Molise a 5 stelle (3) Come salvare il Movimento da se stesso

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Tra pochi giorni vedremo scendere tutti i big della politica nazionale in Molise, prima delle altre quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) che torneranno alle urne.

Dopo la “non vittoria” nazionale e il “cappotto” molisano, il test riguarda soprattutto i 5 stelle. E per capire qualcosa di più su quello che era, che è e che potrebbe diventare il Movimento, è valsa la pena andare a rileggersi quanto ha scritto di recente Domenico De Masi, uno che non è certo un loro avversario. Ne riporto perciò qui di seguito un brano che d’ora in poi dovrebbe essere al centro di ogni riflessione. “Sul piano strutturale l’elettorato del Movimento 5 Stelle è compatto, anche se sul piano culturale vi convivono destra, centro e sinistra. Spetta all’azione pedagogica dei leader l’educazione politica di questa massa ideologicamente indistinta per compattarla dal punto di vista culturale. Ma non so se ne sono consapevoli e capaci”.

So bene che a ridosso di un voto, l’urgenza propagandistica si gonfia di semplificazioni e uccide nella culla riflessioni e approfondimenti, ma dal 23 aprile in poi i dirigenti, gli eletti e i militanti grillini non potranno sottrarsi alle ineludibili domande poste da De Masi.
Che in sostanza sono due:
1) Come sarà possibile compattare identità culturali che convivono indistintamente a destra, centro e sinistra?
2) Saranno i leader “consapevoli e capaci” di praticare una pedagogia politica a una “massa ideologicamente indistinta”?

Si tratta di interrogativi di grande spessore che, in momenti di euforia, verranno di certo accantonati, ma sui quali si giocherà sicuramente il futuro del Movimento a livello centrale e periferico.  Senza mettere in dubbio la lealtà di chi si candida a guidare il Molise e magari l’Italia, ho tentato in vari modi di reperire in programmi e dichiarazioni di 5 stelle qualche raro cenno sul De Masi-pensiero: ma la ricerca è stata disperatamente vana. E per consolarmi mi son riletto Gli asparagi e l’immortalità dell’anima del grande Achille Campanile.

Giuseppe Tabasso80 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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