Tutela della Salute dello Sportivo nella Regione Molise

medicina

Verso la fine dello scorso anno, la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), ha svolto il suo XXXV Congresso Nazionale affrontando il tema “Guardiamo al Futuro: l’Atleta al Centro. La tutela della salute è il nostro traguardo”. L’assise ha riscosso un grosso successo sia per gli interventi presentati da diverse autorità politiche, sportive ed accademiche, sia per la massiccia partecipazione dei Medici Sportivi: oltre 2300. Tra le tante “voci” ascoltate, vi e stata quella del Presidente Nazionale del CONI Malagò, il quale ha definito i Medici dello Sport “Interlocutori sempre presenti, forza aggiunta al sistema sportivo” e inoltre quella del Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin: “la FMSI è in prima linea nella salvaguardia della salute, non sempre riconosciuta sul territorio”. Quest’ultima autorevole affermazione mi sollecita, o meglio, mi obbliga, in qualità di Delegato Regionale per il Molise della FMSI, a delineare la situazione della Tutela della Salute degli Sportivi nella nostra Regione.

Da oltre 20 anni, da quando rappresento la Federazione in questa Regione, l’operato è stato sempre ed esclusivamente rivolto ad attuare il principale obiettivo della Federazione: promuovere l’attività motoria e tutelare la salute degli sportivi, facendo assumere alla Federazione il ruolo di un valido interlocutore propositivo. Le linee guida regionali in materia, risalenti al 1996 nel rispetto della legge regionale n.5/1988, furono elaborate dalla nostra Federazione ed adottate integralmente dall’allora Assessore alla Sanità Prof. Giuseppe Astore. Fu un lavoro molto apprezzato dall’Ufficio Studi e Legislazione del CONI Nazionale, ma avversato da alcuni funzionari degli Assessorati alla Sanità e allo Sport della Regione. I paletti, le regole non sempre piacciono!

Nel 2000 sono state emanate due leggi statali:
1) il Dlgs n.254  che all’art. 8 ha previsto l’inserimento della tutela della salute nelle attività sportive  tra le funzioni del dipartimento di Prevenzione;
2) la legge 376 che, tra l’altro, ha previsto all’art.5:
 “Le regioni, nell’ambito dei piani sanitari regionali, programmano le attività di prevenzione e di tutela della salute nelle attività sportive, individuano i servizi competenti, avvalendosi dei dipartimenti di prevenzione, e coordinano le attività dei laboratori di cui all’articolo 4, comma 3”.

Pertanto, la nostra Federazione ha sollecitato più volte la Regione perché le disposizioni regionali fossero aggiornate, adeguate a queste nuove normative di carattere nazionale. Nel 2007 un ulteriore nostro lavoro, riguardante l’organizzazione regionale per la Medicina dello Sport, veniva incluso nel Piano Sanitario Regionale 2008-2010. Tale lavoro prevedeva una rete territoriale regionale integrata, divisa in tre livelli ognuno con precisi compiti finalizzato a dare concrete e rapide risposte all’utenza sportiva. Il PSR 2008-2010, a sua volta, fu inserito al comma 1 dell’art. 11 della legge Regionale 26-novembre 2008, n.34 – “Modifiche alla legge regionale 1 aprile 2005, n.9: “Riordino del Servizio Sanitario Regionale” -.

Questa prevista organizzazione non è stata mai realizzata perché, secondo un Dirigente Regionale del Servizio Prevenzione, il Piano Sanitario 2008-2010, essendo il Molise in Piano di rientro, non è stato mai approvato dal Tavolo Tecnico dei Ministeri Preposti, quindi non è stato reso operativo. Potrebbe sorgere la domanda: tra i poteri del “Tavolo Tecnico Ministeriale” vi è anche quello di blocco o di veto di una legge regionale? Non sappiamo rispondere, siamo a conoscenza però che con Decreto n.70 del 18-11-2015 il Commissario ad Acta, a distanza di sette anni, chiede al Consiglio Regionale l’abrogazione dei commi 1-2-3 dell’art.11 della sopra citata legge regionale n.34/2008, quindi anche del comma riguardante il PSR 2008-2010, come abbiamo illustrato in precedenza. Di conseguenza sorge la domanda: in questi sette anni il P.S.R. 2008-2010 era operante o era stato sospeso?

