerle alla società Multitasking e non a me. Vorrei solo ricordarle, sperando di avere più fortuna rispetto che con Sabelli, che per la stagione 2015/2016 il sottoscritto ha ricevuto dall’Ares, che Lei rappresenta, un INCARICO PER ATTIVITA’ di Consulenza organizzativa e amministrativa – Progetto Integrato “Molise Arte e Cultura” Fondi FUS – – CUP H19D14001000001 – CIG Z5F1753002 – Attività da svolgere: Redazione del Calendario degli spettacoli; trattative con compagnie ospiti e redazione dei contratti di scrittura teatrale; supporto nella compilazione dei modelli di rendicontazione predisposti dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo.
    E per quell’incarico non mi è stato corrisposto alcun compenso.
    Lo dica a Sabelli che almeno qualcuno che mi conosce in Molise c’è…

  • Fabrizio Russo Reply

    17 marzo 2018 at 20:39

    Sono molisano, ho passato giorni e notti all’interno del Teatro del Loto, tutt’altro che uno scantinato. Può pensarlo tale solo chi non conosce il posto, chi non lo ha mai frequentato, chi non possiede il dono dell’obiettività. E quand’anche fosse uno scantinato, dalle cantine sono partite le migliori rivoluzioni!
    Un luogo vivo, dove in molti abbiamo avuto la possibilità di esprimerci, imparare, crescere, prendere una posizione e discutere sui tristi eventi che logorano la nostra regione, provare a diventare squadra coesa (ma, ahimè, com’è difficile in Molise), immaginare di poter vivere delle nostre passioni e della nostra creatività.
    In questi anni, oltre ad usufruire di quel palco e a respirare quella polvere in qualità di musicista, di attore (eterno dilettante, ci tengo a precisarlo), di aiuto tecnico o di semplice manutentore (perché per amore della Bellezza non ti tiri indietro se devi metterti una scopa in mano) ho visto passare nomi importanti della scena italiana, ho assistito a spettacoli e concerti di innegabile valore artistico e umano, ho collaborato alla creazione di produzioni la cui intensità non viene scalfita dal livore con cui vengono giudicate.
    Stefano Sabelli, per me una figura imprescindibile nel panorama culturale regionale e non solo, non ha bisogno della mia difesa, che potrebbe essere di parte. Stefano sa “parare i colpi” da solo, con dovizia di particolari e di documentazione.

    Non conosco il Sig. Coppolino, quindi non mi permetto di esprimermi su lui. Ma il tema non è questo. Come non è interessante giocare a chi ce l’ha più lungo.

    Il punto cruciale restano i fatti: l’inefficienza della FMC, la sua gestione degna del peggior partito o comitato politico, la documentata creazione di un sistema “monopolistico” che poco lascia a questa terra di passaggio e predazione, l’ostracismo continuato nei confronti di chiunque osi criticare il “padrone”, pur essendone innegabile il contributo alla crescita umana di questo piccolo fazzoletto di terra. Anche i più ostinati detrattori, se fossero onesti, non avrebbero coraggio di negare il valore del lavoro di Stefano e di TeatriMolisani, nonché l’interesse strategico con cui il Loto e il suo contributo andrebbero considerati. Ma qui siamo in Molise, dove si eccelle nell’annientare chi potrebbe fare ombra, per capacità e competenze, all’ “imperatore” di turno.

    Prendo spunto da quanto letto sopra.
    Sarebbe bello assistere, una volta per tutte, ad un incontro pubblico in cui le varie parti possano divulgare il proprio punto di vista, informare il pubblico con trasparenza, carte alla mano, e lasciare che da ciò venga fuori un dibattito nuovo e partecipato sulle politiche culturali di questa regione.
    Una vera impresa del settore, una ricaduta economica e professionale, un giusto fermento creativo ed occupazionale sarà impossibile se non si rimette in discussione tutto l’impianto e se i parametri con cui l’istituzione pubblica si rapporta ai vari “attori”, non cominceranno ad essere basati sull’onestà, sulla competenza, sul giudizio obiettivo e non viziato, sul merito e sulle ricadute concrete che le varie proposte possono avere sul popolo molisano, sui suoi addetti ai lavori, sull’indotto, sul BIL (Benessere Interno Lordo) di questa regione.

    Arco, Stefano, Sig. Coppolino, chiunque si senta coinvolto in questa sfida…io sarò in prima fila.
    Grazie.

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