Il PD, il profitto privato e il “cuore grande” dei molisani

Mentre la situazione del pianeta Terra sembra suggerire la necessità di cambiamenti radicali, la politica appare ancora una volta in affanno, sempre un passo indietro rispetto al mondo che la circonda. A destra non ne parliamo, ma anche a sinistra le cose non vanno benissimo…

di Paolo Di Lella

Stamane il PD Molise ha annunciato trionfalmente di aver raccolto 4 mila euro da donare alla ASREM per l’acquisto di tamponi e dispositivi di protezione individuali.

“Il nostro grazie va a tutti coloro che hanno contribuito, i nostri iscritti al partito e tutte le persone che hanno donato dimostrando che in questo momento difficile la macchina della solidarietà non si arresta e che quanto più c’è bisogno di noi tanto più i molisani sanno rispondere con il loro cuore grande”. Così si conclude il comunicato.

Da una parte viene da sorridere se si pensa all’esiguità della somma. Non basterebbe neppure a pagare un premio di produzione ad un dirigente qualsiasi della nostra azienda sanitaria.

Ma non è questo il punto.

E non si tratta neppure di rinfacciare al pd i milioni regalati alle strutture private convenzionate e sottratti agli ospedali pubblici dal governo Frattura.

Il dramma è che a quanto pare non hanno ancora messo a fuoco il cuore del problema. Il fatto che i cittadini molisani pagano più tasse dei cittadini lombardi e l’80% di queste tasse servono per finanziare i servizi sanitari che non abbiamo. E pensare che ci siamo indebitati fino al collo e che ancora stiamo pagando le rate del debito!

Sarà forse per il fatto – caso unico in Italia – che dedichiamo quasi la metà del budget sanitario per tenere in piedi due cliniche private di cui i molisani si servono poco e niente mentre gli ospedali di Campobasso, Termoli e Isernia sono stati privati di tutto, dalle figure professionali ad una tecnologia all’altezza dei tempi?

In Molise non si muore per il virus ma di tumori, per una semplice caduta, per un infarto, per un ictus.

Da una opposizione politica ci si aspetterebbe che inchiodi al muro la Giunta più irresponsabile e maldestra che il Molise abbia mai avuto.

O comunque ci si aspetterebbe una risposta politica, un’alternativa seria al piagnisteo sensazionalista e patetico rappresentato dalla (dis)informazione di massa che ammorba questo paese allo stremo.

Oggi la Croce rossa ha annunciato tutta impettita che dal 6 aprile, in una tenda allestita dalla Croce Rossa Italiana, nel piazzale di fronte alla sede di un istituto di diagnostica a Prato, sarà possibile sottoporsi a tampone faringeo per verificare se si è contratto il nuovo coronavirus o se si è portatori sani. Solo che chi vorrà farlo dovrà pagare di tasca propria, 102 maledettissimi euro. Pare che dietro questa pia iniziativa ci siano sei centri medici, ovviamente tutti privati accreditati.

Che ne dite, vi piace, non è vero?

Negli ultimi trent’anni in Italia i posti letto sono passati da 530 mila a 191mila, siamo passati da 9,22 posti letto ogni mille abitanti a 2,5. Sull’annuario statistico del SSN si legge che l’Italia dispone attualmente di quasi 9000 posti letto di terapia intensiva contro i 15000 di cui disponeva nel 1980. Un aereo da guerra F35 costa 185 milioni di euro, più o meno quanto 5000 impianti di ventilazione assistita. Rinunciando a 90 F35 e una portaerei oggi avremmo 54 policlinici da 1000 posti letto di ultima generazione in più.

Come vedete, la questione è squisitamente politica. I sacrifici richiesti agli italiani bastano e avanzano. Tutto sta a usarli per il bene comune piuttosto che per arricchire le lobbies private.

Invocare le donazioni da parte dei privati, così come “il cuore grande dei molisani”, è la dimostrazione lampante che neanche il virus ci ha insegnato nulla e che, purtroppo per noi, al contrario di quello che ci vogliono far credere, non andrà bene proprio un bel niente.

Paolo Di Lella88 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

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