Molisani umiliati e offesi per abusivismo/Una storiella in tre atti con colpo di scena finale

testata sblog tabassoAtto 1º – E’ da una vita che decanto ai miei figli la bellezza antica dei nostri borghi, i loro silenzi, i sapori, gli odori, i tempi fermati, gli stimoli all’introspezione, la loro indiretta pedagogia che, se butti in piazza un bambino, quello impara tutto da solo e dal vero, non dal virtuale televisivo digitale, perché vede il sindaco, il parroco, il falegname, lo scemo del villaggio, il maresciallo dei carabinieri, i funerali e battesimi, le monte di animali e i chiari di luna. Tutto naturale e gratuito, altro che le adorate scuole Montessori.
E così, decanta oggi, decanta domani, uno di loro (parlo sempre dei miei figli) finisce col farci un pensierino sull’acquisto di una casetta in Molise. Prima possibile, raccomandavo: cominciano a farsi vivi degli stranieri e intanto, per cogliere delle occasioni, fare delle visite in loco.

Atto 2º  – Telefonata: “Papà, ma tu hai letto i dati del Cresme?”.
“Il Cresme? Cos’è?”
“E’ un centro che compila la carta d’identità degli edifici sulla base di dati Istat e di Legambiente.”
“E allora?”
“Sai cosa dicono di quel paradiso in terra che è il tuo Molise formato monastero tibetano?”
“Oddio, che dice?”
Segue impietosa lettura di grafico (v. sopra) e mio imbarazzato silenzio.
“Dunque, è là che dovrei andare a cercarmi una casetta non abusiva su due? Mi dispiace per te ma questo è un altro dei tuoi miti che crolla”. (Bieco riferimento ai miei miti politici.)

Atto 3º e colpo di scena finale – Sono talmente digiuno di regole edilizie che mi si potrebbe rifilare una baracca malandata facendola passare per uno chalet d’epoca, tuttavia per me l’Istat e Legambiente sono Vangeli al pari del prof. Manfredi Selvaggi che su questo sito pubblica l’articolo “Le costruzioni messe all’indice (di edificabilità)”.
Per fortuna avevo però a portata di mano una risorsa decisiva: quella di interpellare uno zio dei miei figli, fratello della loro madre, autorevole ingegnere in quel di Bojano, si chiama Gian Maurizio De Fabritiis, che alla mia perentoria domanda:
Perché i molisani sono gli italiani più abusivisti?
dà una risposta altrettanto tranchant, di quelle che mettono in discussione Istat, Legambiente, Cresme e leggi dello Stato:
“Perché i molisani sono i più onesti!”
Segue spiegazione. La statistica è determinata in base alle richieste di condono: questo significa appunto che i molisani sono al primo posto per onestà e correttezza, mentre i lombardi sono all’ultimo. Inoltre non tiene conto dei diversi tipi di abuso, e nemmeno le leggi, fatte solo per incassare soldi. Tra le case abusive è infatti calcolato il condono per un banale soppalco in cantina, richiesto per essere conformi alla legge. Se inoltre si fossero risparmiate le richieste, oggi non c’era bisogno di condono perché le stesse opere non sono più considerate un abuso.

Ecco dunque la bomba che restituisce dignità e verità a questo Molise umiliato e offeso. E adesso che il mio mito è stato rivitalizzato, spero che i miei figli una casa in Molise se la comprino davvero, non come Berlusconi che lo aveva promesso in campagna elettorale.

Giuseppe Tabasso171 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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