Astensionismo? No grazie, voto consapevole

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di Pierluigi Caruso*

Se alle ultime elezioni regionali della Sicilia abbiamo assistito ad un dato registrato per l’astensionismo pari al 53,24% mentre al Comune di Ostia, per il ballottaggio, addirittura pari al 63,85% è chiaro che questo fenomeno stia assumendo in Italia dimensioni tali da condizionare significativamente gli esiti delle competizioni elettorali

Sempre più determinante risulterà per gli assetti politici futuri la pianificazione da parte dei partiti politici e dei movimenti di efficaci strategie per contrastare questa tendenza sia a livello nazionale che regionale. In Italia una grande fetta di popolazione da tempo ormai non si reca più alle urne e la causa principale è da imputarsi sicuramente ad un diffuso senso di sfiducia e di rassegnazione nei confronti della politica e delle istituzioni.

Se prendiamo in considerazione alcuni dati estrapolati dai Rapporti Istat sul benessere equo e sostenibile (Bes 2015 e 2016: https://www.istat.it/it/files/2016/12/BES-2016.pdf) ci si rende immediatamente conto di quanto sia bassa la considerazione degli italiani nei confronti di partiti, parlamento, sistema giudiziario e istituzioni locali. Basti pensare che ben il 36,9% delle persone da 14 anni in su ha dato un voto, in termini di fiducia nelle istituzioni, pari a ZERO mentre solo 1,7% ha dato un voto da 8 a 10. Il voto medio dato nel 2016 al Parlamento è stato 3,7 mentre per i Partiti il voto è sceso a 2,5. Non sono andate poi così meglio le Amministrazione locali e il Sistema giudiziario che hanno totalizzato rispettivamente un voto pari a 3,9 e 4,3.

Solo i Vigili del Fuoco e le Forze dell’ordine mantengono una votazione superiore a 7. Tali valori vengono più o meno confermati anche nella ripartizione dell’Italia tra nord, centro e sud. Attuando determinate politiche basate sul buon senso, volte a contrastare un’ormai troppo esasperata iniquità sociale e che si fondano su concetti quali: legalità, riduzione dei costi della politica, lotta alla corruzione, trasparenza e partecipazione, si riuscirà un giorno a far riacquistare ai cittadini la fiducia nei confronti della politica e delle istituzioni? Quanto conterà in tutto ciò la dilagante tendenza all’utilizzo del voto di scambio e più in generale il familismo amorale? I segnali sono incoraggianti. È ovvio tuttavia che per valorizzare al meglio tali politiche siano imprescindibili competenze, capacità e professionalità, formazione ma anche affidabilità e una forte determinazione.

*Ingegnere, attivista del Movimento 5 Stelle a Termoli e componente del Comitato NO Tunnel

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