Fanelli: la prassi del Pd è la riconferma dei presidenti uscenti, salvo sfaceli

fanelli micaela

Ieri sera, presso la sede regionale del Partito Democratico, si è riunito il tavolo della coalizione di centrosinistra. Abbiamo intervistato la segretaria regionale Micaela Fanelli

Rispetto alla riunione di ieri vorrei rivolgerle qualche domanda: innanzitutto, al tavolo erano presenti anche Rialzati Molise e Alternativa popolare, giusto?
Sì, certo, sono componenti della coalizione di centro-sinistra dal 2013, quindi in continuità con il lavoro svolto in questi anni. Non ravviso nessun motivo per cui non debbano essere chiamati gli alleati e i fondatori dell’accordo che ci ha portato a vincere 2013 e che peraltro hanno svolto il loro ruolo con serietà e lealtà.

Per carità, è legittimo dal vostro punto di vista. A questo punto con l’Ulivo 2.0 è rottura totale, o no?
Ieri una condizione su tutte è stata posta: nessuna condizione. Se si vuole aprire un negoziato, una trattativa politica, se si vuole raggiungere un obiettivo di sintesi, nessuno può avere una condizione pregiudiziale verso gli altri; quindi il tavolo ha ribadito all’unisono – semplicemente perché è nella normale logica delle trattative politiche – che i diktat non vengono accettati. Per questo io non ho posto nessun veto e nessun diktat.
È tutto iniziato con un gruppo che è fuoriuscito dal Pd… lo stesso gruppo non ha accettato le primarie di Renzi dopo averle chieste; lo stesso gruppo, dopo che ha fondato questo accordo unitario del centrosinistra a livello regionale oggi dice che quell’accordo non va più bene… i motivi non sono chiari; c’è un veto pregiudiziale e preconcetto rispetto a movimenti centristi; non leggo particolari motivazioni. Sono molto interessata invece che loro rientrino nel tavolo del centrosinistra, che partecipino ai lavori di tutto il centrosinistra e che non costituiscano un piccolo pezzo alternativo e antagonista perché credo che sono molti i punti, come quelli che abbiamo richiamato nel comunicato di ieri, che ci accomunano, come la qualità del lavoro, l’ambiente, la cultura e tutte le questioni di merito. È per quello che ieri abbiamo stabilito di avviare la fase di verifica sul programma. Perché io prima di capire se con una persona devo andare avanti o no devo prima capire su quali basi. In termini logici deve avvenire prima questo percorso, per cui ieri si è rinnovato innanzitutto il patto di lavorare insieme da parte di tutti presenti. Erano presenti 10 sigle, praticamente tutto il centro-sinistra che lavora in Regione. È la coalizione più ampia che esista a livello regionale senza alcuna possibilità di smentita. Abbiamo poi rinnovato l’appello nei confronti dell’Ulivo 2.0 a lavorare insieme a noi sulla base di un programma che io credo possa prevedere dei punti condivisi, visto che fino ad ora abbiamo sempre lavorato insieme.

D’accordo questa è la vostra posizione che emergeva già chiaramente nel documento che avete condiviso ieri sera… Sta di fatto che stando così le cose i margini di una eventuale trattativa si sono ridotti ulteriormente.
Non sarò certo io a chiudere…

No, lei non lo dice ma se loro dicono che non si siedono allo stesso tavolo con Patriciello e con Alfano…
E allora chiedi a Danilo Leva. Se tu lo chiedi a me io ti posso dire che rinnovo l’appello per l’unità del centrosinistra. Questa è la mia posizione.

E comunque, volevo capire se avete intenzione di ricandidare Frattura visto che finora mi pare non avete accolto la richiesta dell’Ulivo 2.0 di fare le primarie di coalizione…
Anche questo mi pare che non risponde a quelli che sono i fatti, le dichiarazioni, i documenti e tutte le parti formali che abbiamo assunto come centro-sinistra e soprattutto come Partito Democratico. Come sai abbiamo un percorso aperto in cui l’assemblea del Pd ha conferito il mandato al segretario di ascoltare tutte le forze che compongono la coalizione di centrosinistra e i circoli del territorio per arrivare ad una sintesi e un giudizio sull’operato del governo uscente. Lo stesso Frattura ha chiesto di essere valutato, per cui ad esempio il 28 saremo ad Agnone per iniziare questo percorso, così come lo abbiamo fatto all’interno delle feste del Partito Democratico. Il 28 in modo specifico ci occuperemo di questo, negli altri appuntamenti territoriali che stiamo calendarizzando – le famose conferenze programmatiche – faremo esattamente questo percorso il cui esito sarà quello di prendere una decisione sulla ricandidatura di Frattura.

