Elena Belotti addio e grazie per l’eredità che ci lasci

Nei giorni precedenti le feste natalizie il Corriere della sera ha pubblicato “40 consigli su libri da leggere e regalare” tra i quali si raccomandava Dalla parte delle bambine. La sera della Vigilia di Natale l’autrice del libro, Elena Gianini Belotti, è scomparsa a Roma all’età di 93 anni.

Quel libro pubblicato 50 anni fa, dal titolo semplice e fortunato (600 mila copie, tradotto in 50 lingue), fu per tanti rivelazione e rivoluzione, cruciale per la storia del femminismo e per l’evoluzione dei costumi, scatenò scontri di idee sui rapporti e le discriminazioni uomo-donna.

La Belotti approfondì quello che, fin dalla più tenera età, c’è dietro le condizioni d’inferiorità della donna rispetto all’uomo. Divenne un faro femminista con uno sguardo umanistico libero da estremismi. Non a caso al cordoglio di tante donne comuni legate alla sua eredità si unisce oggi quello del mondo accademico.

Come scrive Viola Ardone, “ai compleanni spettavano il meccano ai miei cuginetti, la casa di Barbie a me, Piccole donne per me, Il corsaro nero per loro. La Belotti ha rinnovato il Paese perché mettersi dalla parte delle bambine significa, in fin dei conti, stare dalla parte dell’umanità”.

La formazione di Elena comincia nel 1947 quando la pedagogista Adele Costa Gnocchi creò una scuola per “Assistenti all’Infanzia” e un “Centro Nascita” ispirati al principio montessoriano di “educazione dalla nascita come aiuto alla vita”.

Il programma per le allieve, chiamate “montessorine”, prevedeva, oltre a lezioni teoriche, tre impegnativi percorsi di tirocinio: il primo era ospedaliero in reparti di maternità, il secondo presso un brefotrofio e il terzo domiciliare presso famiglie.

Furono gli anni più importanti del montessorismo italiano segnato da personalità di spicco come la Costa Gnocchi, Flaminia Guidi, Giuliana Sorge, Lidia Celi e Grazia Honegger Fresco.

Elena Belotti, andò anche in India a visitare e fotografare le scuole montessori, poi forte della sue esperienze dirette e delle sue capacità letterarie, si sentì pronta ad affrontare di petto una grande questione sociale con una grazia rivoluzionaria di cui milioni di ragazze, di madri e di padri le saranno grati. Lei stessa, quando uscì Dalla parte delle bambine, non credeva a un successo così travolgente.

La sua perdita è oggi oltremodo dolorosa per la mia famiglia. Da montessoriani convinti e militanti, io e mia moglie bojanese (Maria Luisa De Fabritiis, una vita all’Opera Nazionale Montessori e alla rivista “Vita dell’Infanzia” ) chiedemmo al “Centro Nascita” l’aiuto di una “montessorina” per il nostro primo figlio. Arrivò a casa una ragazza: “mi chiamo Elena Belotti”. Fu l’iniziò di una lunga, identitaria amicizia.

Addio Elena. Grazie per quello che hai dato a questo Paese.

Giuseppe Tabasso327 Posts

(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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