Una supplica post Waterloo/ Il Molise (e la sinistra) salvati da una donna

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Il 4 marzo la maggioranza degli italiani si è liberata con sollievo di una campagna elettorale orribile come i risultati.

Fa eccezione il Molise dove la campagna prosegue e dove l’orribilità dei risultati non riguarda lo schieramento grillino che, sicuro della vittoria in tasca e senza spendersi troppo in propaganda, ha inferto alle divise sinistre della regione un umiliante cappotto che potrebbe avere il bis il 22 aprile.

Dinanzi a una simile Waterloo servirebbe ora che tutti – Dem, Leu e perfino Potere al Popolo – convocassero un conclave dei Perdenti dove rinchiudersi con un sajo di contrizione per battersi il petto a sangue e darsele di santa ragione in un collettivo ma benefico gioco al massacro.  Sarebbe un liberatorio rito sacrificale a base di eroiche bevute cicuta, sempre che prevalesse un comune interesse a salvare quei valori della sinistra che gli elettori hanno fatto a pezzi. Sento già il giustificato scetticismo di chi mi prende per un pazzo visionario.

Cionondimeno credo che esista ancora l’ultima spiaggia di una onorevole via di uscita, quella che da mesi ripeto fino alla noia come un tantra: convincere la capocrazia maschile che è arrivata l’ora (se non ora quando?) di dare almeno un forte segnale di discontinuità: candidare una donna alla successione di Frattura. Una donna di qualità mediatrici che, praticando la virtuosa arte italiana della “non sfiducia”, quella che mise insieme democristiani e comunisti, riporti fiducia nei cittadini e un po’ di pace tra gli ulivi (chiamatelo pure Ulivi 3.0).

Ma ci pensate? Il Molise, unica regione italiana a essere guidata per la prima volta da una donna! Pensateci, ormai rimangono solo poche ore.

Giuseppe Tabasso43 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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