D’Alessandro. Chi l’ha vista?

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Ieri, a Campobasso, nella redazione di Isernia news, si sarebbe dovuto svolgere un confronto tra i candidati sindaco Roberto Gravina (M5S) e Maria Domenica D’Alessandro (Lega).

Senonché la candidata leghista pare sia trasalita alla vista del suo avversario non appena giunta sul luogo dell’incontro. Sembra che D’Alessandro, su tutte le furie, si sia allontanata accusando la giornalista che avrebbe dovuto condurre il confronto di averle teso un’imboscata.

Più che stupefacente, ci sembra un fatto assai significativo.
Della totale mancanza di contenuti nel campo del centrodestra, considerando anche che a pochi giorni dal ballottaggio, noi che siamo giornalisti, non siamo ancora riusciti a ottenere dalla candidata un programma dettagliato per l’amministrazione della città e l’unico elemento di vision urbanistica che siamo riusciti a reperire è l’intenzione di riaprire Corso Vittorio Emanuele al traffico degli autoveicoli. Il che la dice lunga sulla capacità di produrre idee innovative. Senza contare che nelle due occasioni in cui si è scomodato addirittura il Ministro dell’Interno per trascinare il suo esponente locale, a parte le solite menate securitariste e le solite paranoie sui migranti, di cosa ne sarà di noi come comunità, non se ne è mai parlato.

Ma la cosa ancora più grave è che questo scelta di sottrarsi al confronto soggiace ad una concezione della politica del tutto auto-referenziale in cui i cittadini sono considerati alla stregua di sudditi, che devono votare e stare zitti, senza neanche avere un quadro chiaro delle intenzioni di chi si candida ad amministrare la città per i prossimi 5 anni.

Uno scenario, come è stato autorevolmente argomentato, da post-democrazia.

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