Occorre anche ricordare la D.G.R. dell’8 Aprile 2008, n.369: “L.R. 3 marzo 1988, n.5 Autorizzazione” la cui revoca era prevista con l’approvazione del Piano Sanitario della Regione Molise 2008-2010. Tale Delibera avrebbe dovuto avere carattere provvisorio, ad oggi, dopo nove anni, è ancora in essere. Essa rappresenta la riproposizione di due precedenti Delibere Regionali: la n.1574 del 2 ottobre 2006 con validità fino al 31-12-2006 e la n.377 del 2-4-2007 con validità fino al 31-12-2007. Con tale Delibera, in sintesi, vengono autorizzati in modo generico e generale gli Specialisti in Medicina dello Sport a certificare l’idoneità agonistica. La FMSI in primis e successivamente il Comitato di Controllo Regionale per la Medicina dello Sport, hanno evidenziato notevoli “limiti” di questo Provvedimento Deliberativo, tra cui:
– l’assenza a riferimenti normativi più recenti, anche in relazione ai requisiti strutturali, di attrezzature, di personale, di organizzazione da parte dei medici autorizzati;
– nessuna istruttoria per la verifica di questi requisiti;
– una autorizzazione non individuale ma generica;
– la mancanza di un elenco o di un’anagrafe dei medici autorizzati dalla Regione;
– nessun codice identificativo da permettere al cittadino utente di identificare i professionisti autorizzati;
– nessuna prescrizione ai medici autorizzati di adempimenti per monitorare l’attività certificativa;
– la non uniforme tariffazione per le certificazioni, onde evitare concorrenze sleali tra i medici autorizzati e tra questi e la struttura pubblica.

In seguito a questi rilievi, il Direttore dell’Assessorato per la alla Salute Dott. Antonio Lastoria dispose che i funzionari preposti elaborassero una nuova Delibera di Autorizzazione alla luce delle osservazioni su riportate, ma non c’è stato un seguito anche perché alla Direzione di tale Assessorato subentrò alla fine del 2014 la Dott.ssa Marinella D’Innocenzo, la quale in merito non ha preso nessuna iniziativa. Ci auguriamo che lo faccia l’attuale Direttore Dott.ssa Lolita Gallo. Altro problema irrisolto è quello delle tariffe. Per i minori è prevista la gratuità della prestazione certificativa.  Però ad essi dalla struttura sanitaria è stato richiesto dal 2009 al 2011 il pagamento di 4 euro e dal 2011 ad oggi di 14 euro. Alcuni colleghi mi informano che da qualche mese presso il Distretto di Isernia e di Termoli questo improprio contributo non viene più richiesto; resta in essere presso il distretto di Campobasso. Dal 2014 al 2016, i rappresentanti della FMSI in seno al Comitato Regionale di Controllo per la Medicina dello Sport, hanno partecipato attivamente ai relativi lavori; hanno riferito le lamentele, le criticità che quotidianamente vengono rappresentate dall’utenza sportiva e hanno, come è loro consuetudine, avanzato suggerimenti, proposte per fronteggiare la situazione di precarietà, di confusione, di criticità creatasi nella nostra regione intorno alla problematica della Tutela della Salute degli Sportivi. Nel novembre dello scorso anno, tutti i componenti del Comitato di Controllo, si sono dimessi da questo organismo in segno di protesta, non trovando interlocutori disponibili o attenti alle loro osservazioni, al certosino e valido lavoro dell’intero Comitato.

In questi ultimi anni si sono registrate tante promesse, rassicurazioni di interventi risolutori da parte di figure della Sanità Regionale e Aziendale, ma ad oggi nessun atto o intervento concreto. Nei recenti documenti di programmazione sanitaria regionale (Piano Operativo Straordinario, Piano Regionale della Prevenzione) e nell’Atto Aziendale ASREM, non si trovano riferimenti circa la Tutela della Salute degli Sportivi o circa la Medicina dello Sport; per cui si ignorano al momento le intenzioni delle Istituzioni in questo settore. Certamente i diversi avvicendamenti nella Direzione dell’Assessorato alla Sanità e dell’ASREM, associati ad una scarsa conoscenza delle numerose disposizioni nazionali e regionali in materia, hanno nociuto nel rendere concreti gli impegni assunti dai Direttori del momento, in seguito sostituiti.

Questa Federazione continuerà a segnalare, a chiedere, a prospettare soluzioni nel campo della Tutela Sanitaria degli Sportivi, nella speranza o certezza di trovare interlocutori sensibili, attenti, determinati nell’affrontare e risolvere le molteplici criticità del settore di riferimento. Il sacrificio, l’impegno, la costanza dei nostri Atleti e delle loro Famiglie, meritano adeguata attenzione e attendono concrete e celeri soluzioni.

Fonte: Dott. Michele Laudizio – Delegato FMSI Regione Molise

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