Candidatura UNESCO della transumanza

articolo 1

di Letizia Bindi

Accogliamo con soddisfazione la notizia della candidatura della transumanza alla lista del patrimonio immateriale UNESCO promossa dal Ministero delle politiche Agricole in rete con la Grecia e l’Austria e ci auguriamo che essa possa essere accolta. Riteniamo che l’iniziativa del MiPAAF raccolga e catalizzi lo sforzo decennale di ricerca, sensibilizzazione e salvaguardia svolto dalle Università, ma anche e soprattutto dalle associazioni locali, dalle comunità, dai singoli pastori e pastore. Siamo lieti come centro di ricerca ‘Biocult’ e come Bene Comune Edizioni di aver contribuito, almeno in parte, alla preparazione di questo dossier attraverso un documento di supporto e i nostri materiali di ricerca (fotografie, video documentazione e il volume a cura di Katia Ballacchino e Letizia Bindi ‘Cammini di uomini, cammini di animali’) che documentano puntualmente il lavoro svolto sulla transumanza trasversale centro-meridionale, in particolar modo a partire dalla nostra ricerca-azione in Molise, Abruzzo, Puglia e altre regioni limitrofe, ma in forte relazione con altre esperienze italiane ed europee.

Il nostro lavoro di ricognizione degli studi e le attività di ricerca sulla transumanza sono stati, infatti, inclusi come buona pratica di salvaguardia e volutamente nel nostro documento di supporto abbiamo voluto ricordare la fitta rete di collaborazioni nazionali e internazionali che abbiamo instaurato nel tempo per restituire pienamente questo patrimonio bio-culturale che è uno dei più densi e rilevanti dell’Europa. Riteniamo che anche grazie a questo processo possa mantenersi in essere un tipo di allevamento che condensa pratiche e saperi tradizionali, conoscenze profonde relative ai territori e alle loro risorse, una storia complessa di relazioni, scambi e socialità.

La transumanza rinvia inevitabilmente al paesaggio ambientale e culturale che ha contribuito a definire nei secoli e richiede alle istituzioni locali e alle comunità una cura dei segni di questo passato antico e recente che è anche sguardo verso un presente e un futuro di valorizzazione, rivitalizzazione e risignificazione degli spazi dedicati così come delle pratiche e dei prodotti che ne derivano. Il nostro lavoro continua nella convinzione che solo da una ricerca multidisciplinare affinata e da azioni condivise e realmente partecipate con le comunità locali si possano far emergere e salvaguardare i sistemi di saperi, pratiche e luoghi connessi alla transumanza e al pascolo vagante in Italia e in Europa.

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