Una supplica post Waterloo/ Il Molise (e la sinistra) salvati da una donna

Il 4 marzo la maggioranza degli italiani si è liberata con sollievo di una campagna elettorale orribile come i risultati.

Fa eccezione il Molise dove la campagna prosegue e dove l’orribilità dei risultati non riguarda lo schieramento grillino che, sicuro della vittoria in tasca e senza spendersi troppo in propaganda, ha inferto alle divise sinistre della regione un umiliante cappotto che potrebbe avere il bis il 22 aprile.

Dinanzi a una simile Waterloo servirebbe ora che tutti – Dem, Leu e perfino Potere al Popolo – convocassero un conclave dei Perdenti dove rinchiudersi con un sajo di contrizione per battersi il petto a sangue e darsele di santa ragione in un collettivo ma benefico gioco al massacro.  Sarebbe un liberatorio rito sacrificale a base di eroiche bevute cicuta, sempre che prevalesse un comune interesse a salvare quei valori della sinistra che gli elettori hanno fatto a pezzi. Sento già il giustificato scetticismo di chi mi prende per un pazzo visionario.

Cionondimeno credo che esista ancora l’ultima spiaggia di una onorevole via di uscita, quella che da mesi ripeto fino alla noia come un tantra: convincere la capocrazia maschile che è arrivata l’ora (se non ora quando?) di dare almeno un forte segnale di discontinuità: candidare una donna alla successione di Frattura. Una donna di qualità mediatrici che, praticando la virtuosa arte italiana della “non sfiducia”, quella che mise insieme democristiani e comunisti, riporti fiducia nei cittadini e un po’ di pace tra gli ulivi (chiamatelo pure Ulivi 3.0).

Ma ci pensate? Il Molise, unica regione italiana a essere guidata per la prima volta da una donna! Pensateci, ormai rimangono solo poche ore.

Giuseppe Tabasso182 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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