Dunque è ancora tutto da decidere?
Ieri non era altro che un tavolo d’apertura e il Pd sta svolgendo un lavoro in questo senso. Abbiamo qualche mese davanti e queste cose sono delicate. Puntiamo al più ampio consenso e al più ampio allargamento. Sarebbe abbastanza strano che in una serata, in due ore, si aprisse e si chiudesse la discussione.

Quindi la situazione è aperta, possiamo sintetizzare così…
La situazione è quella che abbiamo descritto nel comunicato-stampa che è estremamente articolato e va letto bene. Su quello io rimando tutte le valutazioni perché non soltanto è chiarissima la ferma volontà di andare insieme e di riconfermare il patto di alleanza, ma tra le persone presenti non è emerso alcun giudizio negativo sul governo regionale uscente, anzi c’è qualche segnale positivo di ripresa socio-economica, di sviluppo, di crescita dei posti di lavoro, per cui il percorso riformista intrapreso dall’attuale esecutivo andrebbe piuttosto incoraggiato. Il che non vuol dire che il governo regionale ha fatto tutto bene, che è tutto perfetto. Vuol dire che con umiltà bisogna valutare questi risultati ma anche apprezzare il lavoro compiuto, su questo siamo tutti quanti d’accordo.
Stiamo facendo una riflessione sui risultati del governo Frattura. Dopodiché sceglieremo il metodo migliore. Noi non abbiamo valutato né positivamente né negativamente il metodo delle primarie. La prassi del Pd è la riconferma dei presidenti uscenti salvo sfaceli. L’altra regola chiara dello statuto del Pd è che per fare le primarie ci vogliono delle candidature sottoscritte da un tot numero e quindi avanzate formalmente. Ad oggi siamo in un fase di discussione che riguarda questi temi. Non ci può essere alcuna decisione al momento perché stiamo ancora svolgendo gli incontri territoriali, siamo un partito un po’ complesso, ce ne rendiamo conto; fa parte della liturgia ma forse anche un aspetto positivo che ci sia una discussione. C’è chi pensa vada confermato, chi pensa di no, questo è normale ed è per quello che occorre molta serenità, tranquillità, oggettività, di analisi dei dati. Ieri, secondo me, il tavolo è stato molto utile perché la compagine è la più ampia possibile. L’appello a MDP era convinto, non era rituale o formale, però i diktat non sono accettati, né in un senso né in un altro. Per essere chiari: se tu apri un tavolo di discussione, tutti si devono sedere scevri di condizionamenti; non venire nemmeno al tavolo e pensare di imporre il diktat dall’esterno secondo me è un eccesso di rigidità che non aiuta i negoziati. L’appello è quello di lavorare per evitare quello che è successo in Germania, perché l’Italia si sta incamminando dritta dritta in una posizione in cui si alimentano gli estremismi ultranazionalisti. Questo è il vero pericolo. Io non posso non dire a Roberto Ruta che non c’è tempo da perdere.

Insomma, una sorta di fronte democratico contro la minaccia populista…
Sì, io di questo sono molto convinta. Penso che sarebbe un disastro per l’Europa. Il Molise dà il suo contributo in questa direzione, ogni pezzo di territorio è determinante. Io credo che non è secondario se chi oggi si ispira ai partiti ultranazionalisti, come la Fusco Perrella, vinca in questa regione o no, perché significa una chiusura estrema rispetto ad una prospettiva di macro regioni, di libertà, di sviluppo per questo territorio. Già abbiamo tanti problemi, già siamo in crisi, i giovani se ne vanno, ci manca soltanto che ci mettiamo in posizione di retroguardia. Il nostro percorso di apertura quantomeno allude ad una visione complessiva.

E se l’Ulivo 2.0 candidasse di Pietro? Avete previsto una contromisura?
Io non metto bocca sulle decisioni che riguardano loro, io credo che Antonio Di Pietro non abbia nessuna intenzione di essere candidato dall’Ulivo 2.0. Penso che Di Pietro non avrebbe interesse a fare il presidente di una parte iper-minoritaria del centrosinistra molisano. Di Pietro ha lanciato un appello chiarissimo. Io ho letto le sue dichiarazioni e mi pare chiaro che lui abbia lanciato un appello all’unità e che valuti positivamente un ragionamento unitario.

