Rifiuti: l’ISDE lancia un ultimatum al Comune di Campobasso e alla Regione

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L’ISDE, l’associazione dei medici per l’ambiente, annuncia una nuova offensiva per la raccolta corretta e differenziata dei rifiuti a Campobasso e in tutto il Molise

Ieri pomeriggio, presso Palladino editore a Campobasso, si è svolta una breve conferenza (non proprio una conferenza-stampa) organizzata dall’ISDE, l’associazione dei medici per l’ambiente, per fare il punto sulla gestione dei rifiuti nella nostra regione, con particolare riferimento al progetto di raccolta differenziata del capoluogo che, stando alle promesse, dovrebbe già funzionare a regime in tutta la città e che, invece procede a tentoni, tra mille difficoltà, in modalità sperimentale, nella sola area del centro storico.

Gennaro Barone (presidente provinciale) e Bartolomeo Terzano (coordinatore regionale) dell’ISDE, dopo aver sottolineato opportunamente l’interazione tra ambiente e salute, hanno denunciato la grave situazione nella nostra regione, particolarmente nell’area del venafrano, dove l’inceneritore di Herambiente brucia circa 10000 tonnellate l’anno di rifiuti molisani (l’impianto è autorizzato a bruciarne oltre 90000), e di Montagano, dove la discarica per i rifiuti di gran parte del Molise centrale e di Campobasso in particolare, è ormai al collasso.

Questa situazione si traduce in inquinamento dell’aria, della terra e dell’acqua, con ricadute sulla salute dei cittadini inconfutabili (come è certificato dagli studi epidemiologici), in termini di aumento delle malattie neoplastiche e dei casi di malformazioni genetiche; una tendenza davvero inquietante che dovrebbe spingere l’Esecutivo regionale e le Amministrazioni locali ad adottare misure radicali in tempi repentini. Su questo contesto drammatico il capoluogo influisce in maniera decisiva, producendo circa 20000 tonnellate di rifiuti l’anno. Ecco perché organizzare un sistema di raccolta differenziata efficiente a Campobasso è il più urgente dei problemi.

Alla conferenza ha presenziato anche l’assessore comunale all’ambiente Stefano Ramundo il quale, è intervenuto a margine dell’iniziativa nel tentativo di fornire chiarimenti e motivazioni più o meno valide. L’esito del suo intervento non poteva che essere insoddisfacente. Pare che i fondi deliberati dalla Regione – da ormai un paio d’anni – non siano stati di fatto ancora versati nelle casse del Comune di Campobasso, causando una serie di difficoltà per l’Ente, con le ditte che hanno realizzato i lavori e che attendono di essere pagate. E comunque non si tratta solo di questo. Il Comune dovrebbe valutare in maniera dettagliata il lavoro di SEA, la Municipalizzata che si occupa dei servizi pubblici, compresa la gestione dei rifiuti. Ramundo ha dichiarato che si tratta di una risorsa importante in quanto scongiura il ricorso agli appalti esterni. Resta da vedere – aggiungiamo noi – quanto sia efficiente il servizio in relazione ai costi, che andrebbero conosciuti nel dettaglio.

Tra i presenti, soprattutto tra i relatori, è prevalso un atteggiamento di partecipazione attiva; ci si è lasciati con la proposta di costituire un organismo, composto da comitati di quartiere e associazioni, sotto l’egida e la regia dell’ISDE, per monitorare i progetti e gli interventi dell’Amministrazione, con la riserva, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi nei tempi concordati, di attivarsi presso la Prefettura e gli Organi istituzionali preposti, per chiedere il commissariamento del Comune.

L’Assessore Ramundo ha salutato con soddisfazione la prospettiva di essere affiancato da una rappresentanza civica e tecnica, perché dal suo punto di vista essa contribuirà a rendere più celere ed efficace il servizio di raccolta porta a porta, in gestazione (da tempo) nella città di Campobasso.

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