Progetto Tuition Program della missione di Chuknagar

Recentissima foto con alunni e maestri a Khampur.

di Antonio Germano

Da padre Antonio Germanio, missionario in Bangladesh, riceviamo una lettera aperta indirizzata alla comunità lucana di Melfi, che sta attivamente collaborando a realizzare il Tuition Program, a beneficio delle persone più povere delle popolazioni locali.

Carissimi Amici e Benefattori,
Innanzitutto voglio ringraziarvi per questa gara di solidarietà che avete ingaggiato per venire incontro al progetto TUITION PROGRAM, che la missione di Chuknagar manda avanti ormai da 40 anni tra i fuoricasta e che adesso è diventato anche il vostro progetto. Mentre vi ringrazio, non vi nascondo la commozione che provo nei miei ormai 80 anni (ma vado ancora in moto), di cui 42 trascorsi tra i fuoricasta, nell’apprendere che il mio sogno è fatto proprio da chi vive a migliaia di chilometri di distanza: questo è un miracolo che solo Dio sa e può operare.

Il TUITION PROGRAM non è solo un progetto di scolarizzazione, ma vuole essere soprattutto un processo di coscientizzazione e di promozione umana. Ma perché abbiamo scelto di venire a Chuknagar? La risposta è che gli ultimi sono la scelta prioritaria della nostra missione in Bangladesh e qui a Chuknagar c’è una larga concentrazione di fuoricasta e cioè di quelli che per definizione sono gli ultimi nella scala sociale. Nella lingua bengalese sono tanti i termini con cui vengono designati: ONTOJ (quelli che sono in coda), DOLIT ( è un participio passato nella lingua bengalese e significa: stritolato, spappolato, ridotto in polvere), HORIJON (nome preferito da Gandhi. Significa figli di un dio, come a dire figli di nessuno), RISHI (nome che vorrebbe indicare una nobile discendenza, da cui essi sarebbero decaduti), MUCI (scuoiatori di pelli; è il più dispregiativo dei titoli: il solo pronunciarlo fa sputare a terra chi lo sente).

Nella nostra zona essi sono registrati all’anagrafe col nome di DAS, che significa schiavo ed è come uno stigma che si portano sulla fronte, come a dire: tu sei schiavo e schiavo devi rimanre. Quando siamo arrivati in zona, abbiamo capito subito che la via d’uscita da questa situazione di schiavitù era l’alfabetizzazione, intesa nel suo senso più pieno e cioè non soltando saper leggere e scrivere, ma prendere coscienza e coalizzarsi per uscirne. In Bangladesh ci sono sì le scuole pubbliche, che in questi ultimi anni hanno avuto un incremento straordinario, ma i nostri erano e sono ancora relegati agli ultimi posti e nessuno si prende cura di loro.

Fu allora che p. Luigi Paggi, il fondatore della missione di Chuknagar, ebbe la splendida idea di dar vita al TUITION PROGRAM, che è una specie di dopo scuola: gli alunni Das vanno alla scuola pubblica e poi, nel pomeriggio, vengono da noi e si fermano per due ore per integrare l’insegnamento ricevuto a scuola. Inizialmente p. Luigi si prendeva personalmente cura degli alunni; in seguito qualche altro maestro di estrazione musulmana o hindu gli dava una mano. Lentamente questo sistema educativo si è diffuso in altri villaggi Das e in tutti questi anni si è creato un movimento di liberazione che nessuno mai potrà più arrestare. Attualmente sono 13 i villaggi in cui siamo presenti con il TUITION PROGRAM e gli insegnanti sono 45 con un totale di un migliaio di alunni (elementari e scuole superiori).

Ecco i nomi dei villaggi: Chuknagar, che è il centro della missione, Khampur, Hatbash, Aroshnagar, Maltia, Mongolkot, Bausola, Borenga, Patra, Kashimpur, Khornia, Shubna, Tipna. Come potete capire, il mio discorso è ridotto all’essenziale, ben altro ci vorrebbe per descrivere questa storia meravigliosa, ispirata dall’Alto, di cui anche voi, cari amici e benefattori, vi siete fatti protagonisti. Mentre a nome dei nostri Das vi ringrazio di cuore, ne approfitto per mandarvi in anticipo gli auguri per un Natale colmo di gioia e di serenità.

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