Rispetto a questo appello voi come vi ponete? Ovviamente sareste d’accordo sull’unità, ma rispetto alla candidatura di Di Pietro in un centrosinistra unito?
Su questo lo stesso presidente Frattura ha detto che l’unità va benissimo e che Antonio Di Pietro è un candidato autorevole. Se davvero ha questa intenzione e la formalizzerà vedremo il da farsi, io però non leggo dichiarazioni in questo senso, quindi…

A me pare che lui abbia dichiarato la disponibilità a candidarsi…
No, lui ha dichiarato la una disponibilità rispetto all’unità e non rispetto alla sua candidatura. Era semplicemente un appello all’unità. La sua riflessione mi pareva più generosa rispetto all’interpretazione che ne danno alcuni.

Beh, non direi. Lui dice che è pronto a fare il soldato se questo servirà a unire il centrosinistra. È chiaramente una disponibilità a scendere in campo, o no?
Diciamo che non lo escludeva, ma la sua generosità andava nella direzione di cercare l’unità a tutti i costi. Lui ha detto: dovete ragionare insieme; e mi sembra giusto e corretto. E mi sembra – ribadisco – che non pensasse ad una sua candidatura.

D’accordo, allora facciamo l’ipotesi che decidesse di candidarsi. Rispetto a questo, avete preclusioni?
Come dicevo il presidente stesso ha già rinnovato la propria stima nei confronti di Di Pietro, quindi siamo prontissimi a fare le primarie nel caso in cui ci siano le condizioni. Se ci sono più candidati e il presidente uscente è disponibile a fare le primarie noi non abbiamo che da fare una valutazione in questo senso; al momento mancano una serie di condizioni, su tutte l’unità e la candidatura Di Pietro, per cui siamo davvero all’ottavo ragionamento ipotetico.

E rispetto alle critiche di chi vi accusa di stare al tavolo con Patriciello mentre lui al tempo stesso presiede anche al tavolo del centrodestra che cosa dite?
È evidente che Patriciello ha una posizione di appartenenza al PPE europeo ma ce l’aveva anche 5 anni fa. A livello regionale ha scelto una posizione moderata nel tavolo del centrosinistra. L’ha confermato ieri il presidente del Consiglio regionale in rappresentanza di Rialzati Molise.

D’accordo, ma se Patriciello partecipa anche al tavolo del centrodestra, non credo che questa sia una situazione normale…
Non credo che lo faccia in termini di proposta politica, credo sia stato invitato…

Per cortesia, dice?
Non ho detto questo. Dico che se tu da politico ricevi un invito da una parte politica a partecipare a una riunione…

Voi comunque non gli avete chiesto conto di questo?
Io non pongo preclusioni alle partecipazioni alle riunioni quando uno va ad ascoltare. Altra cosa è la manifestazione chiara di volontà resa formalmente con una presenza al tavolo politico, nonché l’accettazione di un comunicato-stampa congiunto. Per me è ovvio che la posizione di Rialzati Molise, esattamente come quella di 5 anni fa, è di fare una lista civica di centro che partecipa ai lavori del centrosinistra se nelle condizioni programmatiche ne ravvedono la possibilità. Non vedo differenze rispetto a 5 anni fa e chiaramente mi aspetto comportamenti conseguenziali. Il problema magari si porrebbe nel momento in cui la stessa formazione civica di Rialzati Molise facesse dichiarazioni in favore di candidature di centrodestra o partecipasse o accettasse la formulazione di un accordo di centrodestra. In quel momento si pone il problema di una doppia presenza. Ad una partecipazione di una singola persona che è andata ad ascoltare una riunione rispetto ad un’altra che ieri ha manifestato chiaramente la sua volontà, io sto alla manifestazione chiara della volontà espressa ieri. Rialzati Molise devo dire che è stato fra gli alleati più seri che abbiamo avuto. Mi sembra evidente ha fatto sempre la sua parte da secondo partito della coalizione.
Io sono soddisfatta della partecipazione di Rialzati Molise al tavolo di ieri e delle dichiarazioni cristalline fatte da Vincenzo Cotugno.

Va bene, allora mettiamola così: il fatto che Patriciello abbia partecipato al tavolo di centrodestra non vi ha affatto imbarazzato?
Mi imbarazzerebbe se uno dichiarasse due cose in due tavoli diversi e opposti. Io in politica sto ai fatti non alle illazioni.

Perciò diciamo che sospende il suo giudizio, non se ne occupa, sta alla posizione formale di Rialzati Molise e non si preoccupa del resto, giusto?
Possiamo metterla così.

Paolo Di Lella35 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

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